venerdì 28 settembre 2007

UNA NUOVA SFIDA NEL CASSETTO

“Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni”. (Jesse Owens)

Da sempre mi considero prima uno sportivo che un giurista.
Questione di punti di vista; il fatto è che non rinuncerò mai all’allegoria dello sport e dei suoi valori. Non si contano i post dedicati in questo senso.

In questi giorni ho messo nel cassetto una nuova sfida.
Dopo un paio di allenamenti, rispettivamente di 8,5 e 7 km, ho DECISO che su distanze concorrenziali (l’idea è di arrivare prestissimo ai 10 km) terrò un minimo di tre sedute settimanali per tutta la stagione.

Non so ancora se tutta questa storia mi porterà presto o tardi a preparare consapevolmente una maratona. Vedremo. Il desiderio, per intanto, esiste.
Adoro correre; sin da ragazzetto ottenevo buoni risultati ma il punto non è questo.
Basta aver corso una volta, e per pochi chilometri, per sentirsi maratoneti a vita.

Nietzsche: “ …da quando ho imparato a camminare mi piace correre”.

Forrest Gump, un ragazzo non proprio idiota, ma dal basso coefficiente di intelligenza, è stato un campione: correre gli è naturale come respirare. Attraversa l'America dall'Atlantico al Pacifico, più volte. Diventa una leggenda, dietro di lui la schiera dei seguaci che corrono si ingrossa sempre più. A un certo punto, con barba lunghissima, si ferma fra le suggestive rocce del Colorado. Tutti aspettano ansiosi la sua decisione, foriera di chissà quali altissimi significati, ma lui confida “sono un po' stanchino".
"Dietro" non c'è altro.
Questa disciplina in fondo è anche il gesto più naturale, più semplice, più ancorato alla nostra storia.

Sbaglia, però, chi pensa alla maratona, o al jogging impegnato, come a una scelta solo sportiva: essa è una disciplina massimamente estetica. E’ proprio una visione del mondo: non sono solo quei quarantadue chilometri da correre nel minor tempo possibile, è l’idea di resistere, di andare oltre…

Vi abbraccio tanto!
Buonissimo week end a tutti i consociati! Olè

giovedì 27 settembre 2007

TECNICA INDIVIDUALE

Sono giorni di organizzazione.
Tranquillamente, aspettando la data ufficiale, mi sto procurando i libri per l'orale e sto impostando lo studio, "matto" e piacevolmente "disperatissimo", che sarà nei mesi prossimi venturi.
Nel frattempo cerco, se mai possibile, di migliorare la tecnica individuale e lo stato di forma.


martedì 25 settembre 2007

SONO SU QUELLA LISTA !!!

Lini Alessio …
Stamattina alle 10 ho letto il mio nome….ammesso all’orale di avvocato al primo tentativo.
Una prima tappa verso i miei traguardi. Nulla di originale, nulla di pazzesco…ma sono i miei sogni e più di ogni altro credo alla loro esagerata bellezza.
Oggi a pranzo quando l’ho detto ai miei genitori e a mia sorella ho vissuto uno degli istanti più belli di sempre….
Loro mi insegnano da una vita cosa significa l’amore nella sua unica accezione: l’amore gratuito, intendo.
I loro occhi così felici sono l’energia più grande per me.

Cosa sto provando? Mi sembra di essermi appena laureato.
Così scelgo di pubblicare in questo blog un estratto dai ringraziamenti, più che mai attuali oggi, che scrissi come prologo alla mia tesi.

…..è difficile in poche righe ricordare le persone che, a vario titolo, hanno contribuito alla mia crescita durante questi anni. Con soddisfazione, malinconia e tanta commozione guardo indietro e mi viene in mente il famoso quarterback che entra in campo all’ultimo quarto di partita, si consulta con i compagni sulla tattica di gioco da seguire, corre con sicurezza oltre la linea della mischia, tira un perfetto lancio a spirale a cinquanta iarde sul fondocampo e segna il touch-down della vittoria. I tifosi esultano, gli allenatori sono eccitati e il quarterback si gode allegramente la gloria di avere vinto la partita. Ma in realtà è stato un lavoro di squadra. Il quarterback è l’eroe pubblico; ma in ogni partita della vita ci sono moltissimi giocatori che sono gli eroi nascosti, i veri artefici della vittoria finale.
Per la verità non sono certo uno cui facciano difetto le parole, però, quando voglio mettere nero su bianco i sentimenti che provo, mi sento un po’ sgomento.

Grazie.
Ora volo a studiare per l’orale….
“Ogni grande e rilevante momento nella storia del mondo è il trionfo di qualche entusiasmo” (Ralph Waldo Emerson)

lunedì 24 settembre 2007

ROSA PARKS





Tanto tempo fa mi insegnarono a prendere decisioni.
Mi insegnarono che è in quel momento che plasmiamo il nostro destino.

Ho capito con il tempo che per ottenere risultati bisogna essere veloci a prendere decisioni e più lenti a cambiare idea; spesso tendiamo a fare il contrario.

Nel 1955 Rosa Parks (4 febbraio 1913 - 24 ottobre 2005) prese la decisione di sfidare una legge ingiusta che discriminava contro di lei a causa della sua razza.
Il suo rifiuto di lasciare il proprio posto in autobus (del quale vedete la foto) ebbe delle conseguenze ben oltre a ciò che lei avrebbe potuto immaginare in quel momento.
Lei aveva l'intenzione di cambiare la struttura della società? Non importa che cosa intendesse fare, ma il suo desiderio verso valori più elevati la spinse ad agire.

In tutto il week end trascorso mi sono chiesto: quali sarebbero i risultati, a lungo termine, che potrebbero essere messi in moto se elevassi i miei valori e oggi prendessi realmente la decisione di restare fedeli ad essi?

...per intanto torno allo studio del glam glam diritto ;-)

Passate una settimana perfetta!
Vi abbraccio

sabato 22 settembre 2007

LA METAFORA DEL TAGLIAPIETRE

Sono giorni, come già scritto ripetutamente, di attesa per sapere com'è andato l'esame di abilitazione all'esercizio della professione di Avvocato sostenuto lo scorso Dicembre.
Sapete che non è la professione che voglio fare e che farò; per contro mette un pò di ansia sapere di essere giudicati, peggio ancora se superficialmente.
Speriamo di no.

In queste ore mi dico spesso che gli equilibri della mia carriera, e più in generale della mia vita, non li dovrà spostare il risultato di un mero concorso ma la perseveranza.

Per ricordarmi il potere della stessa, considero la metafora del tagliapietre.
Come rompe un masso gigante? Lo colpisce con tutta la sua forza. Il primo colpo non lascia neanche una traccia, ma colpisce di nuovo centinaia, forse migliaia di volte.
Egli persiste anche se sembra futile. Però sa che anche se i risultati non sono visibili, questo non vuol dire che non si facciano progressi. Quindi continua a colpire la roccia. Ad un certo punto, anzichè scheggiarsi essa si spacca letteralmente in due.
E' stato l'ultimo colpo a rompere il masso? No di sicuro.
E' stata la pressione costante applicata alla sfida.

Passate un week end perfetto! Vi abbraccio un bel pò!

venerdì 21 settembre 2007

N.C.S ....NON CI SIAMO




Dite che ho buttato via una serata ad uscire con questi due?
Onore al merito del rocker emiliano e del commercialista dei commercialisti.

martedì 18 settembre 2007

IL PRIVILEGIO DI UNA MALINCONIA DIVERTITA

Continuo un po’ quello che si diceva nel post di ieri…
Seguo a parlare di impegno, perseveranza e passione; passione per quelli che sono i capisaldi delle mie credenze.
Mi serve per ritrovarmi motivato e con un po’ di consapevolezze. Ebbene, strumentalizzo così la scrittura.
Portate pazienza.
Gli anni passano e il loro incedere costante mi affascina.
Vedete, non ho mai capito perché è cool, è figo, dimostare un’età diversa.
Prima vorrei vivere, e bene, tutte le età, con i loro pregi e le loro, ovvie, fatiche.
Solo allora, caso mai, potrei scegliere di rimpiangere quelle che ho amato di più.
Solo allora potrei avere il privilegio di una malinconia divertita.
Ma se durante la vita scimmiottiamo qualcosa di diverso come potremo girarci un giorno per capirci e ripensarci?
Se quando ne abbiamo trenta rimpiangiamo i venti, se a cinquanta proviamo ad assecondare i trenta?...mah…

Credo che l'unico modo per riuscire a vivere la vecchiaia con serenità sia quello di riuscire a vivere una vita appagante e ricca, spiritualmente ed emozionalmente intendo; una vita dove, di tanto in tanto si è riusciti a "dare il massimo", a "dare tutto".

Per vederla dalla prospettiva opposta: non sempre una lunga vita è sinonimo di una bella vita. Viceversa una bella vita è sempre lunga abbastanza.

L’altro giorno leggevo per l'appunto che “non serve a nulla aggiungere più anni alla tua vita, ciò che conta è aggiungere più vita agli anni.”

Statemi bene. Olè

lunedì 17 settembre 2007

WAITING FOR ...

Settimana iniziata con il senso, non troppo piacevole, dell’attesa.

Sto aspettando l’esito dello scritto per l’abilitazione forense sostenuto a Dicembre 2006(!)
Sto aspettando di ricominciare la scuola notarile di Napoli.
Sto aspettando dei libri…

Nel frattempo studio ad oltranza e, da oggi, ricomincio a mettermi in super forma: alimentazione corretta un bel pò e tanto sport.

Conosco e condivido l’aspettativa solo nel senso più dinamico del termine.
Diciamo così: concepisco tutta questa storia vedendomi nuotare verso la mia nave e non attendendola passivamente al porto.

Eh, si… ora è l’epoca in cui è necessario perseverare …Spero, e penso, che “tutto torni” …

Buon settimanino!
Dal vostro Pibe per il momento è tutto…

venerdì 14 settembre 2007

SECOND LIFE




Giornata piena e appagante.
Il solito tanto studio.
Un modesto ma appassionato contributo ad un progetto romanticissimo del quale sarete aggiornati nei dettagli tra qualche tempo.
Il secondo fantamercato con un po’ di amici: quelli che avete visto nelle foto di Alghero, Tirrel (amico perfetto, commercialista inarrivabile, poetico,ancorché nobile, tifoso del Bologna ma ancora acerbo come fantamister;-), il Principino e pochi altri.
Serata stupenda nel portichetto di Aldo.
E’ tardi è non voglio addentrarmi in filippiche complicate ma sono felice; sono felice di vivere serate autentiche dove, con la scusa di un giochino infantile, si condivide la voglia di evasione, la voglia di capire e farsi capire, la necessità di poco per portarsi a casa tanto.

Penso, poi e per contro, ad una delle mode del momento; a “second life”, il mondo virtuale tridimensionale dove ci si può scegliere una nuova vita dove gli incontri appaiono come reali scambi tra esseri umani attraverso la mediazione "figurata" degli avatar.

Come si va ad avere una doppia vita…?!... penso che, a prescindere dal risultato finale, sia meglio investire tutto se stessi e provare ad averne una che valga il doppio.

Punti di vista.
Buonanotte.

mercoledì 12 settembre 2007

IL MOMENTO DEL DISTACCO DELL'UOMO DA DIO

Vengo, sai che novità, da una notte praticamente in bianco.
Serata straordinaria…il cenino glam in bella combriccola ha fatto da prologo all’ennesimo concerto dell’idolo, ma soprattutto amico, Taver.

L’adrenalina, una volta rientrato, mi ha fatto stare bello desto per un sacco di ore; qualche mail, un giro di giostra sul blog e, classico dei classici, una carrellata televisiva.
Su Rai educational stanotte parlavano di guerra. Sarebbe stato impossibile andare oltre e non ascoltare.
Parlavano bambini attraverso il loro dolore e le loro storie …

La guerra è il momento del distacco dell’uomo da Dio.

Stamattina, più che mai, sento il bisogno, e ancora una volta, di rilanciare …
Di “spendermi” per ciò che ne valga veramente la pena.
Stamattina, è l’alba, sogno di essere felice ma ho anche voglia di piangere, nella mia vita, per qualcosa che ne valga la pena.

Concludendo … “Quando si arriva a comprendere il significato del dolore dei bimbi si ha in mano la chiave per comprendere ogni dolore umano e chi riesce a sublimare la sofferenza degli innocenti è in grado di consolare la pena di ogni uomo percosso e umiliato dal dolore".

Olè … Vi abbraccio un bel po’ …



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lunedì 10 settembre 2007

QUANDO I "PRIMA O POI" DIVENTANO "ADESSO"...



In questo week end mi sono limitato a studiare e organizzare il decollo per “la nuova stagione”.
Sarò franco, due giorni non indimenticabili.
Qualche messaggino inaspettato e gradito, due seratine piacevoli ma nulla più, un invito che non arriva.

Giorni comunque di passione intorno a me.

Pavarotti se ne va, tanti hanno scritto e raccontato di lui; non saprei fare di meglio anche perché dovrei andare a toccare quei tasti, quegli interrogativi ai quali non so ne forse voglio rispondere, rimettendo in moto e per l’ennesima volta gli irrisolti problemi che accompagnano il percorso di tutti noi, di certo il mio; il percorso di una persona a tutt’oggi ancora, e ovviamente, irrisolta in alcuni aspetti della sua vita.

Allora stiamo sul frivolo, apparentemente.
Valentino Garavani chiude bottega.
L’ultima collezione di pret-a-porter firmata da lui sarà quella che andrà in passerella a Parigi il mese prossimo venturo mentre a gennaio sfilerà la sua ultima haute couture.
Ne parlo solo per ribadire che mi colpiscono e mi motivano da sempre le storie di chi riesce a plasmare la propria esistenza, di chi raggiunge ma soprattutto rincorre i propri sogni, di chi vive costantemente ispirato e di conseguenza diventa esempio per gli altri.

Rimango stregato quando i "vorrei" diventano "voglio", quando i "dovrei" diventano "devo", quando i "prima o poi" diventano "adesso", allora e solo allora i desideri e i sogni iniziano a trasformarsi in realtà.

Quando non sapevo quelli che sarebbero stati i miei desideri più intimi, guarda caso, sono spesso finito dove non avrei voluto essere.

“Non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita che è inferiore alla vita che potresti vivere” (Nelson Mandela).

Buon settimanino di cuore! Olè

sabato 8 settembre 2007

INCONTRI E RISCONTRI ...




Vi è mai capitato di incontrare una persona speciale e vivere quella rara ma entusiasmante esperienza del “colpo di fulmine”?
Alcuni scienziati dell'Ohio State University, negli Usa, hanno cercato di comprendere quale sia il fattore scatenante e hanno scoperto qualcosa di sorprendente. In amore, ma anche in amicizia, contano i primi minuti di conoscenza. Il nostro cervello, inconsciamente, analizza la persona che si trova di fronte e, se particolarmente interessante, effettua una veloce previsione di quanto si ha in comune con la stessa.

Per evitare di perdere “secondi preziosi”, insomma, scatta quella molla che ci permette di aprirci di più, facendoci rivelare quanto più possibile di noi stessi. Si compiono cioè tutti quei gesti che aiutano l'instaurarsi di un rapporto che può essere di natura amorosa o di forte amicizia. Dunque il famoso colpo di fulmine non sarebbe altro che un complesso e veloce, ma romantico, calcolo delle probabilità.

Questo, spiegano gli scienziati sul Journal of Social and Personal Relationships, fa comprendere meglio il perché gli “speed date”, gli appuntamenti a cronometro, non siano un'invenzione totalmente campata in aria. Si tratta di una scoperta importantissima, hanno detto gli stessi ricercatori, perché “sovverte quanto pensato finora sulla formazione delle relazioni d'amore o di amicizia”. La ricerca, condotta su un campione di 164 studenti, metteva i giovani in condizione di formulare un rapido giudizio sulle persone incontrate a distanza di tre, sei o, al massimo, dieci minuti.

A distanza di nove settimane è stata poi verificata l'eventuale corrispondenza tra il giudizio “fast” e quello sottoposto alla prova del tempo. “Le conclusioni raggiunte nei primissimi minuti – hanno concluso gli scienziati - sono state confermate dalla lunga frequentazione”.

Cosa ne penso io?
Semplicemente non ci credo.
Comprendo che per molti possa essere così ma non posso vivere questa traiettoria come la privilegiata per empatizzare, per creare e far crescere la magia di due esseri umani che scelgono, dico scelgono, di spendersi per qualcosa in cui credono.
Mi spiegate, poi, come un complesso e veloce calcolo delle probabilità può essere romantico?
Da solo non ci arrivo.
Per il Pibe il colpo di fulmine sta alla statistica come il romanticismo agli insulti !!!
Non voglio gestire le mie relazioni diventando il “mago dei primi minuti” e mi fa incazzare, chiedo venia, quando l’uomo viene inserito in freddi calcoli logici anche quando si parla di questo; quando le emozioni vengono analizzate da un grafico di assi cartesiani patacca.
Penso che la strada per capirsi e per comprenderci sia quella opposta.
Il linguaggio del corpo, il fascino, il sapere usare le parole giuste al momento giusto, in due parole il “saperci fare”… mi affascina tutto ciò ma di più, ancor più di questo, come diceva qualche anno fa il mio amico Enrico che ora sta in quel di Quattro Castella, alla fine verremo giudicati sull’amore e sulla nostra capacità di amare.
Il che non a centra proprio nulla con la statistica e lo “speed date” (bleah!!!!).

Buon ween end!
Vi abbraccio un bel pò!
Olè

giovedì 6 settembre 2007

NUOVO INDIRIZZO DEL DIARIO DI BORDO!

Con orgoglio e fierezza eccovi il nuovo dominio, attivo da pochi istanti:

www.pibedicorreggio.com

L'altro rimane utilizzabile ma da oggi potete usare questo; molto più prestige!
Con il sogno e l'ambizione che tutta questa storia continui ...
Ma perchè?
La condivisione, in tutte le sue forme, mi rapisce, mi affascina.
Da qui nasce la passione di comunicare, in ogni sua forma.

Come tutti ho imparato presto e spontaneamente a farlo; spesso, per contro, ci si dimentica quanto sia importante porvi attenzione per migliorare la nostra capacità di capire e farci capire, per favorire così incontri più autentici.

Le parole che usiamo, i gesti, il tipo di relazione che ci lega e la nostra capacità di ascolto sono tanto veicoli fondamentali di contatto, quanto muri di incomprensione.

Quando avrò imparato a conoscermi e a comunicare con intelligenza emotiva (Daniel Goleman: "Comunicare con intelligenza emotiva" - Rizzoli....libro esagerato in bellezza !!!!) quella a cui ambisco, sarò veramente padrone dei miei pensieri, delle mie emozioni, delle mie scelte, del mio comportamento e della mia vita e questo blog avrà fatto il suo corso.

Ecco appunto....ho davvero tanto tanto da scrivere.
Forse non avrò troppe cose da raccontare ma sento di avere delle cose da dire.

Spero non vi dispiaccia :-)

Ciao e un abbraccio!

mercoledì 5 settembre 2007

UNA BELLA LEZIONE

Ieri sera ho fatto una cena frugale qui da me con un’amica.
Sono stato bene. Forse molto a dire il vero, ma non è di questo che voglio scrivere adesso.
Si è parlato di crescita, di rapporti, di sacrificio, di sogni, di evasione, di amicizia e di tante altre classiche tematiche by Pibe.

Stanotte ho studiato sino all’alba, ma disordinatamente.
Ero tormentato.
Dopo essermi raccontato, chissà perché, mi è tornato in mente l’anno del servizio civile.
Se dovessi, adesso, esprimere un desiderio vorrei avere qui Alle, parlagli un po’ e chidergli scusa.
La nostra avventura, iniziata come esperienza nella casualità delle circostanze (sempre che il caso esista!), divenne ben presto una cosa irrinunciabile, come divennero irrinunciabili i nostri caffè del sabato mattina, tutto il sabato mattina, i minuti passati senza dire nulla, le schedine giocate, la Gazzetta dello Sport, il confronto/bilancio di come era andata un po’ tutta la settimana di scuola.

Questa storia di amicizia si era fatta veramente importante.

Tutto iniziò nel settembre del ’98: tu arrivasti al Liceo della Comunicazione ed io ero già lì da qualche mese: pulivo aule, quando andava meglio stavo con i ragazzini dell’asilo o delle elementari, talvolta mi ritrovavo a fare qualche supplenza di diritto e di italiano alle superiori.

In quei mesi grazie alla sinergie di entrambi vivemmo un’amicizia a fior di pelle…momenti tanto semplici da cavalcare, tu lo sai, ma difficili da raccontare.

Ho sempre sostenuto che la vera amicizia si manifesti soprattutto nei momenti di difficoltà e di crisi. Non riesco a sopportare le persone abituate a salire sul carro dei vincitori, pronti a sorridere e a "fare i prestige con sorrisini glam" fintanto che il vento tira in poppa.

Non sopporto il modo meschino e pusillanime con cui riescono a ridiscendere dallo stesso carro qualora questo non godesse più della sua buona stella.

Viceversa, ho sempre apprezzato coloro i quali si sono dimostrati fedeli ai propri amici a prescindere dal momento. Per questo motivo ho sempre tenuto personalmente questo tipo di condotta. Preferisco, mi piace di più, mi appartiene farmi sentire vicino nei momenti difficili piuttosto che in quelli positivi. Forse sbaglio, ma è un mio modo di dimostrare lealtà ed amicizia.
Penso che qualcosa alla fine arrivi ai diretti interessati.
Rinuncio ad una cena di festeggiamenti e “baracca” con amici di sempre (loro lo sanno) ma mai ad una chiacchierata qui da me per una coccola emotiva a chi me la chiede.
Da chè mi ricordi sono sempre stato così.
Scrivo di ciò, perchè stanotte ho avuto la sensazione di aver contravvenuto a questo principio.

Con te, Alle, in questi anni la potevo gestire in maniera molto diversa.
È vero, prima avevo da mettere a posto l’università, poi c’e’ stato il praticantato….poi ancora mille impegni prima di cambiare totalmente vita con il notariato.

Sta di fatto che io non ero mai con te, e non ci sono stato nemmeno quando forse, in tutto questo tempo, ci sarà stato il momento dimostrare la vera amicizia.
Ecco appunto. Un milione di scuse ma non una sola ragione.
Imparo una lezione e mi impegno a metterla a frutto.
Giusto ieri sera con l'Ele si diceva quanto sia più importate osservare e dare peso a ciò che le persone fanno piuttosto che ascoltare quello che dicono.

martedì 4 settembre 2007

CIAO CIPE


4 Settembre 2006
Un anno dopo, questo blog vive il privilegio di riportare quando segue.
Ciao Cipe.

Lettera di Moratti al "Cipe" Facchetti

Caro Cipe,
non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile.
Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.
Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili.
Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l’espressione di chi ti vuole bene - dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane.
Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.
Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi.

Massimo Moratti

VIRGIN RADIO


Alle 12.00 in punto del 12 luglio "What a Wonderful World", cover rock di Joey Ramone del celeberrimo pezzo di Louis Armstrong, ha inaugurato le frequenze di Virgin Radio– Italia.
Gli intenti della radio sono sintetizzati dal pay-off “style rock” e ripropongono in una certa misura il ruolo educativo originario dei media.

A curare la rubrica sui classici del rock n roll è Paola Maugeri, che dichiara: “In un Paese come il nostro dove la cultura della musica viene sottovalutata, credo sia indispensabile raccontare quali siano le radici dei brani che ascoltiamo”.
Una scelta ben precisa caratterizza quindi “Virgin Radio” lasciando spazio alla musica rock - Inglese e internazionale di ieri e di oggi –

Da sempre sono legato altresì, ancorché per indole, anche a tutto ciò che ruota intorno al cantautorato italiano ma quest’ Estate è stato fantastico il tuffo così totalizzante in quel rock, o comunque in quel pop rock, che a mio modesto parere è di qualità.

Vado di super fretta ma mi sono alzato con musikine super gustose e motivanti così ho pensato di dirvelo anche se molti di voi già sapranno.

Ora volo: giornatino intenso tutto intorno al diritto poi stasera piacevole cenino.

Buonissima giornata. Olè

domenica 2 settembre 2007

GLI ALTRI SIAMO NOI




Qualche girono fa parlavo della terra di mezzo raccontando uno stato d’animo che ad ora, in realtà, persevera.
Ancora una volta, non mi stancherò mai di farlo, uso lo sport, il romanzo popolare per eccellenza, per raccontare vita.
Ieri, prima di uscire per un seratino di transizione, mi sono gustato la finale di supercoppa europea; vince il Milan. Felice per Ancellotti che stimo un sacco, molto meno per i cugini rossoneri ;-)
Commovente è stato il saluto, il ricordo del calciatore 22enne Antonio Puerta incredibilmente morto qualche giorno fa.
Mi ha coinvolto e rapito la sincera passione con cui tutti avevano voglia di lasciare un segno; un abbraccio allo stesso ragazzo, un segno di bene e di affetto alla di lui famiglia, un gesto, un qualche cosa da parte di ognuno.
Mille riflessioni, altri pop up che si aprono leggendo striscioni come “ci saremo sempre”, “non lo dimenticheremo”, “contate su di noi” … poi trascorso nemmeno un mese tanti spariranno, ci sarà una gara commemorativa, un premio alla memoria.
Amen.
La vita degli altri, la nostra, ha fretta, pretende soluzioni rapide, egoismo cristallino.
Sarà anche naturale, inevitabile; ma è tristissimo.
Forse è proprio la nostra fretta occidentale che non ci fa metabolizzare il lutto così come in altre culture sanno fare.
La fretta di assecondare sta giostra che gira, senza che ce ne accorgiamo, ci fa essere più lenti che mai!
Non so chi lo dicesse ma l’uomo non è un’isola; il fatto è che solo nei momenti pieni di patos ci ricordiamo di questo.
Scrivo e mi viene da pensare ad una vecchia canzone di Umberto Tozzi, “gli altri siamo noi”.
Ecco appunto.
Guardiamo le altre persone per strada e li pensiamo estranei alla nostra vita, e lo stesso probabilmente fanno loro nei nostri confronti. Sono "gli altri". Siamo "gli altri". Fino a quando non ci conosciamo e, come diceva Saint Exupèry nel Piccolo Principe, non ci addomestichiamo.
Le persone che provano a vivere da sole non avranno successo come esseri umani, di certo non avranno quel successo emotivo che penso sia il sogno di tanti. I loro cuori, i nostri cuori, inaridiranno se non risponderanno, nel bene e nel male, continuamente e costantemente ad altri cuori. Le loro, le nostre menti si restringeranno se ascolteranno solo l'eco dei propri pensieri senza altra fonte d'ispirazione e di condivisione.

Buonanotte, con tutto il bene.
Ciao.