UN INDOVINO MI DISSE...
“Un indovino mi disse…”. Stanotte, rientrando a casa mi è venuto davanti, dalle mensole della mia cameretta all’ultimo piano del Borgo (n.14), il libro di Tiziano Terzani, straordinario eploratore, giornalista, viaggiatore ... tante vite in una, con la Toscana nel sangue e l’Asia nel cuore.
Lui, viaggiando per il mondo meno frequentato, s’imbattè un giorno in uno di quei personaggi che lo affascinavano, un santone. E questi gli disse: “Uomo, sei in pericolo, ma io ti salverò a un patto: che tu non prenda l’aereo per un anno, perché vedo due ali che si spezzano e tu morirai”. Non prendere l’aereo per un giornalista che viaggiava tra regioni sconfinate era come falciare il suo lavoro, ma Terzani eseguì il precetto, tornò al vecchio treno, fece viaggi interminabili, scoprì posti che non avrebbe mai visto, incontrò persone che mai sarebbero entrate nell’itinerario della sua vita. Fu felice per un anno e trasse da questa esperienza uno dei suoi libri più belli.
Io non ho incontrato nessun indovino ma mi piace accogliere ugualmente la parabola di Terzani, nella sua parte più edificante e proiettarla qui.
Chi di noi non ha mai sognato di incontrare qualcuno, una persona un pò magica intendo, qualcuno che al di là della fede, ci comparisse davanti per davvero e “ci indicasse la rotta”, almeno per un tratto di strada?
Se incontrassi anche io un indovino, forse, direbbe cose che in un mondo ricco, ingordo e crepuscolare risulterebbero quasi incomprensibili, parlerebbe di valori che non sono dollari, di gusto della vita che non si lega all'eccesso, parlerebbe tanto di divertimento e di rispetto.
Mi insegnerebbe che la nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati.
La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura.
E’ la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa.
Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo, non c’e’ nulla di illuminante nel rinchiudersi in sé stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure.
Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c’e’ dentro di noi, non è solo in alcuni di noi, è in tutti noi.
Se noi lasciamo la nostra luce splendere inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso.
Appena ci liberiamo dalla nostra paura la nostra presenza automaticamente libera gli altri.
Mi fermo, rileggo il post. Mi chiedo se Terzani quell’indovino l’ha incontrato per davvero. Concludo, però, che non è decisivo saperlo; di certo molto più semplicemente ci ha voluto insegnare che i miracoli esistono, ma ognuno deve essere l’artefice del proprio, talvolta rischiando di perdersi sulla strada di un viaggio impossibile piuttosto che non partire mai.
Buon week end con tutto il cuore dal vostro Pibe di Correggio!
































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