mercoledì 28 novembre 2007

EMPATIE E TENEREZZA

Tra poco è Dicembre…succederanno tante cose questo mese.
Della più importante scriverò alla prima alba dell’uno.

Siamo in Avvento (dal latino Adventus. Letteralmente significa venuta).
Quando ero piccolo sentivo riecheggiare spesso questa parola portatrice di vita, carica di spirito e speranza.

Immagino un vecchio signore affacciato alla finestra dell’ospizio mentre guarda la strada affollata.
E’ solo. Non so come si sente dentro. Subito non capisco.
E’ la vigilia di Natale.
Luci, macchine, rumori…
Il suo sguardo si ferma attratto e, ben presto, comprendo che tutto questo lo fa godere dentro: gli ricorda quando da bambino anche lui andava con suo papà per la strada a vedere i negozi illuminati e si beava di tutto ciò che vedeva.
Ora è vecchio e anche i suoi bambini sono cresciuti. Il mondo è sempre più rumoroso, si sente sempre più escluso da esso.
Si commuove ma tutto sommato, non rimpiange di aver aperto la finestra per sognare un po’: chissà, forse i suoi nipotini sono ora per strada ad ammirare le luci di Natale.

Ed io ho appreso da lui la strada della riconoscenza, la via del godere di quello che ha ricevuto nel passato della sua vita lasciando trionfare, al posto della rabbia per il tempo che passa, la voglia e la capacità di provare empatie e tenerezza.
Empatie e tenerezza.

lunedì 26 novembre 2007

IL GEOMETRA DAL CHIMONO D'ORO

Questo blog ama raccontare le storie di sport.
Magari partenopee ;-)

Se avete letto "Napoli nel sangue" di Jacopo Fo conoscete la straordinaria storia di Pino Maddaloni, geometra di Scampia (Napoli), campione di judo alle Olimpiadi di Sidney nel 2000.
Ve lo ricordate?
Sapete, da allora e' diventato un "simbolo", il "maestro" di molti ragazzi che vivono nei quartieri "difficili" della citta'.

E' stato testimonial per trasformare una villa confiscata ai boss della camorra in una ludoteca, gira per le scuole spiegando ai ragazzi i valori dello sport (dello sport!!!) e del judo, ha donato in beneficenza i proventi della vendita di 12 dei suoi chimono, e' diventato una statuina nei presepi degli artigiani di San Gregorio Armeno, ma soprattutto ha messo a punto il "Percorso Maddaloni", un programma sociale, basato sul judo, che oggi coinvolge 270 ragazzi dai tre anni in su. Pino trasmette con passione i valori di questa arte marziale: lealta', rispetto per se stessi e per l'avversario, dialogo, socialita', sacrificio.

Ora sta lavorando a un nuovo progetto che si chiama "Palestre aperte" e mira al coinvolgimento di 400/500 ragazzi di Secondigliano, Miano e Don Guanella, che potranno frequentare le lezioni di judo gratuitamente. La Regione sembra aver dato la propria disponibilita' a finanziare il progetto.

Dal Brasile gli hanno offerto 2mila euro al mese per andare lì ad allenarsi in previsione delle Olimpiadi di Pechino, ma il geometra dal chimono d'oro li ha stesi.

Buon settimanino! Olè

domenica 25 novembre 2007

LA SINDROME DEL BLACKBERRY FANTASMA

Vi capita mai di avvertire la vibrazione del telefonino anche quando non ce lo avete in tasca o non sta vibrando?
Forse siete affetti da quella che chiamano "sindrome del Blackberry fantasma".
Usiamo così tanto il cellulare che e' diventato parte di noi.
Secondo un'altra teoria si tratta invece di un meccanismo di gratificazione, inconsciamente ci fa piacere ricevere telefonate e messaggini.

Uso il telefonino tantissimo. Ultimamente anche di più. E’ praticamente andato anche a sostituire l’agenda.
Un supporto di tutela che è con me costantemente.
Mi aiuta nella gestione del tempo. Mi ricorda costantemente che ho scelto di dare delle priorità: le cose importanti devono avere la meglio su quelle urgenti.
Scelta ad oggi vincente.
Vorrei scrivere che fra qualche tempo, magari una volta dato l’orale, farò un paio di giorni di sano distacco e disintossicazione ma onestamente non sarà cosi… anche se una dichiarazione in tal senso sarebbe piena di allure ;-)

Domani pomeriggio sfoggio la biblio di Carpi che è aperta di domenica.
Sotto sera dovrebbero arrivare rinforzi per un aperitivino in amicizia. Olè

mercoledì 21 novembre 2007

IN SECONDA FILA E' MEGLIO

Sottotitolo: “Perché abbiamo appiccicato il naso di fronte al particolare di un’opera d’arte, che è questa vita, e siamo incapaci di comprendere l’intero disegno”

In queste giornate un po’ uguali a loro stesse ho poche cose da raccontare.
Poco male.
Mi rimangono tante cose da dire; forzatamente distaccato dalla “dignità mondana” e coccolato da 28 “musikine gaetanee” che rindondano come un mantra.

Sei Ottave, Ti ti ti ti, Spendi Spandi Effendi, Glu Glu, Resta Vile Maschio Dove Sei...poi le solite note, alcune le vedete linkate qui sopra...

Il momento paraprofessionale mi chiede questo.
Questo distacco che mi porta ad avere tempo per uno spazio interiore sempre facilmente atrofizzabile.
Erano anni che non mi estraniavo da certi contesti.
E’ dura ma è anche un viaggio pazzesco.
Se non prendiamo distanza dalle cose non possiamo capirle: le vediamo, ne prendiamo atto, ci accorgiamo che ci sono, ma ancora non le abbiamo fatte nostre nel loro significato.
Eccovi una prova: visito un palazzo, visito le sue stanze e poi faccio un glam giro intorno al suo perimetro. Ma se voglio veramente capirlo e apprezzarlo, devo prenderne le distanze: da lontano, dal fondo del viale c’è di certo una prospettiva privilegiata e quel palazzo apparirà in tutta la sua beltà e armonia perché inserito in un panorama più ampio.
Ok, non troppo in là….altrimenti sfuma tutto.
Lo spazio intermedio quindi…
Il palazzo è sempre quello ma il contesto lo ha arricchito di significato.

E’ poi vero che non conta solo il panorama, conta anche il mio stato d’animo, ma questo è un altro post ;-)

Può darsi che mi sbagli ma stasera mi piace pensare che per capire la realtà occorra (anche) distaccarsene, almeno un po’.
Nella cultura dell’immediato corriamo sempre il rischio di vedere le cose troppo da vicino per poterle interpretare; a volte sento che viviamo in una cultura senza aspirazioni e con solo impressioni parziali.

Strano davvero!Conoscere significa estrarre un significato della realtà che non è, però, immediatamente visibile.Non sta in prima fila.
Un atto buono non si lascia riconoscere a prima vista; solo la nostra passione per il bene sarà capace di ravvisare in quell’atto la sua bontà in ombra.
Un’opera d’arte può esser bella a prima vista, ma l’occhio appassionato vi scorge una bellezza ad altri inaccessibile. Buonanotte.

lunedì 19 novembre 2007

PASSAPORTO PER UNA VITA FELICE


Riprendo una tematica a cui ho fatto la tangente nel post del 13 Ottobre.
Evidentemente mi appartiene.
Il pretesto lo prendo dal calciatore Julio Gonzales.
Provo un brivido esagerato in bellezza quando rivivo lo sport come esempio, come l'allegoria perfetta di mille significati a cui attingere.
Di questi tempi poi...

Una storia a lieto fine la sua: in pochi avrebbero giurato nel suo recupero (a causa di un incidente stradale gli era stato amputato il braccio sinistro). L'odissea di questo ragazzo, cominciata il 22 dicembre 2005 sulla A4, è terminata quando, lo scorso week end, ha saputo che avrebbe giocato dal primo minuto, nel campionato paraguaiano, contro l'Olimpia (la partita si conclusa 1-1). L'ex vicentino ha giostrato per 60 minuti, mostrandosi sempre pericoloso con tanto di tunnel, nonostante la menomazione.

Come fa un ragazzo del 1981 (!!!), praticamente sul tetto del mondo, a reagire ad una situazione così importante?
Come fa ad essere da esempio?
Come ha fatto a non deprimersi a livelli irreversibili?

La questione è che a volte non sappiamo come accedere al nostro personalissimo forziere.
A volte, più semplicemente cerchiamo le cose sbagliate.
A volte cerchiamo sicurezza quando avremmo invece bisogno di coraggio. Altre volte cerchiamo libertà quando ci troviamo in situazioni senza alternativa.

Le chiavi di lettura possono essere infinite. Di certo lui è stato in grado di porsi le domande giuste. Domande che lo hanno portato a prendere la decisione di rilanciare.
Di vivere la vita ad un livello più alto.
Non penso che Gonzales avesse la risposta pronta. E forse continua a non avercela ogni mattina quando si deve “organizzare” con una protesi.

Potrà farvi sorridere ma, probabilmente senza saperlo, il buon Marzullo è geniale quando chiede “ora si faccia una domanda e si dia una risposta”.

Cosa succederebbe se ci impegnassimo nell'imparare a fare a noi stessi (ed anche agli altri!) domande intelligenti e funzionali ai nostri scopi più profondi?
Se diventassimo bravi nella gestione di questa cosa il passaporto per una vita felice e appagante non sarebbe in mano soltanto a pochi.

Con affetto.

sabato 17 novembre 2007

PIBE, PREFERISCI LE BIONDE O LE MORE?

Il glamourissimo Digito, ancorchè nobile e sensibile penna informatica, mi chiede di partecipare ad un meme.
Non li amo ma farò, e volentieri, un’eccezione.
Mi invita a citare i miei 5 libri preferiti.
Sarà impossibile riuscirci.
Sarebbe come chiedermi: “Pibe, preferisci le bionde o le more?”…
Non sono mai riuscito a rispondere a questa domanda… mi piacciono belle. Punto.
Ci sono, però, certi elenchi che possono raccontarci.
Non so se è a tema ma sostengo, per esempio, che dal contenuto di un i-pod si possa intuire tanto del suo proprietario.
Dovrebbe essere così anche con la playlist di questo blog e, magari, con quanto segue.

Una breve premessa: per scelta non citerò alcun “classico”.
Un giorno parleremo precipuamente di loro.
Di certo quando avrò finito il festival di tutti i miei concorsi vorrei riprendere in mano come si deve la Divina Commedia, magari assecondato dall’aiuto di qualche buona anima.
Non sono i libri migliori che ho letto ma sono quelli che hanno inciso di più, quelli che hanno fatto la differenza.
Forse la bellezza è un'altra cosa, lo so.
Allora cominciamo.

1.INTELLIGENZA EMOTIVA Daniel Goleman ed. Bur
Si parla di perseveranza, empatia, attenzione agli altri.
Aristotele diceva che le emozioni hanno relazioni con l ‘apparato cognitivo perché si lasciano modificare dalla persuasione.

2.IL PICCOLO PRINCIPE Antoine de Saint-Exupéry ed.Bompiani
Con gli amici Cassio e Weah stiamo portando avanti un progetto che si chiama “il colore del grano”.
A buon intenditor...
Libro da leggere e rileggere.

3. VIVERE AMARE CAPIRSI Leo Buscaglia ed.Mondadori
L’amore si impara, come qualunque cosa nella vita. Non è definibile a parole, è piuttosto un modo di vivere, di essere e di sentirsi vivi. Se si assimila questo concetto nella forma più piena si può alla fine ottenere dalla vita il premio più ambito: quello di essere completamente se stessi.

4.LE VOSTRE ZONE ERRONEE Wayne W. Dyer Ed. Bur
Leggendo si fa un’esperienza unica e decisiva.
“Tu sei la somma delle tue scelte. Il vivere nel presente ha una parte essenziale nella costruzione della felicità.”

5.UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA Tiziano Terzani Ed. Longanesi & C.
….qui di seguito un estratto….."Nel silenzio rotto solo dal frusciare della auto sull’asfalto bagnato della strada e da quello delle suore sul linoleum del corridoio, mi venne in mente un’immagine di me che da allora mi accompagna. Mi parve che tutta la mia vita fosse stata come su una giostra: fin dall’inizio m’era toccato il cavallo bianco e su quello avevo girato e dondolato a mio piacimento senza che mai, mai qualcuno fosse venuto a chiedermi il biglietto. No. Davvero il biglietto non ce l’avevo. Tutta la vita avevo viaggiato a ufo! Bene: ora passava il controllore, pagavo il dovuto e, se mi andava bene, magari riuscivo anche a fare… un altro giro di giostra.”

Buon week end e un abbraccio grande! Olè

giovedì 15 novembre 2007

SCACCO E SUCCESSO

Stasera relax con gli amici di sempre.
Partitina di campionato.
Non ho il tempo di allenarmi a dovere ma riesco a divertirmi e contribuire ugualmente: cinque gol e tanti dribbling nelle prime due uscite stagionali.
Chiedo venia ma non ho voglia, e neanche un po’, di approfondire gli accadimenti che stanno circondando il mondo del calcio.
Se continua così ho chiuso. Ho tante altre cose a cui pensare la domenica pomeriggio.
Qui e ora ho, invece, voglia di parlare di sport, di viverlo: pago il prezzo di essere irreale, idealista, fuori tempo massimo.

Echissenefrega!!!

Odio il suo mondo ma amo alla follia il gioco del calcio, il profumo di erba tagliata del campo di gioco in Primavera, lo spogliatoio, il mal di denti causato dalla troppa fatica e il senso del Paradiso dopo un gol o dopo aver fatto stupire qualcuno con una giocata.

Amore e disincanto intorno allo sport che ancora oggi mi dà tanto.

Disincanti, orgoglio, aneddoti, significati, piccoli grandi eroi dimenticati.
L’altra faccia del circo milionario è questa, quella che ho vissuto per anni, meno conosciuta e meno frequentata, dove il confine tra scacco e successo è troppo esile per venire accettato.
Ma non per essere gustato e raccontato.
Fino in fondo.
Con tutto me stesso.

martedì 13 novembre 2007

PAZZA IDEA

Da domani mattina sveglia un’ora prima per lo studio.
Pazza idea?
Provo così a rendere magici due mesi che saranno impegnativi e tutti in salita!

“Lo dicevamo spesso, anche nelle gite in montagna che bisogna sforzarsi di salire in alto, altrimenti non si capisce dove portano i sentieri sotto”, mi ha insegnato Enrico qualche anno fa.

Se siamo tanto fortunati da trovare il tipo di vita che ci piace, dovremmo trovare anche il coraggio di viverla.

lunedì 12 novembre 2007

SUCCEDE

Succede che poco dopo l’alba parti alla volta di Bologna con gli amici di sempre che per la cronaca sono Caffo e Cassio.
Fai quello che devi.
Passi poi per un negozio.
Vivi un pranzettino tanto frugale quanto gratificante.
…neanche tanto frugale, adesso che ci pensi meglio. Del resto, con quei due era quasi inevitabile.
Non hai la capacità di ringraziarli come sarebbe giusto: speri parlino da sè il tuo imbarazzo e i tuoi occhi felici. Magari anche questo post.
Ritorni in quel di Correggio.
Ti ritrovi nel cuore del pomeriggio ad avere già studiato tre ore.
Capisci quanto sia importante aver imparato ad usare il tempo come uno strumento e non come un divano.
Pensi, infine, di esserci riuscito avendo dato ascolto a tutti quei consiglieri, aiutanti ed amici che hai incontrato qua e là in 31 anni di vita, già definita disordinata e incerta.
Rifletti e concludi che i migliori non sono stati quelli che ti hanno detto come agire in certi casi specifici ma quelli che ti hanno dato, tirandolo fuori da sé, l'ardente spirito e desiderio di agire bene lasciandoti scoprire qual è il tuo dovere.

domenica 11 novembre 2007

UNA DOMENICA DI TRANSIZIONE ...

Domenica di piacevole transizione. Di riposo.
Mi sono gustato la casa.
Ho studiato un pochino.
Mi sono lasciato coccolare da qualche amicizia sparpagliata in giro per l’Italia.
Ho finito di leggere un libro pazzesco e, prima o poi, ve ne parlerò.
Ho guardato distrattamente le partite dando un’occhiata ad un tot di riviste patinate.

E' appena andata via un'amica: ha voluto raccontarmi un paio di cose che nella sua vita proprio non vanno … Mi ha spiegato tutto con precisione notarile … parlava in terza persona, era distaccata: sembrava fosse davanti alla commissione d’esame il giorno della maturità.
Poi, piano piano, si è lasciata andare regalandosi un pianto di quelli che capitano solo una volta ogni tanto…
Semplicemente ha pianto.
Ve lo racconto perché recentemente ho avuto agio di leggere uno studio sul pianto in età adulta.
Le ricerche degli scienziati sono valse ad accertare che le lacrime sparse in momenti di forte emozione contengono una delle sostanze chimiche prodotte dal cervello, nota come cancellatrice del dolore. Pertanto, sarebbe opportuno incoraggiare le lacrime, nei momenti un po’ patacca.
Quando siamo in preda all’angoscia ci è di scarso conforto sentirci dire che “anche questa passerà”, che “tutto serve per crescere”…e così via.
Nel frattempo, nulla dà più sollievo di un buon pianto liberatorio.

... chi non sa piangere senza ritegno, non sa nemmeno ridere ed è mia convizione profonda che non vi sia giorno più sprecato di quello in cui non abbiamo riso.

Come ho organizzato la serata già lo sapete; magari tra un’oretta mi gratifico preliminarmente con un aperitivino glam… OLè

venerdì 9 novembre 2007

MA IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU

Domenica e lunedì sera vivrò il privilegio di sentirmi italiano medio.
Orgoglio e fierezza per questo.
Cenino frugale, calice di vino rosso, divano e tv orientati come si deve, il cuore rivolto al passato; plaid che profuma di pulito, luci spente ma Lampe Berger accesa; solitudine cristallina. A Laura Chiatti e Kasia Smutniak un posto lo trovo.
Forse.
Predisposizione al viaggio interiore, che poi è passione.

Rai Uno, prima serata.
“Ma il cielo è sempre più blu”.
Canta il film su Salvatore Antonio Gaetano (noto ai più come Rino Gaetano).
Nato in quel di Crotone il 29 ottobre del 1950, si trasferì a Roma dieci anni dopo per motivi di lavoro dei genitori; nella città capitolina visse per tutto il resto della sua vita.
Purtroppo la di lui carriera si interruppe tragicamente con la sua morte, a soli trent'anni, in un incidente stradale avvenuto a Roma il 2 giugno 1981.

Rivivrò gli anni sessanta e settanta. Comincerò, infine, a sentire il profumo del decennio che vide Sandro Pertini esultare per l’urlo di Marco Tardelli ( altro che Munch;-).
Rimpiangerò, ancora una volta e serenamente, di non aver respirato quel ventennio.
Forse sta lì, in questo caso, la magia intrinseca, il fascino, la perfezione di quegli anni che vive in me: un po’ come quegli amori adolescenziali mai consumati, quelle passioni non corrisposte, superate ma mai appieno rimosse.
Ci sta, o no?
Come insegna Digito “la magia è in ogni angolo (l'universo è perfetto in ogni istante - Siddharta - H. Hesse), la magia è un'enorme antenna che trasmette in continuazione, siamo noi, i ricettori, che non riceviamo in continuazione”.

… e in quest’epoca, in un mondo che non mi piace più tanto, ho talvolta la necessità di attingere altrove per rilanciare, capire e migliorare la percezione della magia dell’epoca in cui vivo per poi scegliere, motivato e ogni mattina, in cosa e per cosa spendermi.

Ti abbraccio!

giovedì 8 novembre 2007

MAGIC MOMENT

Cos'è per te la MAGIA?
Che cosa c’è di magico nella tua vita?

Ha a che fare con l’arte o il teatro? Con la danza classica? Con lo sport?
Stai pensando a fatti o accadimenti inspiegabili?
Ad Harry Potter?

Penso che la magia abbia a che vedere con ognuno di noi, con la nostra sensibilità, le nostre risorse più “alte”; risorse alle quali, qualche volta, ci capita di accedere.

Immagina questo: stai parlando con una persona, come tante volte ti è capitato di fare, ti trovi bene con lei, parlate del più e del meno e, ad un certo punto, cominci a vivere delle sensazioni particolari.
Entri in uno stato di connessione profonda; una situazione normale diventa quasi “angelica”… Sei totalmente connesso con la persona che hai davanti: entri nei suoi occhi come se tutto intorno a voi non esistesse più; ci siete solo voi due, quegli occhi, quella magia.
Oppure questo: stai lavorando…stai facendo la cosa che più ti piace al mondo. Non lo puoi chiamare lavoro perché è la tua passione. Ti riesce facile, ti diverti, non finiresti mai e ti ci dedichi, anima e corpo, semplicemente perché ti piace.
Sei nel "tuo", come si dice, e tutto sembra non finire mai…il tempo scorre ma non te ne accorgi perché stai creando e contribuendo.
O ancora: ti stai dedicando al tuo sport preferito, quel giorno ti senti in forma, ti alleneresti per ore al massimo. Sei “nel flusso” di energia che ti permette di dare e ottenere il massimo con estrema facilità.

Non penso che tutto capiti per caso; ho la convinzione che, in qualche modo, noi contribuiamo a crearlo.
Tanto non dipende da noi, s'intende, ma non sarebbe triste e troppo riduttivo parlare di mere coincidenze o casualità?
Per lo meno mi piace pensare alla “causalità”.

;-)

mercoledì 7 novembre 2007

NIENTE PAURA...

Velocissimamente un saluto dalla glam biblio del down town di Correggio!
Ho mille cose da memorizzare, capire e saper ripetere.

A volte, spesso ultimamente, ho il terrore di non farcela..
Grazie a Dio ho gli strumenti per "saltarci fuori".

Non mi posso permettere di pensare troppo, di passare momenti dove gusto il mio essere trasognato; mi conosco…il rischio sarebbe quello di vagheggiare, mandare sms in giro per il mondo e mandarne altri ancora nell’attesa arrivi la risposta dai primi.


Mentre le musichine della play list cantano, vivo il privilegio dell’insofferenza ai miei stessi indugi e rimango proteso in avanti nella corsa sul cammino che ho scelto.



"...niente paura, ci pensa la vita mi han detto così ...niente paura si vede la luna perfino da qui"

martedì 6 novembre 2007

UN EROE SENZA GRIFFE MA PIENO DI ELEGANZA

Ai posteri apparterrà l'uomo che è stato nell'arena; l’uomo il cui viso, giorno per giorno, viveva segnato dalla polvere e dal sudore per la conquista del senso civile, laico o cristiano che fosse; a me rimane l’immagine di uno senza età; di un’ eroe senza griffe ma pieno di eleganza.
Penso ad Enzo Biagi.
Fuori dal tempo, da questo tempo purtroppo.
Penso a un uomo che, in quanto tale, sbaglia e può cadere ancora, perché non c'è conquista senza errore o debolezze.
Un giornalista che conosce il grande entusiasmo e la grande fede; che si adopera per una nobile causa, che tutt'al più conosce alla fine il trionfo delle alte mete, e che nel peggiore dei casi, se fallisce, cade almeno gloriosamente, cosicché il suo posto non sarà mai vicino alle anime pavide e paurose che non conoscono nè la vittoria nè la sconfitta.
Di certo un uomo che oggi può voltarsi indietro senza avere il rimorso di “non aver vissuto”.
Ancora una volta il cerchio della vita compie il suo giro di giostra e ci porta a riflettere su come spendere i gettoni che abbiamo a disposizione.
Ed io, da tutta questa storia, ne esco motivato.

Olè

lunedì 5 novembre 2007

NON SARA' MAI IL TEMPO OPPORTUNO

Scrivo ad un orario insolito.
Nel cuore del pomeriggio.
Solo un saluto volante.
Se mi proponete, in luogo dello studio e sino a sera, quattro schiaffoni al minuto vi giuro che accetto.
Scherzi a parte, ieri non ho fatto pausa e la stanchezza si sente.
Vabbè ... è proprio qui che ci si gioca tanto ... quindi scelgo di perseverare.

Ai tempi del mio “riscatto universitario” ho imparato a non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno.
-Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino-

Penso sia così in molti aspetti della nostra vita.
Buon settimanino e un abbraccio!

venerdì 2 novembre 2007

AUTOSTIMA E DINTORNI

“Chiunque conservi la capacità di cogliere la bellezza non sarà mai vecchio” ci insegna Franz Kafka.
Non ho mai fatto segreto con nessuno quanto la bellezza, in valore assoluto, mi affascini.
Quanto sia piacevolmente e consapevolmente succube di quella femminile quando questa arriva a livelli importanti.
E’ un dato di fatto. Ed è un dato che non voglio cambiare.
Penso sia doveroso voler bene alla propria immagine e cercare di migliorarla.
Abbonato a mille riviste patinate noto spesso, per contro, come i modelli ai quali siamo sottoposti non sono reali.
Guardate questo video:

In che modo l’autostima di un adolescente può uscirne rinforzata?
A chi si lamenta della propria autostima, Richard Bandler (cofondatore della PNL - Programmazione Neuro Linguistica) risponde: "ma tu cosa fai per meritare la tua stima?"
Provo a rispondere. Cosa facciamo noi per meritare la nostra stessa stima? Se non facciamo nulla per il quale ci possiamo sentire orgogliosi, come facciamo a stimarci? Se ci comportiamo in maniera meschinetta o mediocre, perchè dovremmo stimarci?
Forse basterebbe qualche piccola azione catapultata nella quotidianità per spostare gli equilibri.
Qualche esempio?
Fare o dire qualcosa ad una persona con il solo obiettivo di farla stare bene; rinunciare a qualcosa di piacevole in favore di qualcosa di più importante (ma meno piacevole); fare qualcosa di insolito che non si ha mai avuto il coraggio di fare prima… ecc …..continuate voi …..

Buonissimo week end, cento per cento Pibe