lunedì 31 dicembre 2007

tre, due, uno.....2008!!!!!!!!!!

Il testo lo trovo mirabile e, a poco più di mezz'oretta dal 2008, scelgo di portarmelo "di là" ... olè



Io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo anche quando sono solo

Sotto un cielo di stelle e di satelliti
Tra i colpevoli, le vittime e i superstiti
Un cane abbaia alla luna, un uomo guarda la sua mano
Sembra quella di suo padre quando da bambino
Lo prendeva come niente e lo sollevava su
Era bello il panorama visto dall’alto
Si gettava sulle cose prima del pensiero
La sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero

Ora la città un film straniero senza sottotitoli
Le scale da salire sono scivoli
Scivoli… scivoli… ghiaccio sulle cose
La tele dice che le strade sono pericolose
Ma l’unico pericolo che sento veramente
E’ quello di non riuscire più a sentire niente
Il profumo dei fiori, l’odore della città
Il suono dei motorini, il sapore della pizza

Le lacrime di una mamma, le idee di uno studente
Gli incroci impossibili in una piazza
Di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
…e rido …e piango
… e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
…e rido …e piango
… e mi fondo con il cielo e con il fango

La città è un film straniero senza sottotitoli
Una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
Come stai? Quanto costa? Che ore sono?
Che succede? Che si dice? Chi ci crede allora ci si vede?
Ci si sente soli dalla parte del bersaglio
E diventi un appestato quando fai uno sbaglio
Un cartello di 6 metri dice “è tutto intorno a te”
Ma ti guardi intorno e invece non c’è niente!

Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
E una musica che pompa il sangue nelle vene che
Fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
Di smettere di lamentarsi
Che l’unico pericolo che senti veramente
E’ quello di non riuscire più a sentire niente (di non riuscire più a sentire niente)

Il battito di un cuore dentro al petto
La passione che fa crescere un progetto
L’appetito, la sete, l’evoluzione in atto
L’energia che si scatena in un contatto

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
…e rido …e piango
… e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
…e rido …e piango
… e mi fondo con il cielo e con il fango

… e mi fondo con il cielo e con il fango
… e mi fondo con il cielo e con il fango

sabato 22 dicembre 2007

DEDICATO A TE

Stai leggendo, sei seduto o seduta tranquillamente per vedere se c’è qualcosa di nuovo.
Sei davanti alle solite righe disordinate e incerte del Pibe, e dai… ;-)
Ti rendi conto che sono righe di parole messe insieme con uno scopo particolare…Probabilmente legate tra loro da un significato più profondo di un qualcosa che superficialmente non riesci a fare tuo.

Inspira profondamente e mentre espiri rilassati. A occhi aperti, mentre leggi e ascolti una musikina del blog.
Nota le sensazioni che stai provando, non importa quali.
Queste sensazioni sono presenti in diversi punti del tuo corpo.
Mentre ti concentri su quei punti la tua respirazione cambia; ed è il cambiamento piacevole che ti permette di arrivare a quel punto in cui le sensazioni sono più forti rispetto alle altre.

E’ come la storia di quell’uomo che passava il tempo davanti al computer a lavorare, a curiosare in quel sito, in questo blog e davanti ad un post(o) strano imparava e si rendeva conto che quel che leggeva, anche se lì per lì poteva non avere senso, un senso ce l’aveva…non subito…non razionalmente…
Lavorava ad un livello profondo.

Quest’uomo ne era consapevole, tant’è che oltre a domande, e a ragionamenti, a volte un sorriso si dipingeva sulla sua bocca.

Provando questo sapeva che avrebbe capito quel qualcosa in più, quel qualcosa che gli serviva esattamente in quell’ambito della sua vita che voleva migliorare.
Sapeva che, più si avvicinava la fine di quello che stava leggendo, più una nuova consapevolezza avrebbe migliorato la sua giornata, magari la sua vita…e l’avrebbe fatto con grazia, facilità e gioia.

L’uomo finì di leggere e la sua mente, all’improvviso, partorì una domanda:
“Che cosa posso capire da quanto ho letto?”
Al che ricordò perfettamente una frase: “non cercare le risposte, lascia che ti arrivino.”

Fuori governava sovrano il freddo invernale. La nebbiolina, le luci per strada, qualche sorriso in più lo riportavano ad una piacevole malinconia del passato.
Il Natale, nel frattempo diventato businness e consumismo, continuava a piacergli, continuava a piacergli quello che rappresentava per lui.

Sarà stata l'atmosfera fatata che lo rendeva euforico ed entusiasta; sta di fatto che si affidò a quel consiglio e ricominciò la sua giornata come aveva sempre fatto.
Solo che da quella volta si era generata una consapevolezza nuova: avrebbe vissuto nel miglior modo possibile, e l’avrebbe fatto fino alla fine.

Buon Natale!

lunedì 17 dicembre 2007

A PRIMA SVISTA

Giornata fantastica.
Alcune cose qui non girano per nulla, altre sono perfette.
Stamattina mi sono alzato entusiasta.
Sono venuti a trovarmi, direttamente da Lecco, Andrea e Priscilla…ore stupende…loro sono fantastici.
In poche ore abbiamo fatto un giro di giostra correggese.

Parlando di concorsi.
… e di esami di Stato.
E dei glamourissimi bimbi Chicco e Pietro, passando per un po’ di mondanità prossima ventura.
Da poco meno di un anno io e Andre ci divertiamo a motivarci a vicenda…entrambi, penso, con buoni risultati…

Ancora una volta brandifico con la consapevolezza di quanto sia bello rincorrere a fianco di amici sogni che, a prima (s)vista, potrebbero sembrare meramente individuali.

Olè

sabato 15 dicembre 2007

ECCITANTI ASPETTATIVE

Il vero motivo per raggiungere uno scopo è ciò che ci fa diventare un essere migliore mentre lo perseguiamo.
Mi sa che l’avevo già scritto qualche tempo fa…e allora lo ribadisco, anche se in maniera diversa.
Chi diventiamo come persona è il premio migliore. Non lo scopo intrinsecamente.
Adesso, dopo essermi gustato un po’ di “interviste barbariche”, ripassato diritto internazionale privato, letto Vanity Fair e sfogliato Vogue, mi prendo un momento…mi è venuta voglia di scrivere tutti i tratti del mio carattere, abilità e capacità, attitudini e valori che voglio sviluppare per realizzare un po’ di sogni.
Mi aspetta una mezz’oretta a suo modo divertente.
…proprio a suo modo però…
Perché, se potessi scegliere sine sensi di colpa, ora sarei a folleggiare in un qualche locale visto e rivisto alla volta di qualche universitaria compiacente (ma de che!?) con drink in mano dalla bollicina sgarzolina sgarzolina.

C’e’ un altro aspetto che trapassa la di mia mente patacca.
Eccolo.
Molte gente, appena uno ha un entusiasmo, un sogno, uno scopo, arriva e ti dice: “sii realistico”.
Io, al di là della buona fede del mittente di questo consiglio, penso che chi parla in questo modo stia vivendo in uno stato di paura. Magari a causa di delusioni passate o di fallimenti avuti.
Spesso abbiamo paura di essere delusi un’altra volta.
Per contro, tutte le persone che posso considerare miei maestri, raramente erano, o sono tutt’ora, considerate “realistiche” dai più. Tutte comunque precise e intelligenti.

Quali sono le convinzioni realistiche che potremmo evitare?
Quali sono alcune eccitanti, nuove, poco realistiche ma possibili, aspettative che possiamo cogliere?

Buon week end!

martedì 11 dicembre 2007

DOV'E' L'OPPORTUNITA', QUAL E' LA LEZIONE?

Cosa siamo disposti a pagare, cosa siamo disposti a sopportare per ottenere ciò che vogliamo?
Come facciamo a “sopportare” la fatica del “prezzo” che dichiariamo a noi stessi di voler pagare?

Penso alle mie ore notturne di studio. Anche quelle che vorrei venissero alla fine di questo post :-)
Penso alla sofferenza degli sportivi, mi coccolo nel ricordo dei sacrifici negli allenamenti quando il calcio, con tutte le sue allegorie, era tutta la mi vita.
Il dolore fisico della corsa, il male sotto i denti, la fatica, il non poterne più, le urla del mister…
Sapete, le sofferenze di quegli istanti erano il trampolino per entrare in un mondo di sogni…tutti gli atleti di livello con i quali ho il privilegio di parlare mi ribadiscono di “...superare lo sforzo pensando a cosa mi serve quello sforzo”…

Questo si chiama glam link! Doppio link, link con i fiocchi!!

Persevero con il senso dell’Avvento e scrivo di Gesù… mi pare avesse uno scopo altissimo e solo grazie al pensiero di ciò che avrebbe realizzato è riuscito, come uomo, a sopportare tanto.

Noi abbiamo bisogno di esperire, di viverle per davvero determinate situazioni per crescere come persone, come individui.
Nel buddismo chiamano questo concetto karma.

Adoro ascoltare e leggere storie di uomini e donne di successo, di persone che hanno realizzato loro stesse e i loro sogni.
Penso di riuscire a determinare un denominatore comune tra loro: la persona che ha spessore umano, che staresti ad ascoltare per ore ha, di solito, toccato il fondo; spesso, per poter saltare in alto, ha dovuto piegare totalmente le gambe.
Tutta gente che nel momento di buio cristallino ha avuto la forza, gli strumenti e, perché no, la pazzia di chiedersi: “dov’e’ l’opportunità, qual è la lezione….?

…per stanotte basta così.
Vi abbraccio!

venerdì 7 dicembre 2007

UNA VERITA' ELEMENTARE

Questo è un periodo carico di tensione ma oltremodo felice.
Mi chiedo perché…

Ricordate quando a Parigi Lady Diana Spencer rimase vittima di un incidente automobilistico sotto il Pont de l'Alma assieme al suo compagno Dodi Al-Fayed?
Ricordate quando J. Frusciante si riunì ai Red Hot Chili Peppers dopo essersi disintossicato dall'eroina?
Ricordate, poi, quando un certo Marco Pantani vinse, il 2 Agosto 1998, anche il Tour de France centrando una storica doppietta riuscita solo ai più grandi ciclisti di tutti i tempi?
Ricordate "La vita è bella" di e con Roberto Benigni? Film pluripremiato alla 71esima edizione degli Academy Awards con tre Oscar: miglior film straniero, migliore colonna sonora e, primo non anglosassone nella storia, miglior attore protagonista.

Riflettiamo un attimo.
Insieme, se vi va.
Correva la fine degli anni novanta, più o meno dieci anni fa.
Dove eravamo a quel tempo? Che tipo di persona eravamo? Chi erano i nostri amici? Quali i nostri sogni e le nostre speranze? Se qualcuno ci avesse chiesto: “Dove sarai fra dieci o quindici anni?” che cosa avremmo risposto? Oggi siamo riusciti ad arrivare dove avremmo voluto allora?
Dieci anni passano in fretta, non è vero?
Ma soprattutto dovremmo forse chiederci: “Come vivrò i miei prossimi dieci anni? Che cosa posso fare oggi per influire sul mio futuro?

Penso che la vita di ognuno possa essere rivoluzionata in poco.
Anche in meno di un anno!
Anzi, la nostra vita penso possa cambiare anche in un solo giorno! Non quello in cui decidiamo quanto ci piacerebbe avere, fare, diventare …. Ma il giorno in cui decidiamo che cosa siamo impegnati a essere e diventare e che cosa siamo impegnati ad avere.
La differenza è semplice ma essenziale!
Interessarsi a qualcosa è una mera e debole preghiera…ben diverso impegnarvisi!
Perché non lo facciamo?
Rispondo per me, ovviamente….perchè sono troppo spesso occupato ad accampare scuse!
Non esiste nulla di più glam che la proverbiale e innegabile capacità dell’uomo a elevare la sua vita ad uno sforzo consapevole magari strumentalizzando l’abitudine , la quale può essere il migliore servo o il peggiore dei padroni.
L’uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere.
Allora, oggi, il vostro Pibe scanzonato e sognatore, ancorchè motivatissimo, vi saluta con un brocardino glam di un certo Johann Wolfgang Goethe: “Riguardo a tutte le azioni di iniziativa e di creazione c’e’ una verità elementare: appena uno si impegna a fondo, anche la Provvidenza si muove”.
Scusate l’ottimismo da quattro soldi ma questo è quanto, davvero sinceramente! ;-)

mercoledì 5 dicembre 2007

SOGNI DI ROCK'N ROLL

Da Lunedì siamo tornati sulla cresta dell’onda dello studio.
Anche stasera mi riguarderò la prima parte delle obbligazioni.

Stanotte ho sognato di avere un Codice Civile ambulante al posto della testa…
La "tragedia" è che mi sono svegliato ridendo e stupito perché non sapevo se fosse della Giuffrè o della Simone.
Enne ci esse! Non ci siamo!
Va beh…l’autostima è stata latitante per tutto il giorno ;-)

Di notte no!
I miei sogni non li voglio così!
…voglio sogni più rock’n roll, “sogni di rock’n roll”, se volete!...
Voglio fare gol in finale di coppa del mondo, voglio fare un tunnel sotto la curva, voglio essere corteggiato dalle Top Model del momento...ecco, questi sono sogni glam di un 31enne patacca che si rispetti…
Ma polleggiarmela come un cretino con la testa a forma di codice no!

A parte il mio inconscio, da far vedere ad uno bravo, questo è un momento fantastico e vivo, sempre più, il grande dono che ci è concesso crescendo: non perdere le altre età che abbiamo vissuto.

lunedì 3 dicembre 2007

CARO GESU', PUOI CAMBIARE IL SAPORE DEGLI ASPARAGI?

Reduce da un week end indimenticabile, sono in attesa di pubblicare su questo blog un po’ di foto.
Appena ho una mezz’oretta lo faccio.
Il post precedente era in dono alla mia sorellina e a Massimo.
A proposito di preghiere, un paio di coincidenze (ammesso ed assolutamente non concesso che esistano) mi hanno portato a leggere un libercolo edito da Sonzogno dal quale questo post prende a prestito il titolo.
Sono cento letterine di Natale scritte dai bambini a Gesù.

-Caro Gesù, per noi la messa è molto noiosa. Perché non ci aggiungi anche dei cartoni? (Andrea)
-Caro Gesù, ti prego, prenditi cura del mondo. Ci sono due problemi, l’inquinamento e la guerra.Comincia con quello che vuoi. (Nicola)
-Caro Gesù, con chi ti vedi nel tempo libero,? Con gli apostoli? (Valentina)
-Caro Gesù, sei stato forte ad inventare la religione. Tutti parlano di te. Anche io vorrei diventare famoso. Spero di avere un’idea come la tua. (Mattia)
-Caro Gesù, posso mandare delle preghiere per il campionato? (Edoardo)
-Caro Gesù, cosa ne pensi di chi dice che non esisti? Li consideri come tifosi di un’altra squadra? Per esempio interisti? (Paolo)
-Caro Gesù, eri forte quando camminavi sulla acque. Ma dovresti vedermi sciare (Debora)
-Caro Gesù bambino, ci vediamo a Natale, non vedo l’ora (Clara)

sabato 1 dicembre 2007

ALLA MIA SORELLINA E A MASSI

Prego per i nostri genitori. Se oggi il cerchio della vita compie un piccolo grande giro di giostra, è a loro che dobbiamo essere grati.

Prego perchè scopriate, ogni giorno di più, che nell’amore c’e’ divertimento;
prego affinchè doniate il bene che adesso vi si legge negli occhi, solo così riuscirete a conservarlo.
Prego perché teniate saldi i vostri sogni.
Prego perché abbiate il coraggio di piangere quando ce ne sarà bisogno, ma prego affinchè non sprechiate mai un giorno senza avere riso tra di voi almeno un pochino.

Prego anche perché ho voglia di diventare zio.

Prego affinchè non sia mai l’intransigenza a scaldarvi la notte, bensì la vostra tenerezza (so che ne avete da vendere), la quale a sua volta indurrà gli altri a desiderare di tenervi caldi.

Aly e Massi… oggi, ci abbiamo anche scherzato in questi giorni, diventate un po’ più grandi ma prego perchè capiate che questo è vero sino ad un certo punto.
Anzi non è vero per niente.
Chiunque voglia imparare l'amore, resta sempre uno pò scolaro e, se ci pensiamo bene, è una lettura a voi cara a ricordarcelo in un qualche modo.
Il Piccolo Principe…all’inizio:
“tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano.”

Concludo con una storia che lo vede protagonista. Non è raccontata così tanto come le altre.

-Il Piccolo Principe incontrò un mercante di pillole che calmavano la sete.
"Perché vendi questa roba?" chiese il Piccolo Principe
"E' una grossa economia di tempo" disse il mercante "gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti alla settimana."
"E che cosa se ne fa di questi 53 minuti?" chiese perplesso il Piccolo Principe.
"Se ne fa quel che si vuole.." rispose sicuro il mercante.
"Io" disse il Piccolo Principe "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso la fontana.."-


Prego, un bel po’, perchè gustiate il vostro nuovo lungo tragitto con la consapevolezza che da oggi non servono scorciatoie o vie privilegiate in quanto sarà sufficiente il miracolo che si realizza in questi istanti e che vi farà camminare “adagio adagio” verso quella che è per voi una fontana comune…anche perché, in fondo, il tempo è il metodo di cui si avvale Dio per evitare che tutto avvenga subito.

Prego infine, e soprattutto, perché Dio ci aiuti a far si che il bene esagerato che ci siamo voluti sino ad oggi, e che adesso si respira nell’aria, duri per sempre.

mercoledì 28 novembre 2007

EMPATIE E TENEREZZA

Tra poco è Dicembre…succederanno tante cose questo mese.
Della più importante scriverò alla prima alba dell’uno.

Siamo in Avvento (dal latino Adventus. Letteralmente significa venuta).
Quando ero piccolo sentivo riecheggiare spesso questa parola portatrice di vita, carica di spirito e speranza.

Immagino un vecchio signore affacciato alla finestra dell’ospizio mentre guarda la strada affollata.
E’ solo. Non so come si sente dentro. Subito non capisco.
E’ la vigilia di Natale.
Luci, macchine, rumori…
Il suo sguardo si ferma attratto e, ben presto, comprendo che tutto questo lo fa godere dentro: gli ricorda quando da bambino anche lui andava con suo papà per la strada a vedere i negozi illuminati e si beava di tutto ciò che vedeva.
Ora è vecchio e anche i suoi bambini sono cresciuti. Il mondo è sempre più rumoroso, si sente sempre più escluso da esso.
Si commuove ma tutto sommato, non rimpiange di aver aperto la finestra per sognare un po’: chissà, forse i suoi nipotini sono ora per strada ad ammirare le luci di Natale.

Ed io ho appreso da lui la strada della riconoscenza, la via del godere di quello che ha ricevuto nel passato della sua vita lasciando trionfare, al posto della rabbia per il tempo che passa, la voglia e la capacità di provare empatie e tenerezza.
Empatie e tenerezza.

lunedì 26 novembre 2007

IL GEOMETRA DAL CHIMONO D'ORO

Questo blog ama raccontare le storie di sport.
Magari partenopee ;-)

Se avete letto "Napoli nel sangue" di Jacopo Fo conoscete la straordinaria storia di Pino Maddaloni, geometra di Scampia (Napoli), campione di judo alle Olimpiadi di Sidney nel 2000.
Ve lo ricordate?
Sapete, da allora e' diventato un "simbolo", il "maestro" di molti ragazzi che vivono nei quartieri "difficili" della citta'.

E' stato testimonial per trasformare una villa confiscata ai boss della camorra in una ludoteca, gira per le scuole spiegando ai ragazzi i valori dello sport (dello sport!!!) e del judo, ha donato in beneficenza i proventi della vendita di 12 dei suoi chimono, e' diventato una statuina nei presepi degli artigiani di San Gregorio Armeno, ma soprattutto ha messo a punto il "Percorso Maddaloni", un programma sociale, basato sul judo, che oggi coinvolge 270 ragazzi dai tre anni in su. Pino trasmette con passione i valori di questa arte marziale: lealta', rispetto per se stessi e per l'avversario, dialogo, socialita', sacrificio.

Ora sta lavorando a un nuovo progetto che si chiama "Palestre aperte" e mira al coinvolgimento di 400/500 ragazzi di Secondigliano, Miano e Don Guanella, che potranno frequentare le lezioni di judo gratuitamente. La Regione sembra aver dato la propria disponibilita' a finanziare il progetto.

Dal Brasile gli hanno offerto 2mila euro al mese per andare lì ad allenarsi in previsione delle Olimpiadi di Pechino, ma il geometra dal chimono d'oro li ha stesi.

Buon settimanino! Olè

domenica 25 novembre 2007

LA SINDROME DEL BLACKBERRY FANTASMA

Vi capita mai di avvertire la vibrazione del telefonino anche quando non ce lo avete in tasca o non sta vibrando?
Forse siete affetti da quella che chiamano "sindrome del Blackberry fantasma".
Usiamo così tanto il cellulare che e' diventato parte di noi.
Secondo un'altra teoria si tratta invece di un meccanismo di gratificazione, inconsciamente ci fa piacere ricevere telefonate e messaggini.

Uso il telefonino tantissimo. Ultimamente anche di più. E’ praticamente andato anche a sostituire l’agenda.
Un supporto di tutela che è con me costantemente.
Mi aiuta nella gestione del tempo. Mi ricorda costantemente che ho scelto di dare delle priorità: le cose importanti devono avere la meglio su quelle urgenti.
Scelta ad oggi vincente.
Vorrei scrivere che fra qualche tempo, magari una volta dato l’orale, farò un paio di giorni di sano distacco e disintossicazione ma onestamente non sarà cosi… anche se una dichiarazione in tal senso sarebbe piena di allure ;-)

Domani pomeriggio sfoggio la biblio di Carpi che è aperta di domenica.
Sotto sera dovrebbero arrivare rinforzi per un aperitivino in amicizia. Olè

mercoledì 21 novembre 2007

IN SECONDA FILA E' MEGLIO

Sottotitolo: “Perché abbiamo appiccicato il naso di fronte al particolare di un’opera d’arte, che è questa vita, e siamo incapaci di comprendere l’intero disegno”

In queste giornate un po’ uguali a loro stesse ho poche cose da raccontare.
Poco male.
Mi rimangono tante cose da dire; forzatamente distaccato dalla “dignità mondana” e coccolato da 28 “musikine gaetanee” che rindondano come un mantra.

Sei Ottave, Ti ti ti ti, Spendi Spandi Effendi, Glu Glu, Resta Vile Maschio Dove Sei...poi le solite note, alcune le vedete linkate qui sopra...

Il momento paraprofessionale mi chiede questo.
Questo distacco che mi porta ad avere tempo per uno spazio interiore sempre facilmente atrofizzabile.
Erano anni che non mi estraniavo da certi contesti.
E’ dura ma è anche un viaggio pazzesco.
Se non prendiamo distanza dalle cose non possiamo capirle: le vediamo, ne prendiamo atto, ci accorgiamo che ci sono, ma ancora non le abbiamo fatte nostre nel loro significato.
Eccovi una prova: visito un palazzo, visito le sue stanze e poi faccio un glam giro intorno al suo perimetro. Ma se voglio veramente capirlo e apprezzarlo, devo prenderne le distanze: da lontano, dal fondo del viale c’è di certo una prospettiva privilegiata e quel palazzo apparirà in tutta la sua beltà e armonia perché inserito in un panorama più ampio.
Ok, non troppo in là….altrimenti sfuma tutto.
Lo spazio intermedio quindi…
Il palazzo è sempre quello ma il contesto lo ha arricchito di significato.

E’ poi vero che non conta solo il panorama, conta anche il mio stato d’animo, ma questo è un altro post ;-)

Può darsi che mi sbagli ma stasera mi piace pensare che per capire la realtà occorra (anche) distaccarsene, almeno un po’.
Nella cultura dell’immediato corriamo sempre il rischio di vedere le cose troppo da vicino per poterle interpretare; a volte sento che viviamo in una cultura senza aspirazioni e con solo impressioni parziali.

Strano davvero!Conoscere significa estrarre un significato della realtà che non è, però, immediatamente visibile.Non sta in prima fila.
Un atto buono non si lascia riconoscere a prima vista; solo la nostra passione per il bene sarà capace di ravvisare in quell’atto la sua bontà in ombra.
Un’opera d’arte può esser bella a prima vista, ma l’occhio appassionato vi scorge una bellezza ad altri inaccessibile. Buonanotte.

lunedì 19 novembre 2007

PASSAPORTO PER UNA VITA FELICE


Riprendo una tematica a cui ho fatto la tangente nel post del 13 Ottobre.
Evidentemente mi appartiene.
Il pretesto lo prendo dal calciatore Julio Gonzales.
Provo un brivido esagerato in bellezza quando rivivo lo sport come esempio, come l'allegoria perfetta di mille significati a cui attingere.
Di questi tempi poi...

Una storia a lieto fine la sua: in pochi avrebbero giurato nel suo recupero (a causa di un incidente stradale gli era stato amputato il braccio sinistro). L'odissea di questo ragazzo, cominciata il 22 dicembre 2005 sulla A4, è terminata quando, lo scorso week end, ha saputo che avrebbe giocato dal primo minuto, nel campionato paraguaiano, contro l'Olimpia (la partita si conclusa 1-1). L'ex vicentino ha giostrato per 60 minuti, mostrandosi sempre pericoloso con tanto di tunnel, nonostante la menomazione.

Come fa un ragazzo del 1981 (!!!), praticamente sul tetto del mondo, a reagire ad una situazione così importante?
Come fa ad essere da esempio?
Come ha fatto a non deprimersi a livelli irreversibili?

La questione è che a volte non sappiamo come accedere al nostro personalissimo forziere.
A volte, più semplicemente cerchiamo le cose sbagliate.
A volte cerchiamo sicurezza quando avremmo invece bisogno di coraggio. Altre volte cerchiamo libertà quando ci troviamo in situazioni senza alternativa.

Le chiavi di lettura possono essere infinite. Di certo lui è stato in grado di porsi le domande giuste. Domande che lo hanno portato a prendere la decisione di rilanciare.
Di vivere la vita ad un livello più alto.
Non penso che Gonzales avesse la risposta pronta. E forse continua a non avercela ogni mattina quando si deve “organizzare” con una protesi.

Potrà farvi sorridere ma, probabilmente senza saperlo, il buon Marzullo è geniale quando chiede “ora si faccia una domanda e si dia una risposta”.

Cosa succederebbe se ci impegnassimo nell'imparare a fare a noi stessi (ed anche agli altri!) domande intelligenti e funzionali ai nostri scopi più profondi?
Se diventassimo bravi nella gestione di questa cosa il passaporto per una vita felice e appagante non sarebbe in mano soltanto a pochi.

Con affetto.

sabato 17 novembre 2007

PIBE, PREFERISCI LE BIONDE O LE MORE?

Il glamourissimo Digito, ancorchè nobile e sensibile penna informatica, mi chiede di partecipare ad un meme.
Non li amo ma farò, e volentieri, un’eccezione.
Mi invita a citare i miei 5 libri preferiti.
Sarà impossibile riuscirci.
Sarebbe come chiedermi: “Pibe, preferisci le bionde o le more?”…
Non sono mai riuscito a rispondere a questa domanda… mi piacciono belle. Punto.
Ci sono, però, certi elenchi che possono raccontarci.
Non so se è a tema ma sostengo, per esempio, che dal contenuto di un i-pod si possa intuire tanto del suo proprietario.
Dovrebbe essere così anche con la playlist di questo blog e, magari, con quanto segue.

Una breve premessa: per scelta non citerò alcun “classico”.
Un giorno parleremo precipuamente di loro.
Di certo quando avrò finito il festival di tutti i miei concorsi vorrei riprendere in mano come si deve la Divina Commedia, magari assecondato dall’aiuto di qualche buona anima.
Non sono i libri migliori che ho letto ma sono quelli che hanno inciso di più, quelli che hanno fatto la differenza.
Forse la bellezza è un'altra cosa, lo so.
Allora cominciamo.

1.INTELLIGENZA EMOTIVA Daniel Goleman ed. Bur
Si parla di perseveranza, empatia, attenzione agli altri.
Aristotele diceva che le emozioni hanno relazioni con l ‘apparato cognitivo perché si lasciano modificare dalla persuasione.

2.IL PICCOLO PRINCIPE Antoine de Saint-Exupéry ed.Bompiani
Con gli amici Cassio e Weah stiamo portando avanti un progetto che si chiama “il colore del grano”.
A buon intenditor...
Libro da leggere e rileggere.

3. VIVERE AMARE CAPIRSI Leo Buscaglia ed.Mondadori
L’amore si impara, come qualunque cosa nella vita. Non è definibile a parole, è piuttosto un modo di vivere, di essere e di sentirsi vivi. Se si assimila questo concetto nella forma più piena si può alla fine ottenere dalla vita il premio più ambito: quello di essere completamente se stessi.

4.LE VOSTRE ZONE ERRONEE Wayne W. Dyer Ed. Bur
Leggendo si fa un’esperienza unica e decisiva.
“Tu sei la somma delle tue scelte. Il vivere nel presente ha una parte essenziale nella costruzione della felicità.”

5.UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA Tiziano Terzani Ed. Longanesi & C.
….qui di seguito un estratto….."Nel silenzio rotto solo dal frusciare della auto sull’asfalto bagnato della strada e da quello delle suore sul linoleum del corridoio, mi venne in mente un’immagine di me che da allora mi accompagna. Mi parve che tutta la mia vita fosse stata come su una giostra: fin dall’inizio m’era toccato il cavallo bianco e su quello avevo girato e dondolato a mio piacimento senza che mai, mai qualcuno fosse venuto a chiedermi il biglietto. No. Davvero il biglietto non ce l’avevo. Tutta la vita avevo viaggiato a ufo! Bene: ora passava il controllore, pagavo il dovuto e, se mi andava bene, magari riuscivo anche a fare… un altro giro di giostra.”

Buon week end e un abbraccio grande! Olè

giovedì 15 novembre 2007

SCACCO E SUCCESSO

Stasera relax con gli amici di sempre.
Partitina di campionato.
Non ho il tempo di allenarmi a dovere ma riesco a divertirmi e contribuire ugualmente: cinque gol e tanti dribbling nelle prime due uscite stagionali.
Chiedo venia ma non ho voglia, e neanche un po’, di approfondire gli accadimenti che stanno circondando il mondo del calcio.
Se continua così ho chiuso. Ho tante altre cose a cui pensare la domenica pomeriggio.
Qui e ora ho, invece, voglia di parlare di sport, di viverlo: pago il prezzo di essere irreale, idealista, fuori tempo massimo.

Echissenefrega!!!

Odio il suo mondo ma amo alla follia il gioco del calcio, il profumo di erba tagliata del campo di gioco in Primavera, lo spogliatoio, il mal di denti causato dalla troppa fatica e il senso del Paradiso dopo un gol o dopo aver fatto stupire qualcuno con una giocata.

Amore e disincanto intorno allo sport che ancora oggi mi dà tanto.

Disincanti, orgoglio, aneddoti, significati, piccoli grandi eroi dimenticati.
L’altra faccia del circo milionario è questa, quella che ho vissuto per anni, meno conosciuta e meno frequentata, dove il confine tra scacco e successo è troppo esile per venire accettato.
Ma non per essere gustato e raccontato.
Fino in fondo.
Con tutto me stesso.

martedì 13 novembre 2007

PAZZA IDEA

Da domani mattina sveglia un’ora prima per lo studio.
Pazza idea?
Provo così a rendere magici due mesi che saranno impegnativi e tutti in salita!

“Lo dicevamo spesso, anche nelle gite in montagna che bisogna sforzarsi di salire in alto, altrimenti non si capisce dove portano i sentieri sotto”, mi ha insegnato Enrico qualche anno fa.

Se siamo tanto fortunati da trovare il tipo di vita che ci piace, dovremmo trovare anche il coraggio di viverla.

lunedì 12 novembre 2007

SUCCEDE

Succede che poco dopo l’alba parti alla volta di Bologna con gli amici di sempre che per la cronaca sono Caffo e Cassio.
Fai quello che devi.
Passi poi per un negozio.
Vivi un pranzettino tanto frugale quanto gratificante.
…neanche tanto frugale, adesso che ci pensi meglio. Del resto, con quei due era quasi inevitabile.
Non hai la capacità di ringraziarli come sarebbe giusto: speri parlino da sè il tuo imbarazzo e i tuoi occhi felici. Magari anche questo post.
Ritorni in quel di Correggio.
Ti ritrovi nel cuore del pomeriggio ad avere già studiato tre ore.
Capisci quanto sia importante aver imparato ad usare il tempo come uno strumento e non come un divano.
Pensi, infine, di esserci riuscito avendo dato ascolto a tutti quei consiglieri, aiutanti ed amici che hai incontrato qua e là in 31 anni di vita, già definita disordinata e incerta.
Rifletti e concludi che i migliori non sono stati quelli che ti hanno detto come agire in certi casi specifici ma quelli che ti hanno dato, tirandolo fuori da sé, l'ardente spirito e desiderio di agire bene lasciandoti scoprire qual è il tuo dovere.

domenica 11 novembre 2007

UNA DOMENICA DI TRANSIZIONE ...

Domenica di piacevole transizione. Di riposo.
Mi sono gustato la casa.
Ho studiato un pochino.
Mi sono lasciato coccolare da qualche amicizia sparpagliata in giro per l’Italia.
Ho finito di leggere un libro pazzesco e, prima o poi, ve ne parlerò.
Ho guardato distrattamente le partite dando un’occhiata ad un tot di riviste patinate.

E' appena andata via un'amica: ha voluto raccontarmi un paio di cose che nella sua vita proprio non vanno … Mi ha spiegato tutto con precisione notarile … parlava in terza persona, era distaccata: sembrava fosse davanti alla commissione d’esame il giorno della maturità.
Poi, piano piano, si è lasciata andare regalandosi un pianto di quelli che capitano solo una volta ogni tanto…
Semplicemente ha pianto.
Ve lo racconto perché recentemente ho avuto agio di leggere uno studio sul pianto in età adulta.
Le ricerche degli scienziati sono valse ad accertare che le lacrime sparse in momenti di forte emozione contengono una delle sostanze chimiche prodotte dal cervello, nota come cancellatrice del dolore. Pertanto, sarebbe opportuno incoraggiare le lacrime, nei momenti un po’ patacca.
Quando siamo in preda all’angoscia ci è di scarso conforto sentirci dire che “anche questa passerà”, che “tutto serve per crescere”…e così via.
Nel frattempo, nulla dà più sollievo di un buon pianto liberatorio.

... chi non sa piangere senza ritegno, non sa nemmeno ridere ed è mia convizione profonda che non vi sia giorno più sprecato di quello in cui non abbiamo riso.

Come ho organizzato la serata già lo sapete; magari tra un’oretta mi gratifico preliminarmente con un aperitivino glam… OLè

venerdì 9 novembre 2007

MA IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU

Domenica e lunedì sera vivrò il privilegio di sentirmi italiano medio.
Orgoglio e fierezza per questo.
Cenino frugale, calice di vino rosso, divano e tv orientati come si deve, il cuore rivolto al passato; plaid che profuma di pulito, luci spente ma Lampe Berger accesa; solitudine cristallina. A Laura Chiatti e Kasia Smutniak un posto lo trovo.
Forse.
Predisposizione al viaggio interiore, che poi è passione.

Rai Uno, prima serata.
“Ma il cielo è sempre più blu”.
Canta il film su Salvatore Antonio Gaetano (noto ai più come Rino Gaetano).
Nato in quel di Crotone il 29 ottobre del 1950, si trasferì a Roma dieci anni dopo per motivi di lavoro dei genitori; nella città capitolina visse per tutto il resto della sua vita.
Purtroppo la di lui carriera si interruppe tragicamente con la sua morte, a soli trent'anni, in un incidente stradale avvenuto a Roma il 2 giugno 1981.

Rivivrò gli anni sessanta e settanta. Comincerò, infine, a sentire il profumo del decennio che vide Sandro Pertini esultare per l’urlo di Marco Tardelli ( altro che Munch;-).
Rimpiangerò, ancora una volta e serenamente, di non aver respirato quel ventennio.
Forse sta lì, in questo caso, la magia intrinseca, il fascino, la perfezione di quegli anni che vive in me: un po’ come quegli amori adolescenziali mai consumati, quelle passioni non corrisposte, superate ma mai appieno rimosse.
Ci sta, o no?
Come insegna Digito “la magia è in ogni angolo (l'universo è perfetto in ogni istante - Siddharta - H. Hesse), la magia è un'enorme antenna che trasmette in continuazione, siamo noi, i ricettori, che non riceviamo in continuazione”.

… e in quest’epoca, in un mondo che non mi piace più tanto, ho talvolta la necessità di attingere altrove per rilanciare, capire e migliorare la percezione della magia dell’epoca in cui vivo per poi scegliere, motivato e ogni mattina, in cosa e per cosa spendermi.

Ti abbraccio!

giovedì 8 novembre 2007

MAGIC MOMENT

Cos'è per te la MAGIA?
Che cosa c’è di magico nella tua vita?

Ha a che fare con l’arte o il teatro? Con la danza classica? Con lo sport?
Stai pensando a fatti o accadimenti inspiegabili?
Ad Harry Potter?

Penso che la magia abbia a che vedere con ognuno di noi, con la nostra sensibilità, le nostre risorse più “alte”; risorse alle quali, qualche volta, ci capita di accedere.

Immagina questo: stai parlando con una persona, come tante volte ti è capitato di fare, ti trovi bene con lei, parlate del più e del meno e, ad un certo punto, cominci a vivere delle sensazioni particolari.
Entri in uno stato di connessione profonda; una situazione normale diventa quasi “angelica”… Sei totalmente connesso con la persona che hai davanti: entri nei suoi occhi come se tutto intorno a voi non esistesse più; ci siete solo voi due, quegli occhi, quella magia.
Oppure questo: stai lavorando…stai facendo la cosa che più ti piace al mondo. Non lo puoi chiamare lavoro perché è la tua passione. Ti riesce facile, ti diverti, non finiresti mai e ti ci dedichi, anima e corpo, semplicemente perché ti piace.
Sei nel "tuo", come si dice, e tutto sembra non finire mai…il tempo scorre ma non te ne accorgi perché stai creando e contribuendo.
O ancora: ti stai dedicando al tuo sport preferito, quel giorno ti senti in forma, ti alleneresti per ore al massimo. Sei “nel flusso” di energia che ti permette di dare e ottenere il massimo con estrema facilità.

Non penso che tutto capiti per caso; ho la convinzione che, in qualche modo, noi contribuiamo a crearlo.
Tanto non dipende da noi, s'intende, ma non sarebbe triste e troppo riduttivo parlare di mere coincidenze o casualità?
Per lo meno mi piace pensare alla “causalità”.

;-)

mercoledì 7 novembre 2007

NIENTE PAURA...

Velocissimamente un saluto dalla glam biblio del down town di Correggio!
Ho mille cose da memorizzare, capire e saper ripetere.

A volte, spesso ultimamente, ho il terrore di non farcela..
Grazie a Dio ho gli strumenti per "saltarci fuori".

Non mi posso permettere di pensare troppo, di passare momenti dove gusto il mio essere trasognato; mi conosco…il rischio sarebbe quello di vagheggiare, mandare sms in giro per il mondo e mandarne altri ancora nell’attesa arrivi la risposta dai primi.


Mentre le musichine della play list cantano, vivo il privilegio dell’insofferenza ai miei stessi indugi e rimango proteso in avanti nella corsa sul cammino che ho scelto.



"...niente paura, ci pensa la vita mi han detto così ...niente paura si vede la luna perfino da qui"

martedì 6 novembre 2007

UN EROE SENZA GRIFFE MA PIENO DI ELEGANZA

Ai posteri apparterrà l'uomo che è stato nell'arena; l’uomo il cui viso, giorno per giorno, viveva segnato dalla polvere e dal sudore per la conquista del senso civile, laico o cristiano che fosse; a me rimane l’immagine di uno senza età; di un’ eroe senza griffe ma pieno di eleganza.
Penso ad Enzo Biagi.
Fuori dal tempo, da questo tempo purtroppo.
Penso a un uomo che, in quanto tale, sbaglia e può cadere ancora, perché non c'è conquista senza errore o debolezze.
Un giornalista che conosce il grande entusiasmo e la grande fede; che si adopera per una nobile causa, che tutt'al più conosce alla fine il trionfo delle alte mete, e che nel peggiore dei casi, se fallisce, cade almeno gloriosamente, cosicché il suo posto non sarà mai vicino alle anime pavide e paurose che non conoscono nè la vittoria nè la sconfitta.
Di certo un uomo che oggi può voltarsi indietro senza avere il rimorso di “non aver vissuto”.
Ancora una volta il cerchio della vita compie il suo giro di giostra e ci porta a riflettere su come spendere i gettoni che abbiamo a disposizione.
Ed io, da tutta questa storia, ne esco motivato.

Olè

lunedì 5 novembre 2007

NON SARA' MAI IL TEMPO OPPORTUNO

Scrivo ad un orario insolito.
Nel cuore del pomeriggio.
Solo un saluto volante.
Se mi proponete, in luogo dello studio e sino a sera, quattro schiaffoni al minuto vi giuro che accetto.
Scherzi a parte, ieri non ho fatto pausa e la stanchezza si sente.
Vabbè ... è proprio qui che ci si gioca tanto ... quindi scelgo di perseverare.

Ai tempi del mio “riscatto universitario” ho imparato a non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno.
-Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino-

Penso sia così in molti aspetti della nostra vita.
Buon settimanino e un abbraccio!

venerdì 2 novembre 2007

AUTOSTIMA E DINTORNI

“Chiunque conservi la capacità di cogliere la bellezza non sarà mai vecchio” ci insegna Franz Kafka.
Non ho mai fatto segreto con nessuno quanto la bellezza, in valore assoluto, mi affascini.
Quanto sia piacevolmente e consapevolmente succube di quella femminile quando questa arriva a livelli importanti.
E’ un dato di fatto. Ed è un dato che non voglio cambiare.
Penso sia doveroso voler bene alla propria immagine e cercare di migliorarla.
Abbonato a mille riviste patinate noto spesso, per contro, come i modelli ai quali siamo sottoposti non sono reali.
Guardate questo video:

In che modo l’autostima di un adolescente può uscirne rinforzata?
A chi si lamenta della propria autostima, Richard Bandler (cofondatore della PNL - Programmazione Neuro Linguistica) risponde: "ma tu cosa fai per meritare la tua stima?"
Provo a rispondere. Cosa facciamo noi per meritare la nostra stessa stima? Se non facciamo nulla per il quale ci possiamo sentire orgogliosi, come facciamo a stimarci? Se ci comportiamo in maniera meschinetta o mediocre, perchè dovremmo stimarci?
Forse basterebbe qualche piccola azione catapultata nella quotidianità per spostare gli equilibri.
Qualche esempio?
Fare o dire qualcosa ad una persona con il solo obiettivo di farla stare bene; rinunciare a qualcosa di piacevole in favore di qualcosa di più importante (ma meno piacevole); fare qualcosa di insolito che non si ha mai avuto il coraggio di fare prima… ecc …..continuate voi …..

Buonissimo week end, cento per cento Pibe

lunedì 29 ottobre 2007

Via della Spiga/Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi...

Oggi giornata piena, appagante e produttiva!
Sono stato in biblio tutto il giorno con una pausa pranzo di soli venti minuti.
Bene così.

Poco fa ascoltavo un Jerry Calà piangente su Radio 105 per la morte dell’attore/amico Guido Nicheli del quale racconterò le gesta qui di seguito: questo blog considera, infatti, l’ironia e l ‘intelligenza sorelle di sangue.
Senza addentrarmi in differenze di pirandelliana memoria con la comicità è dall’ironia che, penso, cominci la libertà.
Ed è passando per l’autoironia che realizziamo appieno la nostra personalità.

In un certo senso Paolo Villaggio sta a “Fantozzi” come Guido Nicheli sta all’ archetipo del ricco imprenditore lombardo.
Ci sarebbero mille frasi celebri degne di entrare nel canzoniere dei B movie italiani. Facciamoci bastare queste:
- “ Via della Spiga/Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing”
- “Il mio non è uno stile di vita…è un teorema!”

Il suo personaggio, dopo tante commedie all'italiana sul grande schermo (“Abbronzantissimi” e “Yuppies”, per citarne un paio), è stato consacrato definitivamente nella serie televisiva "I ragazzi della 3ª C" (http://ragazziterzac.altervista.org/) : tutti quelli della mia generazione ricorderanno "il Zampetti", commerciante di salumi.
Al Pibe piace, invece, ricordarlo in “Sapore di Mare” e “Vacanze di Natale” (si vedano i video allegati a piè di codesto scritto).
Ok, tutte pellicole di clamoroso dubbio valore cinematografico ma con una loro dignità intrinseca: hanno saputo raccontare in modo divertente e leggero uno spaccato del sociale di quegli anni, senza pretese e con onestà intellettuale.
Nato principalmente come attore comico, nel 1985 viene comunque convocato dal regista Dino Risi per interpretare l'unico ruolo drammatico della sua carriera nel film "Scemo di guerra" che venne presentato al "Festival di Cannes".
Guido Nicheli è tornato per l'ultima volta sul grande schermo con "Vita Smeralda" (2006) proprio di Jerry Calà.

"L'ironia è il pudore dell'umanità" (Jules Renard)

domenica 28 ottobre 2007

TU CHIAMALE SE VUOI…

E’ un po’ tardino e ancora una volta il sipario sta calando su un’altra giornata.
Vengo da una cena con amici rilassata e piacevole.

Posso comunque fermarmi a scrivere: le lancette in questi minuti fanno marcia indietro anche se, proprio così facendo, scandiscono inesorabilmente l’incedere dell’Inverno.
Agli amanti delle giornate con tramonti tardivi comunico che il loro ritorno è fissato nella notte tra il 29 e il 30 Marzo e io già..."non vedo l’ora” ;-)

Oggi ho studiato in biblio tutto il giorno, devo recuperare il tempo perso per l’ influenza; nella brevissima pausa pranzo mi sono gustato un paio di riviste patinate che, tra le altre cose, parlavano di una mostra alla triennale di Milano (http://www.triennale.it): “ANNISETTANTA. Il decennio lungo del secolo breve”.
Mi piacerebbe andarci, magari verso Febbraio.

Se penso a quante cose succederanno in questi mesi le “emozioni” si intersecano diventando tante e confuse.
Le speranze e le motivazioni si moltiplicano. Mi viene in mente l'insegnamento di un certo Walt Disney:"c'è di che diversi a fare l'impossibile".

Oltre ai sogni professionali vorrei poi trovare il tempo necessario per arricchire la mia esistenza e, di conseguenza, il mio saper voler bene a chi mi incontra. Diversamente la mia vita, la nostra vita non sarebbe altro che una summa di convivenze, incontri e obiettivi sterili.
Abbandonarci a noi stessi penso che avrebbe esito letale.

"Allorchè un uomo segna a dito qualcuno, dovrebbe ricordare che altre tre dita sono puntate su di lui" Louis Nizer

giovedì 25 ottobre 2007

MAGNIFICA OSSESSIONE

Lo stato di influenza latente persevera;
in questi giorni faccio di necessità virtù con qualche lavoretto in casa, un pò di telefonate arretrate e, appena il mal di testa me lo permette, studio.

Tanti amici che hanno già finito la pratica sono all'Ergife, in quel di Roma, al concorso notarile ... ragazzi, vi penso in modo continuo e costante!!!
Alla fine di questo post provo a trasferirmi in biblio.

Spesso mi sento dire:"Pibe, ma dove prendi tutta quell'energia? Io non ho il tuo entusiasmo, il tuo slancio. Credo di non essere motivato. Forse sono pigro."
Di solito rispondo:"Tu non sei pigro! Hai solo degli obiettivi fiacchi, senza forza!"
Spesso questo provoca, per tutta risposta, uno sguardo confuso; allora spiego che il mio grado di entusiasmo e di slancio viene dai miei obiettivi.
Ogni mattina, quando mi sveglio, anche se mi sento esausto per aver dormito poco, riesco comunque a trovare lo slancio necessario;

la chiave, per me, è avere obiettivi grandi, più stimolanti, più interessanti, più impegnativi.

E' tutto più intrigante una volta scoperta la propria "magnifica ossessione" ...
... e il Pibe ne ha più di una!

Olè

lunedì 22 ottobre 2007

CAMERA DI CONSIGLIO

Dopo qualche ora di studio in biblio ho abdicato.
Il vostro Pibe è influenzato. Non pesantemente; spero passi tutto con un mezzo pomeriggio di plaid e una nottata in compagnia di una borsa dell’acqua calda (che fa tanto anni ottanta:-).

Rientrando mi sono preso un filmettino in videoteca.

“Uno su due”. Il protagonista Lorenzo, interpretato da Fabio Volo, è un avvocato rampante.
Tutta la storia, come del resto la nostra storia, è spinta da due forze contrapposte: la ricerca del piacere e la fuga dal dolore.

Per una vita felice o serena, come preferite, penso sia decisivo capire in quale modo agiscono in noi la rincorsa verso il piacere e la fuga dal dolore.

Sono queste, credo, le energie capaci di catalizzare ogni decisione della nostra vita.
Quale quella più forte? Quale quella in grado di farci davvero andare verso un cambiamento?
Forse è più potente la fuga dal dolore ma rimane comunque qualcosa di soggettivo.
In questo senso vedo “Uno su due” come un teatro di vita, sentito e reale in continuo e costante equilibrio fra dramma e ironia.
Senza mai esagerare.

Al riparo dalla retorica il regista Cappuccio costruisce un dramma sincero sulle certezze che si sbriciolano, i bilanci che saltano e sulla fatidica seconda chance che la vita concede per apprezzare le cose più autentiche.
La sinfonia di crisi familiari, generazionali ed esistenziali porta alla voglia di rapporti autentici e alla condivisione delle emozioni della vita.

Rifletto quanto sia importante, per avere rapporti duraturi e di crescita, raccontare nel divenire ciò che proviamo; quanto sia decisivo comunicare a chi ci sta vicino i nostri desideri e le nostre emozioni: ognuno di noi non è qualcosa di statico e non può pretendere di essere intuito di volta in volta o capito una volta per tutte.

Se poi è vero che esiste una seconda chance non lo so … meglio darsi comunque da fare fino a che la vita non ha ancora troppo deciso o, per lo meno, è in “camera di consiglio”.

sabato 20 ottobre 2007

UN SACCHETTO CHE CONTENEVA ANCHE IL CAFFE'

Vieni a sapere di una strage nel Tribunale dove hai passato due anni da praticante avvocato.
Sapete già tutto.
Lui, in sede di separazione, spara e uccide la moglie. Le forze dell’ordine intervengono colpendo a morte l’attentatore … ci sono altri feriti, alcuni irreversibilmente.
Colleghi presenti ti raccontano tre cose disordinate e incerte;
… dopo un secondo parli, tra te e te, dell’omicida come del demonio, del diavolo …
Lui è un assassino. Punto.
A capo.

Dopo qualche tempo, 48 ore forse, di notte, accendi la tv .
Sua figlia diciassettenne, albanese con un italiano migliore del tuo, ti racconta tutto l’opposto.
Parla del momento di follia ma difende il papà, incensurato e cittadino modello.
“Chiedeva aiuto da anni e, costantemente, tutti lo hanno ignorato” …
Notate, la figlia DICIASSETTENNE che due giorni prima, in un colpo solo e per quel gesto, ha perso mamma e papà.
Racconta la storia della loro famiglia. Di come quell’uomo, capace di un’impresa così orribile, avesse sino a quel momento allevato, cresciuto e mantenuto due figlie praticamente da solo, senza collaborazione della di lui compagna, in un paese straniero e lontano dalle sue radici. Usciva di casa la mattina all’alba per andare a lavorare con la pausa pranzo in un sacchetto.
Un sacchetto che conteneva anche il caffè, fondamentale per risparmiare qualche euro in più che sarebbe servito a far studiare le sue due bambine.

La storia del caffè mi fa piangere un sacco.

L’altro giorno vi parlavo di quanto possa essere, per tutti noi, emotivamente pazzesco conoscere l’altro dall’interno.

Il “non giudicare” ce lo ripetiamo tutti, di tanto in tanto … poi, inevitabilmente, ci si ricasca.
A quel patacca del Pibe è capitato ancora una volta.
A quel patacca del Pibe che adora "Radio Freccia" quando il suo protagonista chiude con "credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri."


A volte mi chiedo che fine avrei fatto se non fossi vissuto in un festival di privilegi.
Spesso la risposta mi fa paura.
A volte mi sento bravo per quello che faccio.
Spesso, dopo schiaffi come quello di stasera, me ne pento.

Stanotte non ho proprio certezze ma solo un cammino da seguire.
Penso sia comunque tanto.

Ciao

mercoledì 17 ottobre 2007

Quando l'altro diventa prossimo (?) ...

Questo blog è attento ai sogni, ai risulati, alle vision. Tutta questa storia avrà, però, senso solo e soltanto se avremo persone con cui condividerla intorno a noi.

Ieri mentre volavo alla volta di Napoli mi sono gustato un articolo dell’amico interista Marco Truzzi, nato nel down town del Principato di Correggio e, per intanto, autore di “Caffè Hal, Tel Aviv. Tutto quello che è successo al Signor T.B.” Ed. Diabasis.Una chicca cristallina!

Marco scrive di paura. Lo fa citando l’autore israeliano David Grossman “perché quando abbiamo conosciuto l’altro dall’interno, da quel momento non possiamo più essere completamente indifferenti a lui. Ci risulterà difficile rinnegarlo del tutto. Fare come se fosse una NON persona. Non potremo più fuggire dalla sua sofferenza, dalla sua ragione, dalla sua storia. E forse diventeremo più indulgenti con i suoi errori”.

Ora -prosegue Marco- attenzione: Grossman ha avuto un figlio Uri, poco più che ventenne, militare di leva, ucciso dai razzi degli hezbollah libanesi, la scorsa estate. Eppure scrive queste cose in un piccolo libro straordinario, da poco edito in Italia da Mondadori: “Con gli occhi del nemico”.
Questo mettersi nei panni dell’altro , non significa genericamente amare il nemico, queste son cose troppo grandi e difficili, che forse non fanno per noi. Vuol dire, invece, tentare di entrare nei meccanismi che regolano la logica interna di quelli che le occasioni ci mettono di fronte come nemici.
Ed è solo in questo senso che l’altro diventa prossimo.


Null'altro da aggiungere per oggi.
Ciao

domenica 14 ottobre 2007

SULLE STRADE DI DORANDO PIBE PIETRI



Sto mantenendo fede ad un proposito già esplicitato su questo blog.
Corro. Due o tre volte alla settimana corro.
Mi dissero anni fa che la fatica di questa disciplina è allenante anche per la forza di volontà. Non so; mi piace pensare che sia vero!
Sapete, quando corro penso a correre e basta: una testa piena di pensieri pesa di più e si fa sentire quando hai poca benzina.

Sveglia di buon ora per affrontare la prima distanza “importante”.
11 km e 600 metri.
Colazioncina energetica e partenza ufficiale alle 9.00 sulla strade di Dorando Pietri che nacque a Mandrio, una piccola frazione del Principato di Correggio.
Ecco appunto, Dorando Pietri: atleta passato alla storia per il drammatico epilogo della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908: tagliò per primo il traguardo, sorretto dai giudici di gara che l'avevano soccorso dopo averlo visto barcollare più volte, stremato dalla fatica. A causa di quell'aiuto fu squalificato e perse la medaglia d'oro, ma le immagini e il racconto del suo arrivo, facendo il giro del mondo e superando la cronaca viva di quei giorni, lo hanno consegnato alla storia dell'atletica leggera.

Wow, romanticismo a livelli altissimi.

Un grazie ai compagni di viaggio Bindi, Tondo ed Enrico.
Un abbraccio di riconoscenza al maestro Mo.

Ho concluso con un rispettoso 57’30” mantenendo i ritmi desiderati per questo inizio di preparazione.
Concludo questo post pensando che amo correre: è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni.
Ed è per questo che, presto o tardi, preparerò una maratona.

Appuntamento a domenica prossima in quel di Carpi per una 9 km.

Ciao

sabato 13 ottobre 2007

LA DOMANDA GIUSTA

Provate ad indovinare…
Sono in biblio da stamattina.
Breve pausa pranzo.
…qualche anno fa non era così ma ora lo studio del sabato è quello che prediligo.
Produco di più e sono, solitamente, più rilassato.

Sin da bambino, tra l’altro, ho adorato particolarmente questo giorno.
Senza andare a tirar fuori Leopardi e il suo glam villaggio rimango affascinato dai riti del sabato; parlo sia delle abitudini personali che di quelle più generali, quelle più nazional/popolari, per intenderci.
Lo shopping, i lavori domestici, l’accompagnare un bimbo alla partita, un buon libro, un buon cd, la cura di sé...la lista potrebbe essere infinita.
Per me da anni c’e’ il giretto canonico in negozio dalla Titti: quattro gag con lei e un paio con le clienti di sempre.

Poi, chissà perché, è in questo giorno che mi sento più in vena di pormi domande, quelle giuste intendo. E’ un’abitudine che non so se considerare innata o meno ma la coltivo da sempre, credendoci da matti.

L’efficacia esemplificativa nel porre la domanda giusta è dimostrata, credo, dall’esempio del ragazzino che fu aggredito, un giorno, da un altro coetaneo prepotente. Leggevo, giusto ieri, che giurando vendetta, egli si procurò una pistola e affrontò il suo persecutore.
Però, poco prima di premere il grilletto, si domandò “che cosa mi succederà se sparo?”.
Un’immagine ancor più dolorosa di qualsiasi altra si focalizzò nella sua mente e visualizzò la sua vita in galera.
Cambiò mira e sparò, invece, contro un albero.
Questa è, in due parole, la storia di Bo Jackson (leggendario campione americano divenuto famoso sia nel baseball che nel football, ndp –nota del Pibe-).
Un cambiamento di mira, ancora una volta una DECISIONE, probabilmente creò la differenza tra un giovane senza futuro ed un giovane che un giorno sarebbe diventato un mito.

Quali sono le domande che hanno il potere di cambiare il nostro destino e che potremmo porci oggi, tranquillo sabato di inizio Autunno?

Vi abbraccio tanto!
Olè

venerdì 12 ottobre 2007

POCHE REGOLE

Oggi bibliotechizzo sino a sera.
Domani idem...
Bene così.

Nell'ultimo post vi ho anticipato che avrei detto la mia sui rapporti interpersonali, o comunque su un aspetto in particolare di essi.

Ritengo che molte regole e molti "paletti" possano rendere la vita insopportabile.
... una frase che mi ripeto spesso di questi tempi è che "non si devono avere troppe regole".
Perchè?
Con così tanti individui e personalità che gravitano intorno alla nostra vita, la logica dice che, se ci sono troppe regole, qualcuno ne infrangerà una ad ogni ora della giornata condannandoci a vivere in un costante stato di stress.
Non sarebbe più intelligente sceglierne poche ma buone?....solo quelle più importanti?

Ci risentiamo di certo in itinere ma, per intanto, buon week end a tutti!
Olè

giovedì 11 ottobre 2007

RIGENERARSI

“Non si può trasformare il buio in luce e l’apatia in movimento senza emozione” Carl Jung

E’ da domenica che manco sul blog.
Chiedo venia.
Non posso proprio dirmi appagato ma almeno compiaciuto si; se mi guardo indietro vedo che in soli tre giorni sono successe ed ho fatto un sacco di cose.
La settimana è iniziata con tanto studio e con una corsettina tranquilla in combriccola di Marco (8,5 km in 44’22’’ di piacevole chiacchiericcio).

Ieri, ovviamente, sono stato dal Genga in quel di Napoli e oggi summit stupendo al Catullo di Verona con il mio amico Pietro, avvocato preparatissimo: in poche ore abbiamo organizzato, nel modo più professionale possibile, l’attacco alle sei materie per l’orale.

Vivo in uno stato di costante entusiasmo, per scelta e per genesi. Di tanto in tanto, però, attingere all’esterno fa bene, rigenera e serve a ricaricarsi: questa opportunità mi è stata data leggendo una mail ieri notte … regalo incredibile! … mi sento ancora una volta più responsabilizzato che mai!

Bene così.

… vorrei ora parlarvi di alcuni ragionamenti fatti sui rapporti interpersonali ma è tardi …
Lo farò domani in pausa studio …

Buona notte!

domenica 7 ottobre 2007

CONVINZIONI COSTANTI

La nostra immaginazione è di gran lunga più potente della nostra forza di volontà.

Sprigionata, essa fornisce un senso di certezza ed una visione così persistente che va ben oltre a qualunque limitazione passata.

Leggevo come Andre Agassi, alla tenera età di 10 anni, avesse già vinto Wimbledon migliaia di volte prima ... nella sua mente.
Le sue convinzioni costanti e vivide di vittoria gli davano la certezza interiore che quel desiderio si sarebbe compiuto realmente nell'estate del 1992.

Quali sono i sogni che potremmo realizzare tramite l'uso costante della nostra immaginazione?
Io ne ho in mente almeno un paio e stasera me li gusto!

Buon settimanino!

sabato 6 ottobre 2007

PICCOLI MIGLIORAMENTI

Solo due pensierini prima della buonanotte, all'alba di questo week end.
Un pubblico grazie al Ginger per i consigli e la consulenza sulla gestione grafica di questo blog!
Sei davvero un amico ...

Ora comincio con considerazioni disordinate e sparse: una specie di brainstorming.

Stavo riflettendo rigurado ai momenti in cui mi sento sicuro ed appagato: quegli istanti, ho concluso, esistono quando vivo il privilegio della consapevolezza che, in qualche modo, mi sto migliorando costantemente.

Mi piacerebbe che questo concetto appartenesse per davvero alla mia esistenza: cominciare a non preoccuparmi di mantenere la qualità della mia via, perchè tutti i giorni lavoro (e studio) per migliorarla.

Sapete, uno dei segreti del successo del leggendario allenatore di basket Pat Riley è il suo impegno verso il miglioramento graduale, passo per passo.
Nel 1986 si trovò di fronte ad una vera sfida: la sua squadra pensava di aver giocato al meglio, ma ebbe una piazzamento inferiore rispetto alla stagione precedente.
Per ispirare i suoi atleti alla promozione verso un livello superiore, lui li convinse che aumentando le loro azioni di un minuscolo 1% in cinque zone chiave, avrebbero ottenuto una grande differenza.

La cosa geniale fu la semplicità del suo piano: tutti si sentirono in grado di farcela.
Ogni giocatore doveva dedicarsi ad un aumento del solo 5%, ma moltiplicato per i dodici componenti del team, produsse un upgrade per l'intera squadra del 60%...la migliore stagione in assoluto!

Che cosa potrei, che cosa potremmo noi se facessimo piccoli ma costanti miglioramenti?

Ciao

giovedì 4 ottobre 2007

UOMINI E DONNE

Eccovi un filmatino per 5 minuti di evasione a livelli esagerati....
Sto ancora ridendo come un cretino! ;-) Olè

ATTEGGIAMENTO

Ieri una Napoli esagerata in bellezza ha mantenuto ogni promessa.
Oggi giornata non incredibile; piena di discernimenti.

38 minuti di buona corsa, stavolta in solitaria.

Gratificato dal Celtic ;-)

Mi aspettano mesi di duro studio…Ci saranno momenti di down e di sconforto; perchè no, anche di paura, è fisiologico.
Proprio ora sto decidendo di intraprendere questa avventura senza tralasciare ogni opportunità.
Voglio dare tutto!
Sento ora l’atteggiamento rispetto alle sfide come una piccola cosa che fa una grande differenza.

Dentro un ring o fuori non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere per terra. (Muhammad -pibe- Alì)

Un abbraccio a chi passa di qui...
Ora brandifico....olè!

lunedì 1 ottobre 2007

CHI SONO I VOSTRI EROI?

Domani ricomincia l’avventura partenopea.
Si continua a rincorrere il sogno del notariato.
Sono entusiasta, felice e allo stesso tempo vivo una piccola frustrazione; di questi tempi dovrò concentrarmi sull’orale per diventare avvocato.
A momenti mi comunicano la data…sarà impegnativo gestire entrambe le cose cercando di rimanere su livelli importanti di preparazione. Darò tutto!

Stasera, dopo ottimi 44 minuti di corsa con Caffo, nel riordinare idee, sala e cucina mi chiedevo come fa una persona a fare la differenza …
La storia del mondo è semplicemente la cronaca di un piccolo numero di persone ordinarie che avevano straordinari livelli di impegno.
Quegli individui che avevano il potere di creare una differenza significativa nella qualità della nostra vita, sono gli uomini e le donne che noi chiamiamo eroi.
Chi sono i vostri eroi?

Torniamo al presente. A Napoli e a quello che questa città, piena di contraddizioni e magia, mi sta dando con la sua gente, il notaio Genghini, il suo babbo, l’Elia e tutti gli incontri che, oramai da mesi, sono amicizie importanti…ad oggi certezze della mia vita.

“Si dica, si racconti o si dipinga quel che si vuole ma qui ogni attesa è superata. Queste rive, golfi, insenature… Siano perdonati tutti coloro che a Napoli escono di senno!” (J.W. Goethe)

Vi abbraccio tanto!
Ciao

venerdì 28 settembre 2007

UNA NUOVA SFIDA NEL CASSETTO

“Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni”. (Jesse Owens)

Da sempre mi considero prima uno sportivo che un giurista.
Questione di punti di vista; il fatto è che non rinuncerò mai all’allegoria dello sport e dei suoi valori. Non si contano i post dedicati in questo senso.

In questi giorni ho messo nel cassetto una nuova sfida.
Dopo un paio di allenamenti, rispettivamente di 8,5 e 7 km, ho DECISO che su distanze concorrenziali (l’idea è di arrivare prestissimo ai 10 km) terrò un minimo di tre sedute settimanali per tutta la stagione.

Non so ancora se tutta questa storia mi porterà presto o tardi a preparare consapevolmente una maratona. Vedremo. Il desiderio, per intanto, esiste.
Adoro correre; sin da ragazzetto ottenevo buoni risultati ma il punto non è questo.
Basta aver corso una volta, e per pochi chilometri, per sentirsi maratoneti a vita.

Nietzsche: “ …da quando ho imparato a camminare mi piace correre”.

Forrest Gump, un ragazzo non proprio idiota, ma dal basso coefficiente di intelligenza, è stato un campione: correre gli è naturale come respirare. Attraversa l'America dall'Atlantico al Pacifico, più volte. Diventa una leggenda, dietro di lui la schiera dei seguaci che corrono si ingrossa sempre più. A un certo punto, con barba lunghissima, si ferma fra le suggestive rocce del Colorado. Tutti aspettano ansiosi la sua decisione, foriera di chissà quali altissimi significati, ma lui confida “sono un po' stanchino".
"Dietro" non c'è altro.
Questa disciplina in fondo è anche il gesto più naturale, più semplice, più ancorato alla nostra storia.

Sbaglia, però, chi pensa alla maratona, o al jogging impegnato, come a una scelta solo sportiva: essa è una disciplina massimamente estetica. E’ proprio una visione del mondo: non sono solo quei quarantadue chilometri da correre nel minor tempo possibile, è l’idea di resistere, di andare oltre…

Vi abbraccio tanto!
Buonissimo week end a tutti i consociati! Olè

giovedì 27 settembre 2007

TECNICA INDIVIDUALE

Sono giorni di organizzazione.
Tranquillamente, aspettando la data ufficiale, mi sto procurando i libri per l'orale e sto impostando lo studio, "matto" e piacevolmente "disperatissimo", che sarà nei mesi prossimi venturi.
Nel frattempo cerco, se mai possibile, di migliorare la tecnica individuale e lo stato di forma.


martedì 25 settembre 2007

SONO SU QUELLA LISTA !!!

Lini Alessio …
Stamattina alle 10 ho letto il mio nome….ammesso all’orale di avvocato al primo tentativo.
Una prima tappa verso i miei traguardi. Nulla di originale, nulla di pazzesco…ma sono i miei sogni e più di ogni altro credo alla loro esagerata bellezza.
Oggi a pranzo quando l’ho detto ai miei genitori e a mia sorella ho vissuto uno degli istanti più belli di sempre….
Loro mi insegnano da una vita cosa significa l’amore nella sua unica accezione: l’amore gratuito, intendo.
I loro occhi così felici sono l’energia più grande per me.

Cosa sto provando? Mi sembra di essermi appena laureato.
Così scelgo di pubblicare in questo blog un estratto dai ringraziamenti, più che mai attuali oggi, che scrissi come prologo alla mia tesi.

…..è difficile in poche righe ricordare le persone che, a vario titolo, hanno contribuito alla mia crescita durante questi anni. Con soddisfazione, malinconia e tanta commozione guardo indietro e mi viene in mente il famoso quarterback che entra in campo all’ultimo quarto di partita, si consulta con i compagni sulla tattica di gioco da seguire, corre con sicurezza oltre la linea della mischia, tira un perfetto lancio a spirale a cinquanta iarde sul fondocampo e segna il touch-down della vittoria. I tifosi esultano, gli allenatori sono eccitati e il quarterback si gode allegramente la gloria di avere vinto la partita. Ma in realtà è stato un lavoro di squadra. Il quarterback è l’eroe pubblico; ma in ogni partita della vita ci sono moltissimi giocatori che sono gli eroi nascosti, i veri artefici della vittoria finale.
Per la verità non sono certo uno cui facciano difetto le parole, però, quando voglio mettere nero su bianco i sentimenti che provo, mi sento un po’ sgomento.

Grazie.
Ora volo a studiare per l’orale….
“Ogni grande e rilevante momento nella storia del mondo è il trionfo di qualche entusiasmo” (Ralph Waldo Emerson)

lunedì 24 settembre 2007

ROSA PARKS





Tanto tempo fa mi insegnarono a prendere decisioni.
Mi insegnarono che è in quel momento che plasmiamo il nostro destino.

Ho capito con il tempo che per ottenere risultati bisogna essere veloci a prendere decisioni e più lenti a cambiare idea; spesso tendiamo a fare il contrario.

Nel 1955 Rosa Parks (4 febbraio 1913 - 24 ottobre 2005) prese la decisione di sfidare una legge ingiusta che discriminava contro di lei a causa della sua razza.
Il suo rifiuto di lasciare il proprio posto in autobus (del quale vedete la foto) ebbe delle conseguenze ben oltre a ciò che lei avrebbe potuto immaginare in quel momento.
Lei aveva l'intenzione di cambiare la struttura della società? Non importa che cosa intendesse fare, ma il suo desiderio verso valori più elevati la spinse ad agire.

In tutto il week end trascorso mi sono chiesto: quali sarebbero i risultati, a lungo termine, che potrebbero essere messi in moto se elevassi i miei valori e oggi prendessi realmente la decisione di restare fedeli ad essi?

...per intanto torno allo studio del glam glam diritto ;-)

Passate una settimana perfetta!
Vi abbraccio

sabato 22 settembre 2007

LA METAFORA DEL TAGLIAPIETRE

Sono giorni, come già scritto ripetutamente, di attesa per sapere com'è andato l'esame di abilitazione all'esercizio della professione di Avvocato sostenuto lo scorso Dicembre.
Sapete che non è la professione che voglio fare e che farò; per contro mette un pò di ansia sapere di essere giudicati, peggio ancora se superficialmente.
Speriamo di no.

In queste ore mi dico spesso che gli equilibri della mia carriera, e più in generale della mia vita, non li dovrà spostare il risultato di un mero concorso ma la perseveranza.

Per ricordarmi il potere della stessa, considero la metafora del tagliapietre.
Come rompe un masso gigante? Lo colpisce con tutta la sua forza. Il primo colpo non lascia neanche una traccia, ma colpisce di nuovo centinaia, forse migliaia di volte.
Egli persiste anche se sembra futile. Però sa che anche se i risultati non sono visibili, questo non vuol dire che non si facciano progressi. Quindi continua a colpire la roccia. Ad un certo punto, anzichè scheggiarsi essa si spacca letteralmente in due.
E' stato l'ultimo colpo a rompere il masso? No di sicuro.
E' stata la pressione costante applicata alla sfida.

Passate un week end perfetto! Vi abbraccio un bel pò!

venerdì 21 settembre 2007

N.C.S ....NON CI SIAMO




Dite che ho buttato via una serata ad uscire con questi due?
Onore al merito del rocker emiliano e del commercialista dei commercialisti.

martedì 18 settembre 2007

IL PRIVILEGIO DI UNA MALINCONIA DIVERTITA

Continuo un po’ quello che si diceva nel post di ieri…
Seguo a parlare di impegno, perseveranza e passione; passione per quelli che sono i capisaldi delle mie credenze.
Mi serve per ritrovarmi motivato e con un po’ di consapevolezze. Ebbene, strumentalizzo così la scrittura.
Portate pazienza.
Gli anni passano e il loro incedere costante mi affascina.
Vedete, non ho mai capito perché è cool, è figo, dimostare un’età diversa.
Prima vorrei vivere, e bene, tutte le età, con i loro pregi e le loro, ovvie, fatiche.
Solo allora, caso mai, potrei scegliere di rimpiangere quelle che ho amato di più.
Solo allora potrei avere il privilegio di una malinconia divertita.
Ma se durante la vita scimmiottiamo qualcosa di diverso come potremo girarci un giorno per capirci e ripensarci?
Se quando ne abbiamo trenta rimpiangiamo i venti, se a cinquanta proviamo ad assecondare i trenta?...mah…

Credo che l'unico modo per riuscire a vivere la vecchiaia con serenità sia quello di riuscire a vivere una vita appagante e ricca, spiritualmente ed emozionalmente intendo; una vita dove, di tanto in tanto si è riusciti a "dare il massimo", a "dare tutto".

Per vederla dalla prospettiva opposta: non sempre una lunga vita è sinonimo di una bella vita. Viceversa una bella vita è sempre lunga abbastanza.

L’altro giorno leggevo per l'appunto che “non serve a nulla aggiungere più anni alla tua vita, ciò che conta è aggiungere più vita agli anni.”

Statemi bene. Olè

lunedì 17 settembre 2007

WAITING FOR ...

Settimana iniziata con il senso, non troppo piacevole, dell’attesa.

Sto aspettando l’esito dello scritto per l’abilitazione forense sostenuto a Dicembre 2006(!)
Sto aspettando di ricominciare la scuola notarile di Napoli.
Sto aspettando dei libri…

Nel frattempo studio ad oltranza e, da oggi, ricomincio a mettermi in super forma: alimentazione corretta un bel pò e tanto sport.

Conosco e condivido l’aspettativa solo nel senso più dinamico del termine.
Diciamo così: concepisco tutta questa storia vedendomi nuotare verso la mia nave e non attendendola passivamente al porto.

Eh, si… ora è l’epoca in cui è necessario perseverare …Spero, e penso, che “tutto torni” …

Buon settimanino!
Dal vostro Pibe per il momento è tutto…

venerdì 14 settembre 2007

SECOND LIFE




Giornata piena e appagante.
Il solito tanto studio.
Un modesto ma appassionato contributo ad un progetto romanticissimo del quale sarete aggiornati nei dettagli tra qualche tempo.
Il secondo fantamercato con un po’ di amici: quelli che avete visto nelle foto di Alghero, Tirrel (amico perfetto, commercialista inarrivabile, poetico,ancorché nobile, tifoso del Bologna ma ancora acerbo come fantamister;-), il Principino e pochi altri.
Serata stupenda nel portichetto di Aldo.
E’ tardi è non voglio addentrarmi in filippiche complicate ma sono felice; sono felice di vivere serate autentiche dove, con la scusa di un giochino infantile, si condivide la voglia di evasione, la voglia di capire e farsi capire, la necessità di poco per portarsi a casa tanto.

Penso, poi e per contro, ad una delle mode del momento; a “second life”, il mondo virtuale tridimensionale dove ci si può scegliere una nuova vita dove gli incontri appaiono come reali scambi tra esseri umani attraverso la mediazione "figurata" degli avatar.

Come si va ad avere una doppia vita…?!... penso che, a prescindere dal risultato finale, sia meglio investire tutto se stessi e provare ad averne una che valga il doppio.

Punti di vista.
Buonanotte.

mercoledì 12 settembre 2007

IL MOMENTO DEL DISTACCO DELL'UOMO DA DIO

Vengo, sai che novità, da una notte praticamente in bianco.
Serata straordinaria…il cenino glam in bella combriccola ha fatto da prologo all’ennesimo concerto dell’idolo, ma soprattutto amico, Taver.

L’adrenalina, una volta rientrato, mi ha fatto stare bello desto per un sacco di ore; qualche mail, un giro di giostra sul blog e, classico dei classici, una carrellata televisiva.
Su Rai educational stanotte parlavano di guerra. Sarebbe stato impossibile andare oltre e non ascoltare.
Parlavano bambini attraverso il loro dolore e le loro storie …

La guerra è il momento del distacco dell’uomo da Dio.

Stamattina, più che mai, sento il bisogno, e ancora una volta, di rilanciare …
Di “spendermi” per ciò che ne valga veramente la pena.
Stamattina, è l’alba, sogno di essere felice ma ho anche voglia di piangere, nella mia vita, per qualcosa che ne valga la pena.

Concludendo … “Quando si arriva a comprendere il significato del dolore dei bimbi si ha in mano la chiave per comprendere ogni dolore umano e chi riesce a sublimare la sofferenza degli innocenti è in grado di consolare la pena di ogni uomo percosso e umiliato dal dolore".

Olè … Vi abbraccio un bel po’ …



.

lunedì 10 settembre 2007

QUANDO I "PRIMA O POI" DIVENTANO "ADESSO"...



In questo week end mi sono limitato a studiare e organizzare il decollo per “la nuova stagione”.
Sarò franco, due giorni non indimenticabili.
Qualche messaggino inaspettato e gradito, due seratine piacevoli ma nulla più, un invito che non arriva.

Giorni comunque di passione intorno a me.

Pavarotti se ne va, tanti hanno scritto e raccontato di lui; non saprei fare di meglio anche perché dovrei andare a toccare quei tasti, quegli interrogativi ai quali non so ne forse voglio rispondere, rimettendo in moto e per l’ennesima volta gli irrisolti problemi che accompagnano il percorso di tutti noi, di certo il mio; il percorso di una persona a tutt’oggi ancora, e ovviamente, irrisolta in alcuni aspetti della sua vita.

Allora stiamo sul frivolo, apparentemente.
Valentino Garavani chiude bottega.
L’ultima collezione di pret-a-porter firmata da lui sarà quella che andrà in passerella a Parigi il mese prossimo venturo mentre a gennaio sfilerà la sua ultima haute couture.
Ne parlo solo per ribadire che mi colpiscono e mi motivano da sempre le storie di chi riesce a plasmare la propria esistenza, di chi raggiunge ma soprattutto rincorre i propri sogni, di chi vive costantemente ispirato e di conseguenza diventa esempio per gli altri.

Rimango stregato quando i "vorrei" diventano "voglio", quando i "dovrei" diventano "devo", quando i "prima o poi" diventano "adesso", allora e solo allora i desideri e i sogni iniziano a trasformarsi in realtà.

Quando non sapevo quelli che sarebbero stati i miei desideri più intimi, guarda caso, sono spesso finito dove non avrei voluto essere.

“Non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita che è inferiore alla vita che potresti vivere” (Nelson Mandela).

Buon settimanino di cuore! Olè

sabato 8 settembre 2007

INCONTRI E RISCONTRI ...




Vi è mai capitato di incontrare una persona speciale e vivere quella rara ma entusiasmante esperienza del “colpo di fulmine”?
Alcuni scienziati dell'Ohio State University, negli Usa, hanno cercato di comprendere quale sia il fattore scatenante e hanno scoperto qualcosa di sorprendente. In amore, ma anche in amicizia, contano i primi minuti di conoscenza. Il nostro cervello, inconsciamente, analizza la persona che si trova di fronte e, se particolarmente interessante, effettua una veloce previsione di quanto si ha in comune con la stessa.

Per evitare di perdere “secondi preziosi”, insomma, scatta quella molla che ci permette di aprirci di più, facendoci rivelare quanto più possibile di noi stessi. Si compiono cioè tutti quei gesti che aiutano l'instaurarsi di un rapporto che può essere di natura amorosa o di forte amicizia. Dunque il famoso colpo di fulmine non sarebbe altro che un complesso e veloce, ma romantico, calcolo delle probabilità.

Questo, spiegano gli scienziati sul Journal of Social and Personal Relationships, fa comprendere meglio il perché gli “speed date”, gli appuntamenti a cronometro, non siano un'invenzione totalmente campata in aria. Si tratta di una scoperta importantissima, hanno detto gli stessi ricercatori, perché “sovverte quanto pensato finora sulla formazione delle relazioni d'amore o di amicizia”. La ricerca, condotta su un campione di 164 studenti, metteva i giovani in condizione di formulare un rapido giudizio sulle persone incontrate a distanza di tre, sei o, al massimo, dieci minuti.

A distanza di nove settimane è stata poi verificata l'eventuale corrispondenza tra il giudizio “fast” e quello sottoposto alla prova del tempo. “Le conclusioni raggiunte nei primissimi minuti – hanno concluso gli scienziati - sono state confermate dalla lunga frequentazione”.

Cosa ne penso io?
Semplicemente non ci credo.
Comprendo che per molti possa essere così ma non posso vivere questa traiettoria come la privilegiata per empatizzare, per creare e far crescere la magia di due esseri umani che scelgono, dico scelgono, di spendersi per qualcosa in cui credono.
Mi spiegate, poi, come un complesso e veloce calcolo delle probabilità può essere romantico?
Da solo non ci arrivo.
Per il Pibe il colpo di fulmine sta alla statistica come il romanticismo agli insulti !!!
Non voglio gestire le mie relazioni diventando il “mago dei primi minuti” e mi fa incazzare, chiedo venia, quando l’uomo viene inserito in freddi calcoli logici anche quando si parla di questo; quando le emozioni vengono analizzate da un grafico di assi cartesiani patacca.
Penso che la strada per capirsi e per comprenderci sia quella opposta.
Il linguaggio del corpo, il fascino, il sapere usare le parole giuste al momento giusto, in due parole il “saperci fare”… mi affascina tutto ciò ma di più, ancor più di questo, come diceva qualche anno fa il mio amico Enrico che ora sta in quel di Quattro Castella, alla fine verremo giudicati sull’amore e sulla nostra capacità di amare.
Il che non a centra proprio nulla con la statistica e lo “speed date” (bleah!!!!).

Buon ween end!
Vi abbraccio un bel pò!
Olè

giovedì 6 settembre 2007

NUOVO INDIRIZZO DEL DIARIO DI BORDO!

Con orgoglio e fierezza eccovi il nuovo dominio, attivo da pochi istanti:

www.pibedicorreggio.com

L'altro rimane utilizzabile ma da oggi potete usare questo; molto più prestige!
Con il sogno e l'ambizione che tutta questa storia continui ...
Ma perchè?
La condivisione, in tutte le sue forme, mi rapisce, mi affascina.
Da qui nasce la passione di comunicare, in ogni sua forma.

Come tutti ho imparato presto e spontaneamente a farlo; spesso, per contro, ci si dimentica quanto sia importante porvi attenzione per migliorare la nostra capacità di capire e farci capire, per favorire così incontri più autentici.

Le parole che usiamo, i gesti, il tipo di relazione che ci lega e la nostra capacità di ascolto sono tanto veicoli fondamentali di contatto, quanto muri di incomprensione.

Quando avrò imparato a conoscermi e a comunicare con intelligenza emotiva (Daniel Goleman: "Comunicare con intelligenza emotiva" - Rizzoli....libro esagerato in bellezza !!!!) quella a cui ambisco, sarò veramente padrone dei miei pensieri, delle mie emozioni, delle mie scelte, del mio comportamento e della mia vita e questo blog avrà fatto il suo corso.

Ecco appunto....ho davvero tanto tanto da scrivere.
Forse non avrò troppe cose da raccontare ma sento di avere delle cose da dire.

Spero non vi dispiaccia :-)

Ciao e un abbraccio!

mercoledì 5 settembre 2007

UNA BELLA LEZIONE

Ieri sera ho fatto una cena frugale qui da me con un’amica.
Sono stato bene. Forse molto a dire il vero, ma non è di questo che voglio scrivere adesso.
Si è parlato di crescita, di rapporti, di sacrificio, di sogni, di evasione, di amicizia e di tante altre classiche tematiche by Pibe.

Stanotte ho studiato sino all’alba, ma disordinatamente.
Ero tormentato.
Dopo essermi raccontato, chissà perché, mi è tornato in mente l’anno del servizio civile.
Se dovessi, adesso, esprimere un desiderio vorrei avere qui Alle, parlagli un po’ e chidergli scusa.
La nostra avventura, iniziata come esperienza nella casualità delle circostanze (sempre che il caso esista!), divenne ben presto una cosa irrinunciabile, come divennero irrinunciabili i nostri caffè del sabato mattina, tutto il sabato mattina, i minuti passati senza dire nulla, le schedine giocate, la Gazzetta dello Sport, il confronto/bilancio di come era andata un po’ tutta la settimana di scuola.

Questa storia di amicizia si era fatta veramente importante.

Tutto iniziò nel settembre del ’98: tu arrivasti al Liceo della Comunicazione ed io ero già lì da qualche mese: pulivo aule, quando andava meglio stavo con i ragazzini dell’asilo o delle elementari, talvolta mi ritrovavo a fare qualche supplenza di diritto e di italiano alle superiori.

In quei mesi grazie alla sinergie di entrambi vivemmo un’amicizia a fior di pelle…momenti tanto semplici da cavalcare, tu lo sai, ma difficili da raccontare.

Ho sempre sostenuto che la vera amicizia si manifesti soprattutto nei momenti di difficoltà e di crisi. Non riesco a sopportare le persone abituate a salire sul carro dei vincitori, pronti a sorridere e a "fare i prestige con sorrisini glam" fintanto che il vento tira in poppa.

Non sopporto il modo meschino e pusillanime con cui riescono a ridiscendere dallo stesso carro qualora questo non godesse più della sua buona stella.

Viceversa, ho sempre apprezzato coloro i quali si sono dimostrati fedeli ai propri amici a prescindere dal momento. Per questo motivo ho sempre tenuto personalmente questo tipo di condotta. Preferisco, mi piace di più, mi appartiene farmi sentire vicino nei momenti difficili piuttosto che in quelli positivi. Forse sbaglio, ma è un mio modo di dimostrare lealtà ed amicizia.
Penso che qualcosa alla fine arrivi ai diretti interessati.
Rinuncio ad una cena di festeggiamenti e “baracca” con amici di sempre (loro lo sanno) ma mai ad una chiacchierata qui da me per una coccola emotiva a chi me la chiede.
Da chè mi ricordi sono sempre stato così.
Scrivo di ciò, perchè stanotte ho avuto la sensazione di aver contravvenuto a questo principio.

Con te, Alle, in questi anni la potevo gestire in maniera molto diversa.
È vero, prima avevo da mettere a posto l’università, poi c’e’ stato il praticantato….poi ancora mille impegni prima di cambiare totalmente vita con il notariato.

Sta di fatto che io non ero mai con te, e non ci sono stato nemmeno quando forse, in tutto questo tempo, ci sarà stato il momento dimostrare la vera amicizia.
Ecco appunto. Un milione di scuse ma non una sola ragione.
Imparo una lezione e mi impegno a metterla a frutto.
Giusto ieri sera con l'Ele si diceva quanto sia più importate osservare e dare peso a ciò che le persone fanno piuttosto che ascoltare quello che dicono.

martedì 4 settembre 2007

CIAO CIPE


4 Settembre 2006
Un anno dopo, questo blog vive il privilegio di riportare quando segue.
Ciao Cipe.

Lettera di Moratti al "Cipe" Facchetti

Caro Cipe,
non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile.
Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.
Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili.
Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l’espressione di chi ti vuole bene - dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane.
Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.
Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi.

Massimo Moratti

VIRGIN RADIO


Alle 12.00 in punto del 12 luglio "What a Wonderful World", cover rock di Joey Ramone del celeberrimo pezzo di Louis Armstrong, ha inaugurato le frequenze di Virgin Radio– Italia.
Gli intenti della radio sono sintetizzati dal pay-off “style rock” e ripropongono in una certa misura il ruolo educativo originario dei media.

A curare la rubrica sui classici del rock n roll è Paola Maugeri, che dichiara: “In un Paese come il nostro dove la cultura della musica viene sottovalutata, credo sia indispensabile raccontare quali siano le radici dei brani che ascoltiamo”.
Una scelta ben precisa caratterizza quindi “Virgin Radio” lasciando spazio alla musica rock - Inglese e internazionale di ieri e di oggi –

Da sempre sono legato altresì, ancorché per indole, anche a tutto ciò che ruota intorno al cantautorato italiano ma quest’ Estate è stato fantastico il tuffo così totalizzante in quel rock, o comunque in quel pop rock, che a mio modesto parere è di qualità.

Vado di super fretta ma mi sono alzato con musikine super gustose e motivanti così ho pensato di dirvelo anche se molti di voi già sapranno.

Ora volo: giornatino intenso tutto intorno al diritto poi stasera piacevole cenino.

Buonissima giornata. Olè

domenica 2 settembre 2007

GLI ALTRI SIAMO NOI




Qualche girono fa parlavo della terra di mezzo raccontando uno stato d’animo che ad ora, in realtà, persevera.
Ancora una volta, non mi stancherò mai di farlo, uso lo sport, il romanzo popolare per eccellenza, per raccontare vita.
Ieri, prima di uscire per un seratino di transizione, mi sono gustato la finale di supercoppa europea; vince il Milan. Felice per Ancellotti che stimo un sacco, molto meno per i cugini rossoneri ;-)
Commovente è stato il saluto, il ricordo del calciatore 22enne Antonio Puerta incredibilmente morto qualche giorno fa.
Mi ha coinvolto e rapito la sincera passione con cui tutti avevano voglia di lasciare un segno; un abbraccio allo stesso ragazzo, un segno di bene e di affetto alla di lui famiglia, un gesto, un qualche cosa da parte di ognuno.
Mille riflessioni, altri pop up che si aprono leggendo striscioni come “ci saremo sempre”, “non lo dimenticheremo”, “contate su di noi” … poi trascorso nemmeno un mese tanti spariranno, ci sarà una gara commemorativa, un premio alla memoria.
Amen.
La vita degli altri, la nostra, ha fretta, pretende soluzioni rapide, egoismo cristallino.
Sarà anche naturale, inevitabile; ma è tristissimo.
Forse è proprio la nostra fretta occidentale che non ci fa metabolizzare il lutto così come in altre culture sanno fare.
La fretta di assecondare sta giostra che gira, senza che ce ne accorgiamo, ci fa essere più lenti che mai!
Non so chi lo dicesse ma l’uomo non è un’isola; il fatto è che solo nei momenti pieni di patos ci ricordiamo di questo.
Scrivo e mi viene da pensare ad una vecchia canzone di Umberto Tozzi, “gli altri siamo noi”.
Ecco appunto.
Guardiamo le altre persone per strada e li pensiamo estranei alla nostra vita, e lo stesso probabilmente fanno loro nei nostri confronti. Sono "gli altri". Siamo "gli altri". Fino a quando non ci conosciamo e, come diceva Saint Exupèry nel Piccolo Principe, non ci addomestichiamo.
Le persone che provano a vivere da sole non avranno successo come esseri umani, di certo non avranno quel successo emotivo che penso sia il sogno di tanti. I loro cuori, i nostri cuori, inaridiranno se non risponderanno, nel bene e nel male, continuamente e costantemente ad altri cuori. Le loro, le nostre menti si restringeranno se ascolteranno solo l'eco dei propri pensieri senza altra fonte d'ispirazione e di condivisione.

Buonanotte, con tutto il bene.
Ciao.