martedì 31 luglio 2007

AMARE UNA PERSONA E'...

"Averla senza possederla.
Dare il meglio di sé
senza pensare di ricevere.
Voler stare spesso con lei,
ma senza essere mossi dal bisogno
di alleviare la propria solitudine.
Temere di perderla,
ma senza essere gelosi.
Aver bisogno di lei,
ma senza dipendere.
Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.
Essere legati a lei,
pur essendo liberi.
Essere un tutt'uno con lei,
pur essendo se stessi.
Ma per riuscire in tutto ciò,
la cosa più importante da fare è...
accettarla così com'è,
senza pretendere che sia come si vorrebbe."

Omar Falworth

Vi segnalo un articolo delizioso sulla seduzione scritto da Fabio Volo sul Panorama di codesto settimanino (è il numero 31, pagina 114) ; non vi potete sbagliare, lui è in copertina.

Buonanotte davvero a tutti!

mercoledì 25 luglio 2007

CHAPEAUX!

Nulla da aggiungere quando i pubblicitari partoriscono queste chicche!



La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo.
Il nostro tempo.
Noi cresciamo e maturiamo collezionando queste esperienze.
Sono queste che poi vanno a definirci.
Alcune sono più importanti di altre, perché formano il nostro carattere.
Ci insegnano la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
La differenza tra il bene e il male.
Cosa essere e cosa non essere.
Ci insegnano chi vogliamo diventare.
In tutto questo, alcune persone e alcune cose si legano a noi in un modo spontaneo e inestricabile.
Ci sostengono nell’esprimerci e nel realizzarci.
Ci legittimano nell’essere autentici e veri.
E se significano veramente qualcosa, ispirano il modo in cui il mondo cambia e si evolve.
E allora, appartengono a tutti noi e a nessuno

martedì 24 luglio 2007

ELETTRICITA'



Si è appena conclusa l’edizione del torneo 2007.
Ne riesco a parlare rilassatamente solo ora; sinceramente è una settimana che rosico a causa dell’eliminazione prematura ai quarti di finale. Accipicchia! Sono certo che se non avessi avuto quella congestione i giorni prima avremmo avuto tante chance di alzare quella coppa.
Stanotte, però, la magia si è rinnovata lo stesso, allo stesso livello.
Si è rinnovata grazie agli amici sempre.
Vedete, come scrivevo lo scorso anno a questo proposito, da qualsiasi prospettiva lo si guardi il torneo non è più una storia di calcio, ma di umanità così come un campeggio a Villa Agomer, in quel delle Dolomiti, non era solo andare in vacanza in montagna in un posto meraviglioso.
Io sport? È soltanto un gioco ma io lo amo.
Vedo nitidamente che esso è una materia semplice dunque difficile, è rigore morale, è romanzo popolare, è il mondo dei sentimenti, un mondo che va sempre a farsi e mai a disfarsi, neanche con la morte.
L’unione e l’amicizia del nostro gruppo si sente realizzata quando asseconda la forza che lo spinge, in questo mese un po’ magico.
Quando per un mese ci si maschera da organizzatori e il primo pensiero, la prima sfida diventa non tanto accettare o accettarsi, ma condividere.
“-Billy, posso chiederti quali sensazioni provi quando danzi?
- Non so, all’inizio sono un po’ rigido. Ma dopo che ho iniziato, mi dimentico qualunque cosa ed è come se…come se sparissi. Come se dentro avessi un fuoco. Come se volassi. Sono un uccello. Sono…elettricità. Già, elettricità” (Billy Elliot, 2000)
Stanotte, ve lo posso garantire, di elettricità ce n’era ovunque…tra di noi, tra le squadre finaliste, tra il pubblico, tra i bambini, le famiglie …
Alcune immagini a fine gara le porterò con me per un po’… vi lascio pensando al migliaio di persone presenti, vi lascio pensando alla ragazza di uno degli sconfitti con gli occhi lucidi ma esageratamente sereni e felici, vi lascio ricordando i ragazzi del Chesterfield appagati come se avessero vinto, consapevoli che in realtà il loro gruppo ha trionfato anche perché, proprio stanotte, proprio dopo aver “perso”, molti di loro mi hanno detto di aver compreso come il torneo lo si possa vincere sotto tanti punti di vista.
Al prossimo anno e grazie per tutta questa storia!
Ciao

lunedì 23 luglio 2007

AMOR, CH'A NULLO AMATO AMAR PERDONA

Oggi è stato un domenichino piacevolmente disorganizzato, di transizione, dove ho riflettuto. Come mi ha insegnato un amico tempo fa, ho investito tutta la giornata ad integrare; ecco appunto, mi sono preso un po’ di ore per integrare le cose che ho appreso in questo scorcio d’Estate.
Un paio d’ore di studio, un po’ di tempo dedicato alla casa, un dvd, buone letture e piacevoli riflessioni.
Nel riordinare le mensole in camera mi sono imbattuto in Dante, canto V dell’Inferno….al liceo non studiavo mai più dello stretto necessario (investivo molto nel sociale a quei tempi ;-) ma Dante mi ha sempre affascinato.
A tutt’oggi rimango colpito dal suo genio e dal suo talento.
Ciò che mi dà i brividi è, però, la sua passione, la sua abnegazione, la sua voglia di scommettere su qualcosa di grande, su qualcosa che prima non c’era.
Siamo circondati da persone di talento; anzi, per definizione credo che ognuno di noi, in un certo qual modo, ne abbia….
Ok, non dipingeremo la “Gioconda”, non scriveremo “Sogno di una notte di mezz’Estate” e non comporremo “My Way” ma abbiamo di certo abbastanza talento per cambiare lo stesso, e allo stesso livello, le cose.
Quello che voglio dire è che ognuno di noi ha doti a sufficienza per vivere la vita che ha immaginato, essere felice, amare.
Pochissimi, per contro, ci mettono il cuore e cambiano le proprie abitudini per inseguire nuovi e più nobili traguardi.
La gente si sente sola eppure non fa nulla di concreto per cambiare il modo in cui si relaziona con gli altri e con se stesso.
In molti accusano di avere bassa autostima ma solo in pochi si adoperano per meritarsi qualcosa di più, dagli altri e da se stessi.

Torno al quinto canto prendendo in prestito tre endecasillabi e un po’ di miei vecchi appunti per augurarvi la buonanotte e, soprattutto, una settimana perfetta.
Tre volte Francesca da Rimini nomina la parola amore, in inizio di tre terzine successive, in cui sintetizza la sua vicenda e qualifica in termini generali gli effetti di tale sentimento:

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende (v.100)

Amor, ch’a nullo amato amar perdona (v.103)…ebbene si, questa non è di Jovanotti (Serenata Rap) e neanche di Venditti (Ricordati di Me) ;-)

Amor, condusse noi ad una morte (v.106)

Così ella denuncia la forza del sentimento che trascina e non permette resistenza, e nello stesso tempo trasferisce su un piano generale la propria vicenda personale che penso possa essere, almeno emotivamente, la vicenda personale di tanti.

Nelle relazioni è però il nostro egoismo a condurci all’infelicità: l’uomo penso che debba imparare a lasciare la presa con la stessa facilità con cui sa afferrare, se no avrà le mani piene ma la mente vuota.
Nonostante che ogni “buongiorno” preluda ad un “addio”, non scoraggiamoci, perché ogni “addio” può annunciare un altro “buongiorno”.

In tutto questo io non sono propriamente un fuoriclasse … ci lavorerò.

Buonanotte & ancora grazie per esserci.....OLè

martedì 17 luglio 2007

CIRCLE OF LIFE

Benvenuto a PIETRO SALA!
Nato oggi pomeriggio, direi 3 chiletti e 450 di glamour!
Sperando sia come la mamma Pri ma, soprattutto, decisamente più bello del papà Andre.
E' il cerchio della vita che sta compiendo ancora una volta il suo giro completo. Un ciclo va verso la sua conclusione, un altro sta vivendo la sua massima maturazione ed un altro ancora sta cominciando a sbocciare.
Stupendo.

Un abbraccio forte dal Pibe!

UN'OTTIMA ANNATA

Ho visto un film. “Un’ottima annata”. Mi piaceva il titolo, mi appassiona il regista (Ridley Scott). Mi interessava a priori il fatto che tutta la storia ruota attorno al mondo del vino. Da una vita è il mondo di mio papà e da qualche anno anche quello della mia sorellina.
Per forza di cose non può che essere anche il mio, nonostante il mio precipuo sogno di diventare notaio.
“Un’ottima annata” è rivelatore di un istinto a correre su piste assolate. E’ un gradito eccesso di luce.
È ancora l’amore a muovere e agitare i personaggi di Scott e il broker Max Skinner non fa eccezione.
Pur rispettando alla lettera le regole dell'entertainment, Scott costruisce con attenzione l'iter psicologico del protagonista, il suo tardivo recupero di una parte importante di sé sepolta dall'asprezza della vita e del mondo lavorativo. Un percorso di formazione che si compie, per di più in una deliziosa cornice paesaggistica.
Intendiamoci: non mancano le banalità, le ruffianerie, le rappresentazioni da cartolina.
Ma se si considera che lo script funziona come un orologio, che i dialoghi sono all'insegna dello humour più raffinato, beh allora è più facile perdonare alcune pecche che, peraltro, non minano la resa complessiva della pellicola.
Se preferite, consideratela come una vacanza di due ore negli splendidi luoghi del Sud della Francia. È un viaggio che vale la pena facciate.
Qui il vino è ancora una volta la metafora che ci traghetta in mondi paralleli, nell’epicentro delle nostre emozioni; parlo da semplice amatore, di quelli che non si intendono troppo di cru o bouquet ma che “vedono” in una bottiglia la magia della cultura, dei sacrifici, della natura, talvolta della perfezione.
Sogno di avere nella mia vita, se mai possibile, di tanto in tanto, un pò di quelle antiche giornate d'estate e la sensazione di quel frizzare d'un tempo che era l’accarezzare di palato e gola.

Brindo. Alla vostra, all’amore e alla salute.

lunedì 16 luglio 2007

LENTAMENTE

Domenica notte.

Il torneo è nel vivo; martedì gioco i quarti di finale, saranno durissimi. Tanta gente ne parla, l’aspettativa che cresce a Correggio comincia a far vivere dentro quel sogno che in un modo o nell’altro ci tiene compagnia in certe sere d’Inverno.
Solo chi ha già vissuto gli anni scorsi quei momenti può capire, solo chi ha visto cosa si scatena la notte della finale sa cosa intendo.

Ripenso agli ultimi tre giorni e decido di essere soddisfatto, appagato.

Vedete, anni addietro non avrei concluso con questa emotività un fine settimana del genere ma col tempo, con l’ “età”, certe cose si imparano.
Si impara che l’intimità non può essere oggetto di aspettative. Non si possono avere aspettative nell’interazione con l’altro. Nessuno può sempre essere o fare ciò che noi desidereremmo. Se vivessimo così firmeremmo l’infelicità.
Un sms che non arriva, una telefonata che non gratifica, un augurio di compleanno non ricevuto…
Se arriva il messaggino, la telefonata, l’augurio faccio capriole, ballo, rido, canto, godo e sogno.
In caso contrario, pazienza.
Ho imparato ad essere spontaneo e a divertirmi guardare cosa succede.
La prevedibilità è la culla della noia e la tomba del fascino.
Le affinità avvicinano le persone ma poi è la novità nella crescita che le tiene insieme.

Non serve affatto la paura dell’intimità. Anzi sono certo che su di essa si basi la nostra speranza più grande.

Quando si hanno sentimenti importanti vanno comunicati, noi tendiamo a trattenerli o a codificarli.
Sapete, nessuna donna si sveglia la mattina e pensa: “Dio, spero di non essere rapita dal principe azzurro oggi”


Se è vero, poi, che non è importante quanti respiri facciamo nella nostra vita ma ciò che è importante sono i momenti che il respiro ce lo tolgono, allora non bisogna nemmeno avere paura di ammetterci che solo nelle relazioni dove non c’è sfruttamento, dove c’è la voglia di viversi, di fare esperienze insieme, di progredire insieme….solo in queste relazioni un po’ speciali riusciremo a vedere noi stessi.
Questo, e lo dico e me, richiede tutte le nostre energie.
E tanto tempo.
Del resto credo proprio che le cose belle si facciano lentamente.
Ecco appunto, questi pensieri in linea con la mia piacevole confusione, li voglio concludere così.
Si, mi piace un sacco questa cosa: LE COSE BELLE SI FANNO LENTAMENTE

Buonanotte.

.

venerdì 13 luglio 2007

UN INDOVINO MI DISSE...

“Un indovino mi disse…”. Stanotte, rientrando a casa mi è venuto davanti, dalle mensole della mia cameretta all’ultimo piano del Borgo (n.14), il libro di Tiziano Terzani, straordinario eploratore, giornalista, viaggiatore ... tante vite in una, con la Toscana nel sangue e l’Asia nel cuore.
Lui, viaggiando per il mondo meno frequentato, s’imbattè un giorno in uno di quei personaggi che lo affascinavano, un santone. E questi gli disse: “Uomo, sei in pericolo, ma io ti salverò a un patto: che tu non prenda l’aereo per un anno, perché vedo due ali che si spezzano e tu morirai”. Non prendere l’aereo per un giornalista che viaggiava tra regioni sconfinate era come falciare il suo lavoro, ma Terzani eseguì il precetto, tornò al vecchio treno, fece viaggi interminabili, scoprì posti che non avrebbe mai visto, incontrò persone che mai sarebbero entrate nell’itinerario della sua vita. Fu felice per un anno e trasse da questa esperienza uno dei suoi libri più belli.
Io non ho incontrato nessun indovino ma mi piace accogliere ugualmente la parabola di Terzani, nella sua parte più edificante e proiettarla qui.
Chi di noi non ha mai sognato di incontrare qualcuno, una persona un pò magica intendo, qualcuno che al di là della fede, ci comparisse davanti per davvero e “ci indicasse la rotta”, almeno per un tratto di strada?
Se incontrassi anche io un indovino, forse, direbbe cose che in un mondo ricco, ingordo e crepuscolare risulterebbero quasi incomprensibili, parlerebbe di valori che non sono dollari, di gusto della vita che non si lega all'eccesso, parlerebbe tanto di divertimento e di rispetto.
Mi insegnerebbe che la nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati.
La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura.
E’ la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa.
Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo, non c’e’ nulla di illuminante nel rinchiudersi in sé stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure.
Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c’e’ dentro di noi, non è solo in alcuni di noi, è in tutti noi.
Se noi lasciamo la nostra luce splendere inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso.
Appena ci liberiamo dalla nostra paura la nostra presenza automaticamente libera gli altri.


Mi fermo, rileggo il post. Mi chiedo se Terzani quell’indovino l’ha incontrato per davvero. Concludo, però, che non è decisivo saperlo; di certo molto più semplicemente ci ha voluto insegnare che i miracoli esistono, ma ognuno deve essere l’artefice del proprio, talvolta rischiando di perdersi sulla strada di un viaggio impossibile piuttosto che non partire mai.

Buon week end con tutto il cuore dal vostro Pibe di Correggio!

martedì 10 luglio 2007

PETER PAN

Oramai non si contano più i post che ho dedicato ai sogni, all’estate, alla bellezza, alle emozioni.
Vivo e racconto la mia vita stupito e affascinato.
Con tante sfide da gestire e, perché no, anche da perdere; però non mi appartiene proprio rimandare la gioia e la felicità. Troppa gente crede che, nel programmare le mete, riuscirà solo in futuro a divertirsi, a sentirsi realizzato…
C’è, invece, una differenza decisiva tra compiere uno scopo per essere felice e compierlo felicemente.

La chiave penso sia nascosta nei punti di vista che scegliamo, nella scelta di quale lezione vogliamo apprendere di volta in volta.

Ricordate L’Attimo Fuggente? “Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassu’. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva”
Ecco appunto, le prospettive.

Uno dei più grandi doni che abbiamo ricevuto è, poi, quello della suspance. Come sarebbe noiosa la vita se sapessimo come andrebbe a finire! Nei prossimi attimi, può succedere qualcosa che potrebbe cambiare l’intera direzione della nostra vita in un istante.
Mi impegno ad amare il cambiamento, perché è l’unica cosa certa. Cerco, con mille sforzi, di vivere in uno stato di aspettativa positiva, sapendo che tutto quello che succede nella mia vita mi farà bene, in un modo o nell’altro.

Si pensa tanto a diventare adulti ma da ragazzino queste cose ci venivano naturali.
Oggi ho voglia di prendere sul serio l’autore di Peter Pan quando dice che “i bambini non dovrebbero mai dormire. Si svegliano più vecchi di un giorno e senza che uno se ne accorga sono cresciuti” …

Mille riflessioni, mille pensieri, mille pop up che si aprono…ve ne parlerò e… grazie per esserci anche se in fondo non so neppure bene chi siate
…mi fa bene “parlarne”

Ciao

lunedì 9 luglio 2007

AUTOBUS PER IL PARADISO

E’ tardi da impazzire.
Week end grandioso.
Condivisione cristallina con persone straordinarie.
Domani la sveglia canta “Moonlight Shadow” molto presto ma sono talmente felice che sembra non abbia senso addormentarsi.
Condivisione cristallina con persone straordinarie, dicevo.
C’è stata crescita.
Tanta magia che vorrei raccontarvi ma non sono in grado; un po’ per stanchezza e un po’ perché non riesco a rendere in prosa ciò che è poesia.
Vi citerò così una delle più belle descrizioni che ho mai letto. E’ tratta dai Corinti I; per quanto sia ben nota a tutti, vale comunque la pena di ripeterla e di dedicarla a chi ha passato con me le ultime 24 ore.

“L’amore è paziente e gentile; l’amore non è geloso né vanitoso né orgoglioso; l’amore non è maleducato né egoista né irritabile; l’amore non tiene conto degli errori: l’amore non gioisce nel male ma gioisce nella verità. L’amore non rinuncia mai: la fede, la speranza, la pazienza sono inesauribili. L’amore è eterno…Ci sono fede, speranza e amore, questi tre; ma di questi il più grande è l’amore.”

Perché ci è piaciuto considerarlo come qualcosa in cui si cresce, non che si usa e si butta.

Buonanotte a tutti e, per intanto, buon settimanino! Olè

giovedì 5 luglio 2007

I SOGNI SONO COME LE STELLE...

GIORNI STRAORDINARI
Il torneo volge alle fasi finali; stasera ci sono i sorteggi. La mia squadra è in corsa. E’ un po’ di anni che non gioco la finale. Direi tre. E’ un po’ che la sogno ad occhi aperti.
Sogno tante cose in questi giorni ad occhi aperti…
Lo stesso video con al Pacino doppiato da Giannini a piè di questo blog testimonia quanto attinga alla metafora dello sport.
Periodicamente mi ci rituffo, è la mia droga, la mia utopia.
Penso che sia uno dei modi migliori per allenare la volontà.
Quando si è stanchi e non si riesce più ad andare avanti, ecco appunto, a volte è proprio da lì che inizia la partita.
Sogno di uscire davanti al migliaio di persone.
Sogno di essere in corsa per il titolo di capocannoniere.
Sogno di guardare con gli occhi lucidi gli amici, compagni di squadra, che entrano in campo chiamati ad uno ad uno, illuminati solo dall’occhio di bue.
Li vedo aspettarmi consapevoli del fatto che se sono lì è un po’ anche merito mio.
Li sento percepire la mia gratitudine.
Vedo sopra di me i fuochi d’artificio, sento una musica tanto assordante quanto motivante, batto tanti “cinque”, abbraccio forte, vivo per alcuni istanti fuori dal tempo e dallo spazio.

GIORNI IMPORTANTI
Non mi riesce sempre ma in questo periodo sento la magia di certi rapporti.
Vengo da un pranzo in famiglia magico. Dio solo sa quanta energia prendo dai miei genitori. A volte ho solo tanta paura di non restituirla come meriterebbero.
Penso ancora al week end scorso, mi batte il cuore e mi brillano gli occhi.

GIORNI DI PIACEVOLE RIFLESSIONE
Faccio un salto quantico. Tra le mie letture di questo momento ho da parlarvi di un libro di Saint-Exupery, non il “Piccolo Principe”questa volta ma “Vento, sabbia e stelle”. Tanto semplice quanto profondo.
In un capitolo, l’autore, parla dell’amore come mai avevo sentito prima. Mi ha colpito anche se non adoro le definizioni in questo campo. Dice: “ Forse l’amore è il processo con il quale ti riconduco dolcemente e te stesso”.
Wow!!!!
Nell’amare vi deve essere un processo nel quale io non posso volere trasformarti a mia immagine, ma desidero ricondurti a te stesso, a ciò che sei, alla tua unicità, alla tua bellezza originaria.
Non so in che punto sono della mia vita ma a prescindere mi piace sentirmi sempre e comunque solo all’inizio. Parlo di intelligenza emotiva, di sensibilità, s’intende.
Ho tanti sogni in questo senso, forse troppi o troppo grandi e questo blog ne cela qualcuno.
Non intendo placarli e ridimensionarli. Anzi.
Un canzone che ascoltava il Pibe adolescente diceva: “i sogni sono come le stelle……irraggiungibili….però è bello sapere che sono sempre là!” …

Ciao

lunedì 2 luglio 2007

PENSANDO AD UN PICCOLO NUMERO DI GRANDI PERSONE. DEDICATO

Dopo un po’, magari a più di trent’anni, impari la sottile
differenza tra tenere una mano
e incatenare un'anima.
Impari che l'amore non è
appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
Cresci e comprendi come un emozione, per essere davvero esagerata in bellezza, non può essere frutto di un bisogno.
Impari a cogliere il bello della vita
senti la sua magia e, senza sensi di colpa, vivi in un festival di privilegi.
Comprendi che la gara non è sempre del più veloce…ma per coloro che continuano a correre.
Pensi che scegliere e prendere decisioni sia difficile;
ma poi impari che, quando sai quali sono i tuoi valori e quali le regole per viverli,
non intraprendere una via in luogo dell’altra è naturale.
Capisci, cresci, soffri, vivi; ecco perché, forse, sei felice…

Dopo un po’, magari a più di trent’anni, inizi a imparare che i baci
non sono contratti
e i doni non sono promesse.
Cominci ad accettare le tue sconfitte
a testa alta e con gli occhi aperti;
con la grazia di chi cerca di diventare adulto una volta per tutte ma con il dolore puro di un bambino.
Costruisci
le tue strade oggi
perché il terreno di domani
è troppo incerto; .
poi pianifichi lo stesso perché è nella tua genesi e non la rinneghi.
Senti dentro la gratitudine, ti commuovi un attimo; hai paura che giorni così non ricapitino mai più un po’ perché lo pensi davvero ma soprattutto perché sei geloso di essi.
Infine riparti per un’altra settimana cercando la continua crescita¸ consapevole del fatto che ciò comporta una momentanea resa alla sicurezza.

Un abbraccio immenso. Olè