EMPATIE E TENEREZZA
Tra poco è Dicembre…succederanno tante cose questo mese.
Della più importante scriverò alla prima alba dell’uno.
Siamo in Avvento (dal latino Adventus. Letteralmente significa venuta).
Quando ero piccolo sentivo riecheggiare spesso questa parola portatrice di vita, carica di spirito e speranza.
Immagino un vecchio signore affacciato alla finestra dell’ospizio mentre guarda la strada affollata.
E’ solo. Non so come si sente dentro. Subito non capisco.
E’ la vigilia di Natale.
Luci, macchine, rumori…
Il suo sguardo si ferma attratto e, ben presto, comprendo che tutto questo lo fa godere dentro: gli ricorda quando da bambino anche lui andava con suo papà per la strada a vedere i negozi illuminati e si beava di tutto ciò che vedeva.
Ora è vecchio e anche i suoi bambini sono cresciuti. Il mondo è sempre più rumoroso, si sente sempre più escluso da esso.
Si commuove ma tutto sommato, non rimpiange di aver aperto la finestra per sognare un po’: chissà, forse i suoi nipotini sono ora per strada ad ammirare le luci di Natale.
Ed io ho appreso da lui la strada della riconoscenza, la via del godere di quello che ha ricevuto nel passato della sua vita lasciando trionfare, al posto della rabbia per il tempo che passa, la voglia e la capacità di provare empatie e tenerezza.
Empatie e tenerezza.

































