venerdì 6 agosto 2010

RINCORRERE IL RICORDO

Un mio articolo uscito su LA RIVISTA DEL FORTE.

La trovi, in questi giorni e per tutta l'Estate, distribuita in giro per la Versilia (Bagni, locali glam, ristoranti, ecc.).
A te...



"Forte dei Marmi e’ scelta sentimentale. Puo’ essere solo questa.

“Andiamo al Forte?”. Poche parole e mi sento pervaso di romanticismo, di pace.
Al “Forte” mi ricostruisco interiormente perche’ nella mondanita’, dove si evade, mantengo una dimensione domestica e nella solitudine, dove si legge, ho il silenzio della pineta che sussurra consigli.

Nella pineta c'è la voce dannunziana che la rende luogo d'elezione per una scorribanda interiore, dove i piedi diventano radici e le mani rami protesi al cielo. Poco lontano cantano il loro amore struggente le dame di Puccini. Le vedi ancora camminare, nella tessitura di velluto della partitura, vestite di fasti romani o di un kimono fiorito.

Il Locale, “La Capannina di Franceschi”, magari trascesa nella rievocazione, e’ mera estensione di una casetta a Vittoria Apuana e i cenini chiacchierati a parlare dei massimi sistemi, alticci senza volerlo, sono la via di fuga verso il sogno.
Si sa, consapevolmente, di essere in un pezzo di storia del costume che vuole rinnovarsi ma oppone insieme una strenua resistenza al berciante traffico di un turista consumatore. Non andiamo da turisti, andiamo da cittadini onorati di sentirsi ancora una volta a casa. A casa si ritrovano volti conosciuti, un senso di confidenza con il mobilio, con gli spazi che sono ancora a portata d'uomo, quello stare elegantemente sotto le righe semplicemente per tras-gredire, uscire, cioè, da una corsa a precipizio per una più nobile passeggiatina con un maglione sulle spalle.

L’Abbigliamento di pregio e’ al contempo omologato e raffinato. Ma puo’ essere anche quello, démodé, di una nobile signora, fiorentina e pluriottantenne, che persevera, stagione dopo stagione, a fare il bagno con la sua cuffia a fiori in rilievo di gomma. Vedi passare le borse di paglia un po' consunte dall'uso ed ancora più interessanti, come una bella donna che sa che ogni lieve ruga è un sorriso versato alla vita. Vedi la più ampia e varia umanità, ma riconosci solo in alcuni volti, quando imbrunisce e gli spazi si svuotano, quell'aria da foto ingiallita di famiglia, che si riguarda con rinnovata emozione per fissare lo scorrere del tempo.

Lo shopping al mercato, un colazioncino da “Soldi” devastato dalle occhiaie dopo una notte cantereccia, l’ombrellone in prima fila, la “caccia al tesoro” di fine Estate, una bicicletta bucolica.
Si cammina, si va in bicicletta, si rallenta appunto, per poter gustare il profumo zuccherino di una siepe di caprifogli o la passiflora che schiude il suo fiore simbolico.

Le giornate privilegiate del “Forte” sono rincorrere il ricordo, sono inseguiure il senso di appartenenza, sono la debolezza di ambire a un nido. E' nido perchè ci siamo stati da bambini ed ancora prima perchè lì sono stati i nostri genitori bambini. E' nido perchè permette in lieve fluidità di stare in un tempo senza tempo e nel tempo, perchè non rincorre ma si lascia seguire con trascurata eleganza, perchè nella bambagia del nido si irrobustiscono le ali, dal nido si compie il primo volo ed al nido si ritorna adulti ma con i sogni rimasti, nella loro più limpida purezza, bambini."