martedì 22 gennaio 2008

IL FAVOLOSO MONDO DEI DESIDERI

Rieccoci.
Mi sto impegnando a scrivere poco.
Scusatemi.
Presto tornerò con un battere e levare quotidiano.

Come si può avere, quindi, accesso al favoloso mondo dei desideri?
Domandone.
Provo a scimmiottare una risposta.

Penso che per prima cosa sia importante relativizzare il presente.
Mi spiego con un esempio. Se uno studente focalizza tutte le sue attenzioni sugli esami, perde l’interesse per lo studio ed entra in ansia. Quello che voglio dire è che ritengo importante ogni tanto chiedersi: “Cosa significa quello che faccio?”

A me dà un sacco energia desiderare a ruota libera.
Preferisco essere un sognatore piuttosto che uno scettico, un illuso piuttosto che un rassegnato.
Sapete, è favoloso far riaffiorare a briglia sciolta il mondo dei desideri.
“Se tu fossi libero, che cosa ti piacerebbe fare?”


Prima di giudicare un mio sogno guardo e mi assicuro che dietro ad esso ci sia l’esercizio libero del cuore.
Faccio la prova del nove e mi chiedo: “Chi è il padre di questo desiderio?”

Ho voglia di dirvi un sacco di cose…ne mitraglierei ad oltranza….
Per oggi chiudo citando un romanzo di Ibsen, letturina più che glam dell'estate due zero zero sette nel down town della Versilia. Sempre sotto l’ombrellone ma trafitto dal sole, un occhio leggeva e l'altro (quello più concentrato) accompagnava per mano le passeggiate di signorine intente a gestire la tintarella sino al tramonto aspettando l'alba di un piano bar in Capannina.

“Mi ritrovai un’ombra, non un corpo né persona: girai per casa e vidi per terra dei gomitoli; mi dissero: siamo i pensieri che tu non hai svolto. Andai nel bosco e vidi le foglie secche: siamo le parole che non hai dette e che dovevi dire per la verità. Andai sui monti e udii i venti: siamo le canzoni che non hai cantato per la felicità degli altri. Andai nei prati e vidi le gocce di rugiada: siamo le lacrime che non hai mai pianto per amore”.

domenica 13 gennaio 2008

DESIDERARE AUTONOMAMENTE

Oggi: chiuso in casa come credo la maggior parte degli italiani, prigioniero di un tempo orribile, coccolato dal ritorno del campionato e dal diritto comunitario.
L’unico rammarico domenicale è quello di non aver fatto una corsettina come da agenda.
Ho rimediato con un po’ di palestra in casa.

Nell’ultimo post parlavo di ideali. Perseveriamo un attimo.
Se le persone non vivono all'altezza dei propri propositi non è perché non vogliono, ma perché non possono desideralrlo.
Hanno il futuro già prenotato: dai genitori che già sulla culla del figlio ne hanno programmato il destino, o forse dalla moda che propina le regole di cosa fare e pretendere, forse da altro…
Ma il punto è sempre quello: manca la capacità di desiderare autonomamente, di scegliere liberamente come spendere la propria vita.
Essendo bloccato il desiderio, rimane bloccata ogni decisione personale. Infatti l’azione responsabile inizia con un desiderio.
Come aiutare l’accesso al mondo dei desideri? …in settimana scriverò come la penso…
Per intanto vi abbraccio tanto.

La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso
ciao

mercoledì 9 gennaio 2008

CODICE DI CONDOTTA

Dico sempre che smetto per un pò di scrivere poi non riesco a mantenere fede a codesto meta proposito.
Sento un po’ la pressione dell’esame che si avvicina e di tutto un anno in cui voglio fare bene.
Ferma la mia continua e costante voglia di mare e di evasione (questa ce l ‘ho proprio nel DNA e presto vi parlerò dei progetti estivi) pensavo ad una metaforina glam su come la gente attribuisca il proprio comportamento alle pressioni a cui è sottoposta.

La pressione, di per sé, non crea un comportamento negativo!
Immaginate di essere un’arancia. Cosa accade quando si spreme un’arancia? Quando questa pressione è applicata dall’esterno, che cosa succede? Ne esce il succo, no?
Ma l’unica cosa che viene fuori sotto la spinta della pressione è ciò che già c’era dentro l’arancia.
Penso fermamente che siamo noi a decidere che cosa abbiamo dentro mantenendoci a un livello alto. Perciò, sotto pressione, ciò che viene fuori è “il buono che c’e’ in noi”.
Dopo tutto, non possiamo aspettarci che ogni cosa vada per il verso giusto.

Allora rispettare il nostro codice di condotta, i nostri propositi, i nostri valori e le nostre regole per realizzarli, diventa decisivo per non sentirci alla mercé degli eventi.

venerdì 4 gennaio 2008

SIMPLY THE BEST!!!

…sarò, nei trenta giorni a venire, un po’ meno presente…
Fagocitato dall’orale da avvocato e pronto ad organizzare tutto ciò che gira intorno al mondo del notariato dovrò dar peso ad alcune priorità.
Come si dice nella buona “gestione del tempo”: prima occupiamoci delle cose importanti poi di quelle urgenti…

Il blog rimane tra le cose che voglio far crescere quest’anno…
Ho in mente tante news e tanti traguardi per il www.pibedicorreggio.com che, tra le altre cose, oramai compie un anno di vita. Per intanto abbiamo superato il muro dei diecimila contatti.
Bene così.

Salto quantico.
Pensa a questo: quando ti senti fisicamente vibrante e ti atteggi come tale, non percepisci forse il mondo in maniera più edificante? I cambiamenti degli stati d’animo avvengono quando mutuiamo le nostre rappresentazioni interne ma può spostare gli equilibri anche una mutuata fisiologia!
Energia sprigionata grazie alla magia del linguaggio del corpo e all'uso migliore della respirazione...

Parlo di questo perchè, folleggiando per il network, sono stato catapultato nel video a piè del presente post.

E' tratto dall'ultimo concerto di Tina Turner nel 2000. Al tempo lei aveva "solo" 63 anni. Da non credere, anzi, da credere e da prendere come modello di riferimento per un 2008 di crescita costante e continua.

Ps. Nota di merito anche alle ballerine inquadrate di tanto in tanto…