sabato 26 settembre 2009

L'ESSENZA DI CHI SI HA DI FRONTE

Sono all'alba di un fine settimana fantastico.

Nel primo pomeriggio parto per l'Arena di Verona con la voglia del gusto impagabile di pensare, durante il concerto, al mio prossimo futuro come fa un bimbo che chiede quello che chiede senza un perche', senza preclusioni di sorta.
Per un paio d'ore voglio sentirmi al luna park dei sogni dove tutto e' gratis e tutto viene esaudito.
Risvegliarsi sara' comunque fighissimo, accetto scommesse.

Da domani (e per due giorni), chi vorra', vedra' il Pibe passeggiante per le strade della citta' meneghina.
Compiacero' il sociale con un party, un bel brunchettino al CALIFORNIA BAKERY di V.le Premuda, un paio di sfilate e tanti incontri.

E' sempre difficile galleggiare tra leggerezza e realta', tra il diritto e lo sport, il lavoro e la vita privata, tra l'avere le vele direzionate verso i miei desideri piu' intimi e il non prendermi mai troppo sul serio.

Un equilibrio, come sempre, lo trovero'.
Anche in queste ore. Anche quest'Autunno.
E lo trovero' giocando con i significati, dando accezioni sottese a incontri e imprevisti. Nutrendo gli accadimenti con il mio punto di vista e imparando da essi.

Indubbiamente, amando quello che faccio o il motivo per cui lo faccio, rischio di addentrarmi in luoghi misteriosi, emotivamente pericolosi, inesplorati, ma posso stare certo che la mia vita non sara' mai noiosa.

L'amore, infatti, ci regala il piu' straordinario, ineffabile giro di giostra tra quanti rientrano nelle nostre chance.
Attende soltanto la nostra decisione che non ponga alibi alla volonta' di agire ("caedere" in latino significa, appunto, "tagliare").

Solamente amando noi veniamo distolti da noi stessi quanto basta per cogliere, sia pure momentaneamente, uno sprazzo della nostra autentica personalita' e l'essenza di chi, di volta in volta, si ha di fronte.

Solo cosí non si giudica ma si Vive e, come mi hanno insegnato, non ci si focalizza testardamente su un particolare quando di fronte abbiamo l'opera d'arte.

A Voi...





martedì 15 settembre 2009

LA STESSA PANCIA MIA

Il seratino di ieri rischiava di diventare troppo sovrapponibile ad altri, magari con in mano un libercolo noioso che, probabilmente, abbandonero' a data da destinarsi.

Nel menu' del crepuscolo, evidentemente tutt'altro che d'essai, ci sarebbe stato anche il sottofondo della finalissima di miss Italia.

Sorridi pure, ci sta ;-)

Non e' glam, ma cio' che e' nazional popolare mi catalizza.

Adoro, quindi, anche seguire l'Italia del pallone ai mondiali e criticare la prima mezz'ora della prima puntata di San Remo.
Mi alzo in piedi se uno dei nostri corre per la medaglia d'oro, faccio l'alba per Luna Rossa con il vento in poppa spigozzando durante la bolina, tifo Valentino fino all'ultima staccata, sto alzato per Benigni che prende l'Oscar e mi sintonizzo sul discorso di fine anno del Presidente della Repubblica mentre organizzo l'out-fit della serata.

E' la sagra dell'ovvio se dico che la televisione generalista e' da pollice giu' periodico ma, ma io?
Mangio la foglia (trash), persevero e un po' la guardo.
Perche' mi garba da matti, l'indomani, condividere con chicchessia cio' che ho visto.
Da bimbo, la mattina a scuola, era bellissimo far finta di sorprendersi per essere stati alzati un po' di piu' davanti allo stesso film ...

Oggi le alternative sono sempre di piu' ma le cose che ci legano, che ci fanno battere il cuore all'unisono, vanno scomparendo: senza relazioni e senza il confronto non c'e' progresso. Ne' individuale, tantomeno collettivo.
O, comunque, rimane una crescita sterile.
Anche nel Borgo trovi, sempre piu' spesso, gente che al bar ci va solo per leggere il giornale ... in santa pace.

Allora e' bastato qualche pensierino epidermicamente depotenziante per farmi andare in quel di Carpi per la ricostruzione, con il dramma borghese sullo sfondo, del 1968.

Se "IL GRANDE SOGNO" voleva essere un romanzo sopraffino meramente storico/politico, forse, ha fallito la sua mission.
L'intento precipuo, pero', penso fosse spronare a riflessioni intime, e allo stesso tempo crude, sulla semplice complessita' delle sfumature di quegli anni.
Dai rapporti in famiglia, con se stessi, con i sogni .. per l'appunto.

Non ho l'esperienza, la cultura e la sensibilita' per declinare quella fase e non mi lascero' tentare.
Mi limito, con la cenere in testa, a sostenere e constatare che il vero fallimento puo' solo mal celarsi dietro al facile alibi della disillusione.
ll film e' duro e severo ma riesce a non cavalcare l'onda, populistica, del disinganno.
Per questo mi e' piaciuto.
Perche' il regista, comunque schierandosi, lascia ad ognuno la liberta' portarsi a casa un po' quello che vuole.

Il filtro del passato serve ancora per dirci qualcosa sul presente che viviamo?
Non so. Ma la domanda e' giusto porsela.

La gente riusciva, in quegli anni, a guardare nella stessa direzione incrociando i propri sguardi, come per sussurarsi: "tu respiri dalla stessa pancia mia".

Quanto appena predetto vorrei viverlo prima o poi.
Passo a chiudo ...
...e, con la playlist che canta, vado a lottare per il mio grande sogno.


lunedì 7 settembre 2009

CHI E' STATO L'ULTIMO A USCIRE DAL MARE?

"Alla fine dell'Estate chi e' stato l'ultimo a uscire dal mare?

L'ultimo e' tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
e da allora per tutto questo tempo il mare e' rimasto scoperchiato ..."

... e il tempo che passa avra' il potere di raccontarci la "bella stagione" 2009; potra' fare da filtro tra qualcosa di meramente epidermico e qualcosa d'altro che rimarra' nel per sempre.
Solo fra un po' sapremo se i seratini rock'n roll profumeranno di storia o cadranno nel dimenticatoio, nell'oblio direbbero i bravi scrittori, di momenti sovrapponibili a mille altri.

Ole'.
Il blog riapre. Non ha mai chiuso, s'intende.
Il blog riprende con post almeno bisettimanali.
Con la sua playlist coccolante, le foto ma soprattutto con i suoi sogni, sottesi o esplicitati che siano ...

Lo scorso anno, motivatissimo ma pieno di malinconia per il ritorno dalle vacanze, scrivevo che l'Estate e', in realta', uno stato d'animo. Lo ribadisco ... o, se preferite, l'Inverno non e' altro che l'Estate con il cappotto ;-)

...e' paradecente quello che scrivo? Si, io credo di si.
Di certo mi e' piaciuto pubblicare quasi 200 post che, mica fra troppo tempo, diventeranno un libro; mi piace pensare che a qualcuno di voi sia gustato leggerli.
Avrei scritto ancora senza il vostro feedback? Si, perche' quando le parole prendono forma sto bene e consapevolizzo meglio quello che gia' so.
Ma se passate di qui e' meglio, molto meglio ... e mi garba ad oltranza ;-)