lunedì 31 dicembre 2007

tre, due, uno.....2008!!!!!!!!!!

Il testo lo trovo mirabile e, a poco più di mezz'oretta dal 2008, scelgo di portarmelo "di là" ... olè



Io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo anche quando sono solo

Sotto un cielo di stelle e di satelliti
Tra i colpevoli, le vittime e i superstiti
Un cane abbaia alla luna, un uomo guarda la sua mano
Sembra quella di suo padre quando da bambino
Lo prendeva come niente e lo sollevava su
Era bello il panorama visto dall’alto
Si gettava sulle cose prima del pensiero
La sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero

Ora la città un film straniero senza sottotitoli
Le scale da salire sono scivoli
Scivoli… scivoli… ghiaccio sulle cose
La tele dice che le strade sono pericolose
Ma l’unico pericolo che sento veramente
E’ quello di non riuscire più a sentire niente
Il profumo dei fiori, l’odore della città
Il suono dei motorini, il sapore della pizza

Le lacrime di una mamma, le idee di uno studente
Gli incroci impossibili in una piazza
Di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
…e rido …e piango
… e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
…e rido …e piango
… e mi fondo con il cielo e con il fango

La città è un film straniero senza sottotitoli
Una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
Come stai? Quanto costa? Che ore sono?
Che succede? Che si dice? Chi ci crede allora ci si vede?
Ci si sente soli dalla parte del bersaglio
E diventi un appestato quando fai uno sbaglio
Un cartello di 6 metri dice “è tutto intorno a te”
Ma ti guardi intorno e invece non c’è niente!

Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
E una musica che pompa il sangue nelle vene che
Fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
Di smettere di lamentarsi
Che l’unico pericolo che senti veramente
E’ quello di non riuscire più a sentire niente (di non riuscire più a sentire niente)

Il battito di un cuore dentro al petto
La passione che fa crescere un progetto
L’appetito, la sete, l’evoluzione in atto
L’energia che si scatena in un contatto

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
…e rido …e piango
… e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
…e rido …e piango
… e mi fondo con il cielo e con il fango

… e mi fondo con il cielo e con il fango
… e mi fondo con il cielo e con il fango

sabato 22 dicembre 2007

DEDICATO A TE

Stai leggendo, sei seduto o seduta tranquillamente per vedere se c’è qualcosa di nuovo.
Sei davanti alle solite righe disordinate e incerte del Pibe, e dai… ;-)
Ti rendi conto che sono righe di parole messe insieme con uno scopo particolare…Probabilmente legate tra loro da un significato più profondo di un qualcosa che superficialmente non riesci a fare tuo.

Inspira profondamente e mentre espiri rilassati. A occhi aperti, mentre leggi e ascolti una musikina del blog.
Nota le sensazioni che stai provando, non importa quali.
Queste sensazioni sono presenti in diversi punti del tuo corpo.
Mentre ti concentri su quei punti la tua respirazione cambia; ed è il cambiamento piacevole che ti permette di arrivare a quel punto in cui le sensazioni sono più forti rispetto alle altre.

E’ come la storia di quell’uomo che passava il tempo davanti al computer a lavorare, a curiosare in quel sito, in questo blog e davanti ad un post(o) strano imparava e si rendeva conto che quel che leggeva, anche se lì per lì poteva non avere senso, un senso ce l’aveva…non subito…non razionalmente…
Lavorava ad un livello profondo.

Quest’uomo ne era consapevole, tant’è che oltre a domande, e a ragionamenti, a volte un sorriso si dipingeva sulla sua bocca.

Provando questo sapeva che avrebbe capito quel qualcosa in più, quel qualcosa che gli serviva esattamente in quell’ambito della sua vita che voleva migliorare.
Sapeva che, più si avvicinava la fine di quello che stava leggendo, più una nuova consapevolezza avrebbe migliorato la sua giornata, magari la sua vita…e l’avrebbe fatto con grazia, facilità e gioia.

L’uomo finì di leggere e la sua mente, all’improvviso, partorì una domanda:
“Che cosa posso capire da quanto ho letto?”
Al che ricordò perfettamente una frase: “non cercare le risposte, lascia che ti arrivino.”

Fuori governava sovrano il freddo invernale. La nebbiolina, le luci per strada, qualche sorriso in più lo riportavano ad una piacevole malinconia del passato.
Il Natale, nel frattempo diventato businness e consumismo, continuava a piacergli, continuava a piacergli quello che rappresentava per lui.

Sarà stata l'atmosfera fatata che lo rendeva euforico ed entusiasta; sta di fatto che si affidò a quel consiglio e ricominciò la sua giornata come aveva sempre fatto.
Solo che da quella volta si era generata una consapevolezza nuova: avrebbe vissuto nel miglior modo possibile, e l’avrebbe fatto fino alla fine.

Buon Natale!

lunedì 17 dicembre 2007

A PRIMA SVISTA

Giornata fantastica.
Alcune cose qui non girano per nulla, altre sono perfette.
Stamattina mi sono alzato entusiasta.
Sono venuti a trovarmi, direttamente da Lecco, Andrea e Priscilla…ore stupende…loro sono fantastici.
In poche ore abbiamo fatto un giro di giostra correggese.

Parlando di concorsi.
… e di esami di Stato.
E dei glamourissimi bimbi Chicco e Pietro, passando per un po’ di mondanità prossima ventura.
Da poco meno di un anno io e Andre ci divertiamo a motivarci a vicenda…entrambi, penso, con buoni risultati…

Ancora una volta brandifico con la consapevolezza di quanto sia bello rincorrere a fianco di amici sogni che, a prima (s)vista, potrebbero sembrare meramente individuali.

Olè

sabato 15 dicembre 2007

ECCITANTI ASPETTATIVE

Il vero motivo per raggiungere uno scopo è ciò che ci fa diventare un essere migliore mentre lo perseguiamo.
Mi sa che l’avevo già scritto qualche tempo fa…e allora lo ribadisco, anche se in maniera diversa.
Chi diventiamo come persona è il premio migliore. Non lo scopo intrinsecamente.
Adesso, dopo essermi gustato un po’ di “interviste barbariche”, ripassato diritto internazionale privato, letto Vanity Fair e sfogliato Vogue, mi prendo un momento…mi è venuta voglia di scrivere tutti i tratti del mio carattere, abilità e capacità, attitudini e valori che voglio sviluppare per realizzare un po’ di sogni.
Mi aspetta una mezz’oretta a suo modo divertente.
…proprio a suo modo però…
Perché, se potessi scegliere sine sensi di colpa, ora sarei a folleggiare in un qualche locale visto e rivisto alla volta di qualche universitaria compiacente (ma de che!?) con drink in mano dalla bollicina sgarzolina sgarzolina.

C’e’ un altro aspetto che trapassa la di mia mente patacca.
Eccolo.
Molte gente, appena uno ha un entusiasmo, un sogno, uno scopo, arriva e ti dice: “sii realistico”.
Io, al di là della buona fede del mittente di questo consiglio, penso che chi parla in questo modo stia vivendo in uno stato di paura. Magari a causa di delusioni passate o di fallimenti avuti.
Spesso abbiamo paura di essere delusi un’altra volta.
Per contro, tutte le persone che posso considerare miei maestri, raramente erano, o sono tutt’ora, considerate “realistiche” dai più. Tutte comunque precise e intelligenti.

Quali sono le convinzioni realistiche che potremmo evitare?
Quali sono alcune eccitanti, nuove, poco realistiche ma possibili, aspettative che possiamo cogliere?

Buon week end!

martedì 11 dicembre 2007

DOV'E' L'OPPORTUNITA', QUAL E' LA LEZIONE?

Cosa siamo disposti a pagare, cosa siamo disposti a sopportare per ottenere ciò che vogliamo?
Come facciamo a “sopportare” la fatica del “prezzo” che dichiariamo a noi stessi di voler pagare?

Penso alle mie ore notturne di studio. Anche quelle che vorrei venissero alla fine di questo post :-)
Penso alla sofferenza degli sportivi, mi coccolo nel ricordo dei sacrifici negli allenamenti quando il calcio, con tutte le sue allegorie, era tutta la mi vita.
Il dolore fisico della corsa, il male sotto i denti, la fatica, il non poterne più, le urla del mister…
Sapete, le sofferenze di quegli istanti erano il trampolino per entrare in un mondo di sogni…tutti gli atleti di livello con i quali ho il privilegio di parlare mi ribadiscono di “...superare lo sforzo pensando a cosa mi serve quello sforzo”…

Questo si chiama glam link! Doppio link, link con i fiocchi!!

Persevero con il senso dell’Avvento e scrivo di Gesù… mi pare avesse uno scopo altissimo e solo grazie al pensiero di ciò che avrebbe realizzato è riuscito, come uomo, a sopportare tanto.

Noi abbiamo bisogno di esperire, di viverle per davvero determinate situazioni per crescere come persone, come individui.
Nel buddismo chiamano questo concetto karma.

Adoro ascoltare e leggere storie di uomini e donne di successo, di persone che hanno realizzato loro stesse e i loro sogni.
Penso di riuscire a determinare un denominatore comune tra loro: la persona che ha spessore umano, che staresti ad ascoltare per ore ha, di solito, toccato il fondo; spesso, per poter saltare in alto, ha dovuto piegare totalmente le gambe.
Tutta gente che nel momento di buio cristallino ha avuto la forza, gli strumenti e, perché no, la pazzia di chiedersi: “dov’e’ l’opportunità, qual è la lezione….?

…per stanotte basta così.
Vi abbraccio!

venerdì 7 dicembre 2007

UNA VERITA' ELEMENTARE

Questo è un periodo carico di tensione ma oltremodo felice.
Mi chiedo perché…

Ricordate quando a Parigi Lady Diana Spencer rimase vittima di un incidente automobilistico sotto il Pont de l'Alma assieme al suo compagno Dodi Al-Fayed?
Ricordate quando J. Frusciante si riunì ai Red Hot Chili Peppers dopo essersi disintossicato dall'eroina?
Ricordate, poi, quando un certo Marco Pantani vinse, il 2 Agosto 1998, anche il Tour de France centrando una storica doppietta riuscita solo ai più grandi ciclisti di tutti i tempi?
Ricordate "La vita è bella" di e con Roberto Benigni? Film pluripremiato alla 71esima edizione degli Academy Awards con tre Oscar: miglior film straniero, migliore colonna sonora e, primo non anglosassone nella storia, miglior attore protagonista.

Riflettiamo un attimo.
Insieme, se vi va.
Correva la fine degli anni novanta, più o meno dieci anni fa.
Dove eravamo a quel tempo? Che tipo di persona eravamo? Chi erano i nostri amici? Quali i nostri sogni e le nostre speranze? Se qualcuno ci avesse chiesto: “Dove sarai fra dieci o quindici anni?” che cosa avremmo risposto? Oggi siamo riusciti ad arrivare dove avremmo voluto allora?
Dieci anni passano in fretta, non è vero?
Ma soprattutto dovremmo forse chiederci: “Come vivrò i miei prossimi dieci anni? Che cosa posso fare oggi per influire sul mio futuro?

Penso che la vita di ognuno possa essere rivoluzionata in poco.
Anche in meno di un anno!
Anzi, la nostra vita penso possa cambiare anche in un solo giorno! Non quello in cui decidiamo quanto ci piacerebbe avere, fare, diventare …. Ma il giorno in cui decidiamo che cosa siamo impegnati a essere e diventare e che cosa siamo impegnati ad avere.
La differenza è semplice ma essenziale!
Interessarsi a qualcosa è una mera e debole preghiera…ben diverso impegnarvisi!
Perché non lo facciamo?
Rispondo per me, ovviamente….perchè sono troppo spesso occupato ad accampare scuse!
Non esiste nulla di più glam che la proverbiale e innegabile capacità dell’uomo a elevare la sua vita ad uno sforzo consapevole magari strumentalizzando l’abitudine , la quale può essere il migliore servo o il peggiore dei padroni.
L’uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere.
Allora, oggi, il vostro Pibe scanzonato e sognatore, ancorchè motivatissimo, vi saluta con un brocardino glam di un certo Johann Wolfgang Goethe: “Riguardo a tutte le azioni di iniziativa e di creazione c’e’ una verità elementare: appena uno si impegna a fondo, anche la Provvidenza si muove”.
Scusate l’ottimismo da quattro soldi ma questo è quanto, davvero sinceramente! ;-)

mercoledì 5 dicembre 2007

SOGNI DI ROCK'N ROLL

Da Lunedì siamo tornati sulla cresta dell’onda dello studio.
Anche stasera mi riguarderò la prima parte delle obbligazioni.

Stanotte ho sognato di avere un Codice Civile ambulante al posto della testa…
La "tragedia" è che mi sono svegliato ridendo e stupito perché non sapevo se fosse della Giuffrè o della Simone.
Enne ci esse! Non ci siamo!
Va beh…l’autostima è stata latitante per tutto il giorno ;-)

Di notte no!
I miei sogni non li voglio così!
…voglio sogni più rock’n roll, “sogni di rock’n roll”, se volete!...
Voglio fare gol in finale di coppa del mondo, voglio fare un tunnel sotto la curva, voglio essere corteggiato dalle Top Model del momento...ecco, questi sono sogni glam di un 31enne patacca che si rispetti…
Ma polleggiarmela come un cretino con la testa a forma di codice no!

A parte il mio inconscio, da far vedere ad uno bravo, questo è un momento fantastico e vivo, sempre più, il grande dono che ci è concesso crescendo: non perdere le altre età che abbiamo vissuto.

lunedì 3 dicembre 2007

CARO GESU', PUOI CAMBIARE IL SAPORE DEGLI ASPARAGI?

Reduce da un week end indimenticabile, sono in attesa di pubblicare su questo blog un po’ di foto.
Appena ho una mezz’oretta lo faccio.
Il post precedente era in dono alla mia sorellina e a Massimo.
A proposito di preghiere, un paio di coincidenze (ammesso ed assolutamente non concesso che esistano) mi hanno portato a leggere un libercolo edito da Sonzogno dal quale questo post prende a prestito il titolo.
Sono cento letterine di Natale scritte dai bambini a Gesù.

-Caro Gesù, per noi la messa è molto noiosa. Perché non ci aggiungi anche dei cartoni? (Andrea)
-Caro Gesù, ti prego, prenditi cura del mondo. Ci sono due problemi, l’inquinamento e la guerra.Comincia con quello che vuoi. (Nicola)
-Caro Gesù, con chi ti vedi nel tempo libero,? Con gli apostoli? (Valentina)
-Caro Gesù, sei stato forte ad inventare la religione. Tutti parlano di te. Anche io vorrei diventare famoso. Spero di avere un’idea come la tua. (Mattia)
-Caro Gesù, posso mandare delle preghiere per il campionato? (Edoardo)
-Caro Gesù, cosa ne pensi di chi dice che non esisti? Li consideri come tifosi di un’altra squadra? Per esempio interisti? (Paolo)
-Caro Gesù, eri forte quando camminavi sulla acque. Ma dovresti vedermi sciare (Debora)
-Caro Gesù bambino, ci vediamo a Natale, non vedo l’ora (Clara)

sabato 1 dicembre 2007

ALLA MIA SORELLINA E A MASSI

Prego per i nostri genitori. Se oggi il cerchio della vita compie un piccolo grande giro di giostra, è a loro che dobbiamo essere grati.

Prego perchè scopriate, ogni giorno di più, che nell’amore c’e’ divertimento;
prego affinchè doniate il bene che adesso vi si legge negli occhi, solo così riuscirete a conservarlo.
Prego perché teniate saldi i vostri sogni.
Prego perché abbiate il coraggio di piangere quando ce ne sarà bisogno, ma prego affinchè non sprechiate mai un giorno senza avere riso tra di voi almeno un pochino.

Prego anche perché ho voglia di diventare zio.

Prego affinchè non sia mai l’intransigenza a scaldarvi la notte, bensì la vostra tenerezza (so che ne avete da vendere), la quale a sua volta indurrà gli altri a desiderare di tenervi caldi.

Aly e Massi… oggi, ci abbiamo anche scherzato in questi giorni, diventate un po’ più grandi ma prego perchè capiate che questo è vero sino ad un certo punto.
Anzi non è vero per niente.
Chiunque voglia imparare l'amore, resta sempre uno pò scolaro e, se ci pensiamo bene, è una lettura a voi cara a ricordarcelo in un qualche modo.
Il Piccolo Principe…all’inizio:
“tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano.”

Concludo con una storia che lo vede protagonista. Non è raccontata così tanto come le altre.

-Il Piccolo Principe incontrò un mercante di pillole che calmavano la sete.
"Perché vendi questa roba?" chiese il Piccolo Principe
"E' una grossa economia di tempo" disse il mercante "gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti alla settimana."
"E che cosa se ne fa di questi 53 minuti?" chiese perplesso il Piccolo Principe.
"Se ne fa quel che si vuole.." rispose sicuro il mercante.
"Io" disse il Piccolo Principe "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso la fontana.."-


Prego, un bel po’, perchè gustiate il vostro nuovo lungo tragitto con la consapevolezza che da oggi non servono scorciatoie o vie privilegiate in quanto sarà sufficiente il miracolo che si realizza in questi istanti e che vi farà camminare “adagio adagio” verso quella che è per voi una fontana comune…anche perché, in fondo, il tempo è il metodo di cui si avvale Dio per evitare che tutto avvenga subito.

Prego infine, e soprattutto, perché Dio ci aiuti a far si che il bene esagerato che ci siamo voluti sino ad oggi, e che adesso si respira nell’aria, duri per sempre.