lunedì 29 ottobre 2007

Via della Spiga/Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi...

Oggi giornata piena, appagante e produttiva!
Sono stato in biblio tutto il giorno con una pausa pranzo di soli venti minuti.
Bene così.

Poco fa ascoltavo un Jerry Calà piangente su Radio 105 per la morte dell’attore/amico Guido Nicheli del quale racconterò le gesta qui di seguito: questo blog considera, infatti, l’ironia e l ‘intelligenza sorelle di sangue.
Senza addentrarmi in differenze di pirandelliana memoria con la comicità è dall’ironia che, penso, cominci la libertà.
Ed è passando per l’autoironia che realizziamo appieno la nostra personalità.

In un certo senso Paolo Villaggio sta a “Fantozzi” come Guido Nicheli sta all’ archetipo del ricco imprenditore lombardo.
Ci sarebbero mille frasi celebri degne di entrare nel canzoniere dei B movie italiani. Facciamoci bastare queste:
- “ Via della Spiga/Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing”
- “Il mio non è uno stile di vita…è un teorema!”

Il suo personaggio, dopo tante commedie all'italiana sul grande schermo (“Abbronzantissimi” e “Yuppies”, per citarne un paio), è stato consacrato definitivamente nella serie televisiva "I ragazzi della 3ª C" (http://ragazziterzac.altervista.org/) : tutti quelli della mia generazione ricorderanno "il Zampetti", commerciante di salumi.
Al Pibe piace, invece, ricordarlo in “Sapore di Mare” e “Vacanze di Natale” (si vedano i video allegati a piè di codesto scritto).
Ok, tutte pellicole di clamoroso dubbio valore cinematografico ma con una loro dignità intrinseca: hanno saputo raccontare in modo divertente e leggero uno spaccato del sociale di quegli anni, senza pretese e con onestà intellettuale.
Nato principalmente come attore comico, nel 1985 viene comunque convocato dal regista Dino Risi per interpretare l'unico ruolo drammatico della sua carriera nel film "Scemo di guerra" che venne presentato al "Festival di Cannes".
Guido Nicheli è tornato per l'ultima volta sul grande schermo con "Vita Smeralda" (2006) proprio di Jerry Calà.

"L'ironia è il pudore dell'umanità" (Jules Renard)

domenica 28 ottobre 2007

TU CHIAMALE SE VUOI…

E’ un po’ tardino e ancora una volta il sipario sta calando su un’altra giornata.
Vengo da una cena con amici rilassata e piacevole.

Posso comunque fermarmi a scrivere: le lancette in questi minuti fanno marcia indietro anche se, proprio così facendo, scandiscono inesorabilmente l’incedere dell’Inverno.
Agli amanti delle giornate con tramonti tardivi comunico che il loro ritorno è fissato nella notte tra il 29 e il 30 Marzo e io già..."non vedo l’ora” ;-)

Oggi ho studiato in biblio tutto il giorno, devo recuperare il tempo perso per l’ influenza; nella brevissima pausa pranzo mi sono gustato un paio di riviste patinate che, tra le altre cose, parlavano di una mostra alla triennale di Milano (http://www.triennale.it): “ANNISETTANTA. Il decennio lungo del secolo breve”.
Mi piacerebbe andarci, magari verso Febbraio.

Se penso a quante cose succederanno in questi mesi le “emozioni” si intersecano diventando tante e confuse.
Le speranze e le motivazioni si moltiplicano. Mi viene in mente l'insegnamento di un certo Walt Disney:"c'è di che diversi a fare l'impossibile".

Oltre ai sogni professionali vorrei poi trovare il tempo necessario per arricchire la mia esistenza e, di conseguenza, il mio saper voler bene a chi mi incontra. Diversamente la mia vita, la nostra vita non sarebbe altro che una summa di convivenze, incontri e obiettivi sterili.
Abbandonarci a noi stessi penso che avrebbe esito letale.

"Allorchè un uomo segna a dito qualcuno, dovrebbe ricordare che altre tre dita sono puntate su di lui" Louis Nizer

giovedì 25 ottobre 2007

MAGNIFICA OSSESSIONE

Lo stato di influenza latente persevera;
in questi giorni faccio di necessità virtù con qualche lavoretto in casa, un pò di telefonate arretrate e, appena il mal di testa me lo permette, studio.

Tanti amici che hanno già finito la pratica sono all'Ergife, in quel di Roma, al concorso notarile ... ragazzi, vi penso in modo continuo e costante!!!
Alla fine di questo post provo a trasferirmi in biblio.

Spesso mi sento dire:"Pibe, ma dove prendi tutta quell'energia? Io non ho il tuo entusiasmo, il tuo slancio. Credo di non essere motivato. Forse sono pigro."
Di solito rispondo:"Tu non sei pigro! Hai solo degli obiettivi fiacchi, senza forza!"
Spesso questo provoca, per tutta risposta, uno sguardo confuso; allora spiego che il mio grado di entusiasmo e di slancio viene dai miei obiettivi.
Ogni mattina, quando mi sveglio, anche se mi sento esausto per aver dormito poco, riesco comunque a trovare lo slancio necessario;

la chiave, per me, è avere obiettivi grandi, più stimolanti, più interessanti, più impegnativi.

E' tutto più intrigante una volta scoperta la propria "magnifica ossessione" ...
... e il Pibe ne ha più di una!

Olè

lunedì 22 ottobre 2007

CAMERA DI CONSIGLIO

Dopo qualche ora di studio in biblio ho abdicato.
Il vostro Pibe è influenzato. Non pesantemente; spero passi tutto con un mezzo pomeriggio di plaid e una nottata in compagnia di una borsa dell’acqua calda (che fa tanto anni ottanta:-).

Rientrando mi sono preso un filmettino in videoteca.

“Uno su due”. Il protagonista Lorenzo, interpretato da Fabio Volo, è un avvocato rampante.
Tutta la storia, come del resto la nostra storia, è spinta da due forze contrapposte: la ricerca del piacere e la fuga dal dolore.

Per una vita felice o serena, come preferite, penso sia decisivo capire in quale modo agiscono in noi la rincorsa verso il piacere e la fuga dal dolore.

Sono queste, credo, le energie capaci di catalizzare ogni decisione della nostra vita.
Quale quella più forte? Quale quella in grado di farci davvero andare verso un cambiamento?
Forse è più potente la fuga dal dolore ma rimane comunque qualcosa di soggettivo.
In questo senso vedo “Uno su due” come un teatro di vita, sentito e reale in continuo e costante equilibrio fra dramma e ironia.
Senza mai esagerare.

Al riparo dalla retorica il regista Cappuccio costruisce un dramma sincero sulle certezze che si sbriciolano, i bilanci che saltano e sulla fatidica seconda chance che la vita concede per apprezzare le cose più autentiche.
La sinfonia di crisi familiari, generazionali ed esistenziali porta alla voglia di rapporti autentici e alla condivisione delle emozioni della vita.

Rifletto quanto sia importante, per avere rapporti duraturi e di crescita, raccontare nel divenire ciò che proviamo; quanto sia decisivo comunicare a chi ci sta vicino i nostri desideri e le nostre emozioni: ognuno di noi non è qualcosa di statico e non può pretendere di essere intuito di volta in volta o capito una volta per tutte.

Se poi è vero che esiste una seconda chance non lo so … meglio darsi comunque da fare fino a che la vita non ha ancora troppo deciso o, per lo meno, è in “camera di consiglio”.

sabato 20 ottobre 2007

UN SACCHETTO CHE CONTENEVA ANCHE IL CAFFE'

Vieni a sapere di una strage nel Tribunale dove hai passato due anni da praticante avvocato.
Sapete già tutto.
Lui, in sede di separazione, spara e uccide la moglie. Le forze dell’ordine intervengono colpendo a morte l’attentatore … ci sono altri feriti, alcuni irreversibilmente.
Colleghi presenti ti raccontano tre cose disordinate e incerte;
… dopo un secondo parli, tra te e te, dell’omicida come del demonio, del diavolo …
Lui è un assassino. Punto.
A capo.

Dopo qualche tempo, 48 ore forse, di notte, accendi la tv .
Sua figlia diciassettenne, albanese con un italiano migliore del tuo, ti racconta tutto l’opposto.
Parla del momento di follia ma difende il papà, incensurato e cittadino modello.
“Chiedeva aiuto da anni e, costantemente, tutti lo hanno ignorato” …
Notate, la figlia DICIASSETTENNE che due giorni prima, in un colpo solo e per quel gesto, ha perso mamma e papà.
Racconta la storia della loro famiglia. Di come quell’uomo, capace di un’impresa così orribile, avesse sino a quel momento allevato, cresciuto e mantenuto due figlie praticamente da solo, senza collaborazione della di lui compagna, in un paese straniero e lontano dalle sue radici. Usciva di casa la mattina all’alba per andare a lavorare con la pausa pranzo in un sacchetto.
Un sacchetto che conteneva anche il caffè, fondamentale per risparmiare qualche euro in più che sarebbe servito a far studiare le sue due bambine.

La storia del caffè mi fa piangere un sacco.

L’altro giorno vi parlavo di quanto possa essere, per tutti noi, emotivamente pazzesco conoscere l’altro dall’interno.

Il “non giudicare” ce lo ripetiamo tutti, di tanto in tanto … poi, inevitabilmente, ci si ricasca.
A quel patacca del Pibe è capitato ancora una volta.
A quel patacca del Pibe che adora "Radio Freccia" quando il suo protagonista chiude con "credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri."


A volte mi chiedo che fine avrei fatto se non fossi vissuto in un festival di privilegi.
Spesso la risposta mi fa paura.
A volte mi sento bravo per quello che faccio.
Spesso, dopo schiaffi come quello di stasera, me ne pento.

Stanotte non ho proprio certezze ma solo un cammino da seguire.
Penso sia comunque tanto.

Ciao

mercoledì 17 ottobre 2007

Quando l'altro diventa prossimo (?) ...

Questo blog è attento ai sogni, ai risulati, alle vision. Tutta questa storia avrà, però, senso solo e soltanto se avremo persone con cui condividerla intorno a noi.

Ieri mentre volavo alla volta di Napoli mi sono gustato un articolo dell’amico interista Marco Truzzi, nato nel down town del Principato di Correggio e, per intanto, autore di “Caffè Hal, Tel Aviv. Tutto quello che è successo al Signor T.B.” Ed. Diabasis.Una chicca cristallina!

Marco scrive di paura. Lo fa citando l’autore israeliano David Grossman “perché quando abbiamo conosciuto l’altro dall’interno, da quel momento non possiamo più essere completamente indifferenti a lui. Ci risulterà difficile rinnegarlo del tutto. Fare come se fosse una NON persona. Non potremo più fuggire dalla sua sofferenza, dalla sua ragione, dalla sua storia. E forse diventeremo più indulgenti con i suoi errori”.

Ora -prosegue Marco- attenzione: Grossman ha avuto un figlio Uri, poco più che ventenne, militare di leva, ucciso dai razzi degli hezbollah libanesi, la scorsa estate. Eppure scrive queste cose in un piccolo libro straordinario, da poco edito in Italia da Mondadori: “Con gli occhi del nemico”.
Questo mettersi nei panni dell’altro , non significa genericamente amare il nemico, queste son cose troppo grandi e difficili, che forse non fanno per noi. Vuol dire, invece, tentare di entrare nei meccanismi che regolano la logica interna di quelli che le occasioni ci mettono di fronte come nemici.
Ed è solo in questo senso che l’altro diventa prossimo.


Null'altro da aggiungere per oggi.
Ciao

domenica 14 ottobre 2007

SULLE STRADE DI DORANDO PIBE PIETRI



Sto mantenendo fede ad un proposito già esplicitato su questo blog.
Corro. Due o tre volte alla settimana corro.
Mi dissero anni fa che la fatica di questa disciplina è allenante anche per la forza di volontà. Non so; mi piace pensare che sia vero!
Sapete, quando corro penso a correre e basta: una testa piena di pensieri pesa di più e si fa sentire quando hai poca benzina.

Sveglia di buon ora per affrontare la prima distanza “importante”.
11 km e 600 metri.
Colazioncina energetica e partenza ufficiale alle 9.00 sulla strade di Dorando Pietri che nacque a Mandrio, una piccola frazione del Principato di Correggio.
Ecco appunto, Dorando Pietri: atleta passato alla storia per il drammatico epilogo della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908: tagliò per primo il traguardo, sorretto dai giudici di gara che l'avevano soccorso dopo averlo visto barcollare più volte, stremato dalla fatica. A causa di quell'aiuto fu squalificato e perse la medaglia d'oro, ma le immagini e il racconto del suo arrivo, facendo il giro del mondo e superando la cronaca viva di quei giorni, lo hanno consegnato alla storia dell'atletica leggera.

Wow, romanticismo a livelli altissimi.

Un grazie ai compagni di viaggio Bindi, Tondo ed Enrico.
Un abbraccio di riconoscenza al maestro Mo.

Ho concluso con un rispettoso 57’30” mantenendo i ritmi desiderati per questo inizio di preparazione.
Concludo questo post pensando che amo correre: è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni.
Ed è per questo che, presto o tardi, preparerò una maratona.

Appuntamento a domenica prossima in quel di Carpi per una 9 km.

Ciao

sabato 13 ottobre 2007

LA DOMANDA GIUSTA

Provate ad indovinare…
Sono in biblio da stamattina.
Breve pausa pranzo.
…qualche anno fa non era così ma ora lo studio del sabato è quello che prediligo.
Produco di più e sono, solitamente, più rilassato.

Sin da bambino, tra l’altro, ho adorato particolarmente questo giorno.
Senza andare a tirar fuori Leopardi e il suo glam villaggio rimango affascinato dai riti del sabato; parlo sia delle abitudini personali che di quelle più generali, quelle più nazional/popolari, per intenderci.
Lo shopping, i lavori domestici, l’accompagnare un bimbo alla partita, un buon libro, un buon cd, la cura di sé...la lista potrebbe essere infinita.
Per me da anni c’e’ il giretto canonico in negozio dalla Titti: quattro gag con lei e un paio con le clienti di sempre.

Poi, chissà perché, è in questo giorno che mi sento più in vena di pormi domande, quelle giuste intendo. E’ un’abitudine che non so se considerare innata o meno ma la coltivo da sempre, credendoci da matti.

L’efficacia esemplificativa nel porre la domanda giusta è dimostrata, credo, dall’esempio del ragazzino che fu aggredito, un giorno, da un altro coetaneo prepotente. Leggevo, giusto ieri, che giurando vendetta, egli si procurò una pistola e affrontò il suo persecutore.
Però, poco prima di premere il grilletto, si domandò “che cosa mi succederà se sparo?”.
Un’immagine ancor più dolorosa di qualsiasi altra si focalizzò nella sua mente e visualizzò la sua vita in galera.
Cambiò mira e sparò, invece, contro un albero.
Questa è, in due parole, la storia di Bo Jackson (leggendario campione americano divenuto famoso sia nel baseball che nel football, ndp –nota del Pibe-).
Un cambiamento di mira, ancora una volta una DECISIONE, probabilmente creò la differenza tra un giovane senza futuro ed un giovane che un giorno sarebbe diventato un mito.

Quali sono le domande che hanno il potere di cambiare il nostro destino e che potremmo porci oggi, tranquillo sabato di inizio Autunno?

Vi abbraccio tanto!
Olè

venerdì 12 ottobre 2007

POCHE REGOLE

Oggi bibliotechizzo sino a sera.
Domani idem...
Bene così.

Nell'ultimo post vi ho anticipato che avrei detto la mia sui rapporti interpersonali, o comunque su un aspetto in particolare di essi.

Ritengo che molte regole e molti "paletti" possano rendere la vita insopportabile.
... una frase che mi ripeto spesso di questi tempi è che "non si devono avere troppe regole".
Perchè?
Con così tanti individui e personalità che gravitano intorno alla nostra vita, la logica dice che, se ci sono troppe regole, qualcuno ne infrangerà una ad ogni ora della giornata condannandoci a vivere in un costante stato di stress.
Non sarebbe più intelligente sceglierne poche ma buone?....solo quelle più importanti?

Ci risentiamo di certo in itinere ma, per intanto, buon week end a tutti!
Olè

giovedì 11 ottobre 2007

RIGENERARSI

“Non si può trasformare il buio in luce e l’apatia in movimento senza emozione” Carl Jung

E’ da domenica che manco sul blog.
Chiedo venia.
Non posso proprio dirmi appagato ma almeno compiaciuto si; se mi guardo indietro vedo che in soli tre giorni sono successe ed ho fatto un sacco di cose.
La settimana è iniziata con tanto studio e con una corsettina tranquilla in combriccola di Marco (8,5 km in 44’22’’ di piacevole chiacchiericcio).

Ieri, ovviamente, sono stato dal Genga in quel di Napoli e oggi summit stupendo al Catullo di Verona con il mio amico Pietro, avvocato preparatissimo: in poche ore abbiamo organizzato, nel modo più professionale possibile, l’attacco alle sei materie per l’orale.

Vivo in uno stato di costante entusiasmo, per scelta e per genesi. Di tanto in tanto, però, attingere all’esterno fa bene, rigenera e serve a ricaricarsi: questa opportunità mi è stata data leggendo una mail ieri notte … regalo incredibile! … mi sento ancora una volta più responsabilizzato che mai!

Bene così.

… vorrei ora parlarvi di alcuni ragionamenti fatti sui rapporti interpersonali ma è tardi …
Lo farò domani in pausa studio …

Buona notte!

domenica 7 ottobre 2007

CONVINZIONI COSTANTI

La nostra immaginazione è di gran lunga più potente della nostra forza di volontà.

Sprigionata, essa fornisce un senso di certezza ed una visione così persistente che va ben oltre a qualunque limitazione passata.

Leggevo come Andre Agassi, alla tenera età di 10 anni, avesse già vinto Wimbledon migliaia di volte prima ... nella sua mente.
Le sue convinzioni costanti e vivide di vittoria gli davano la certezza interiore che quel desiderio si sarebbe compiuto realmente nell'estate del 1992.

Quali sono i sogni che potremmo realizzare tramite l'uso costante della nostra immaginazione?
Io ne ho in mente almeno un paio e stasera me li gusto!

Buon settimanino!

sabato 6 ottobre 2007

PICCOLI MIGLIORAMENTI

Solo due pensierini prima della buonanotte, all'alba di questo week end.
Un pubblico grazie al Ginger per i consigli e la consulenza sulla gestione grafica di questo blog!
Sei davvero un amico ...

Ora comincio con considerazioni disordinate e sparse: una specie di brainstorming.

Stavo riflettendo rigurado ai momenti in cui mi sento sicuro ed appagato: quegli istanti, ho concluso, esistono quando vivo il privilegio della consapevolezza che, in qualche modo, mi sto migliorando costantemente.

Mi piacerebbe che questo concetto appartenesse per davvero alla mia esistenza: cominciare a non preoccuparmi di mantenere la qualità della mia via, perchè tutti i giorni lavoro (e studio) per migliorarla.

Sapete, uno dei segreti del successo del leggendario allenatore di basket Pat Riley è il suo impegno verso il miglioramento graduale, passo per passo.
Nel 1986 si trovò di fronte ad una vera sfida: la sua squadra pensava di aver giocato al meglio, ma ebbe una piazzamento inferiore rispetto alla stagione precedente.
Per ispirare i suoi atleti alla promozione verso un livello superiore, lui li convinse che aumentando le loro azioni di un minuscolo 1% in cinque zone chiave, avrebbero ottenuto una grande differenza.

La cosa geniale fu la semplicità del suo piano: tutti si sentirono in grado di farcela.
Ogni giocatore doveva dedicarsi ad un aumento del solo 5%, ma moltiplicato per i dodici componenti del team, produsse un upgrade per l'intera squadra del 60%...la migliore stagione in assoluto!

Che cosa potrei, che cosa potremmo noi se facessimo piccoli ma costanti miglioramenti?

Ciao

giovedì 4 ottobre 2007

UOMINI E DONNE

Eccovi un filmatino per 5 minuti di evasione a livelli esagerati....
Sto ancora ridendo come un cretino! ;-) Olè

ATTEGGIAMENTO

Ieri una Napoli esagerata in bellezza ha mantenuto ogni promessa.
Oggi giornata non incredibile; piena di discernimenti.

38 minuti di buona corsa, stavolta in solitaria.

Gratificato dal Celtic ;-)

Mi aspettano mesi di duro studio…Ci saranno momenti di down e di sconforto; perchè no, anche di paura, è fisiologico.
Proprio ora sto decidendo di intraprendere questa avventura senza tralasciare ogni opportunità.
Voglio dare tutto!
Sento ora l’atteggiamento rispetto alle sfide come una piccola cosa che fa una grande differenza.

Dentro un ring o fuori non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere per terra. (Muhammad -pibe- Alì)

Un abbraccio a chi passa di qui...
Ora brandifico....olè!

lunedì 1 ottobre 2007

CHI SONO I VOSTRI EROI?

Domani ricomincia l’avventura partenopea.
Si continua a rincorrere il sogno del notariato.
Sono entusiasta, felice e allo stesso tempo vivo una piccola frustrazione; di questi tempi dovrò concentrarmi sull’orale per diventare avvocato.
A momenti mi comunicano la data…sarà impegnativo gestire entrambe le cose cercando di rimanere su livelli importanti di preparazione. Darò tutto!

Stasera, dopo ottimi 44 minuti di corsa con Caffo, nel riordinare idee, sala e cucina mi chiedevo come fa una persona a fare la differenza …
La storia del mondo è semplicemente la cronaca di un piccolo numero di persone ordinarie che avevano straordinari livelli di impegno.
Quegli individui che avevano il potere di creare una differenza significativa nella qualità della nostra vita, sono gli uomini e le donne che noi chiamiamo eroi.
Chi sono i vostri eroi?

Torniamo al presente. A Napoli e a quello che questa città, piena di contraddizioni e magia, mi sta dando con la sua gente, il notaio Genghini, il suo babbo, l’Elia e tutti gli incontri che, oramai da mesi, sono amicizie importanti…ad oggi certezze della mia vita.

“Si dica, si racconti o si dipinga quel che si vuole ma qui ogni attesa è superata. Queste rive, golfi, insenature… Siano perdonati tutti coloro che a Napoli escono di senno!” (J.W. Goethe)

Vi abbraccio tanto!
Ciao