venerdì 31 ottobre 2008

IL FIGLIOL PRODIGO

Mi ricordo quando, bimbo di 10 anni con il sogno del calcio nel cuore, nell'anima e nelle vene, godevo nel vederti allenare piu' degli altri a preparazione di quel mondiale.

Poi ci fu il tunnel della droga. 
In mezzo due scudetti sotto il Vesuvio, una Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana: immagini partenopee ai TG che erano un eau de parfum di romanticismo e un festival periodico di brividi.
Un'altra finale mondiale a Roma nel '90.
705 partite ufficiali e 358 gol.
Ma mai come per te, il campione accompagnato dalla leggenda sin da bambino, i numeri dicono davvero poco.

Mi hai fatto sognare e piangere, innamorare e arrabbiare per la tua personalita' scissa ma al contempo autentica: il cibo smodato, la droga, l'alcool, il passeggio a braccetto con la morte piu' volte sfiorata.
Eri stupendamente incoerente e bellamente lo ammettevi. Criticavi l'America e prendevi i soldi dalla Coca Cola. 

"Non saro' mai un uomo comune" dicevi negli anni piu' difficili della tua leggendaria esistenza ... ma forse lo pensavi da sempre ...

L'Argentina ha chiamato il suo figliol prodigo alla guida della sua nazionale, quella che il Pibe (di Buenos Aires ;-) prese per mano e porto' sul tetto del mondo nel 1986; quella sara' la squadra che, appassionato e commosso, tifero' ai prossimi mondiali.
Perdonatemi. 



martedì 21 ottobre 2008

STATO DI ASPETTATIVA POSITIVA

Tempi di concorsi, tempi di superenalotto e scommesse popolari.

Provo ad elevare la qualita' dei miei sogni senza, al di la' di facili qualunquismi, "ridurli" ad una combinazione su oltre 622 milioni.

Stanotte, prima di brandificare bellamente e felice, mi chiedo:
che cosa puo' cambiare la mia vita? 

Sai, penso molte cose: un momento di pensiero profondo, qualche decisione presa lungo il cammino, un libro, un film, un incontro, uno sguardo.
Magari il week end entrante nel cuore del down town milanese.
Per questo, da qualche anno a questa parte, scelgo di vivere in uno stato di aspettativa positiva, sapendo che tutto quello che succede nella mia vita mi fara'  bene in qualche modo.
Poi, s'intende, non sempre ci riesco.

Cerco di fare esperienza di tutto. Cerco di avere cura di me e di chi mi sta intorno. 
Mi diverto.
A volte faccio il pazzo, sono stravagante e rock'n roll. Talvolta combino pasticci. 
Anche se non volessi li farei comunque cosí mi godo l'esperienza.
Mi impegno sempre tantissimo in quello che faccio, questo lo posso dire; cerco di imparare dal festival dei miei errori.
Non cerco di essere perfetto: cerco, invece, di essere un eccellente esempio di essere umano ...  magari invano :-)

Un abbraccio grande. 

sabato 18 ottobre 2008

UBRIACHI SENZA AVER BEVUTO

In questa notte senza stagione suono felice sul mio mac dopo una serata fuori dal tempo e dallo spazio.
Penso all'Estate e alla combriccola che mi aspetta a Milano il prossimo fine settimana.
Penso agli amici di sempre del down town del Principato di Correggio: vorrei urlargli la mia gratitudine.
Penso random.
Penso alla Titti e a Fabio: "ognuno di noi merita di avere una madre e un padre almeno finche' non si sta in piedi"; quindi arrossisco, stringo il cuscino, tremo, bagno gli occhi, penso al festival dei miei privilegi e a quanto gli voglio bene.
Penso all'Alicia, la sorellina perfetta: ogni giorno che passa siamo sempre piu' diversi e sempre piu' uguali ... poi torno a tremare e penso alla bellezza di Alba, dei suoi tre mesi, dei suoi sorrisi, dei suoi pianti durante la pausa al bar il giovedí mattina ... vivo, piacevolmente stranito, un brivido se la consapevolizzo baloccare sul tavolo di cucina col nonno abbracciata dagli occhi increduli della nonna mentre il Pibe e l'Aly si guardano e, magari, si ricordano che  vent'anni prima, alla stessa ora, giocavano a tennis nella sala disarredata con due glamourissime racchette da ping pong.
Penso alla cugina di mia mamma e al suo volerci bene nel silenzio degli anni che ci scivolano via passando da una visita in ospedale nel 2004 e da qualche mail che non dimentichero' mai.

Penso  ai forti come quelli che sono ubriachi senza aver bevuto.
Penso, infine, a quelli che vanno con fiducia nella direzione dei loro sogni e a quelli che vivono la vita che hanno immginato.

"Io non so cosa pensero' dei miei sedici anni
quando saro' come mio padre.
Non so neanche cosa ci sara' dopo la morte.
Ora mi sento come se non moriro' mai
e penso che l'amore conta piu' di tutto.
Conta piu' della paura di innamorarsi, piu' della paura di morire,
piu' della voglia  di non essere omologati
e della voglia di fare qualcosa per cambiare questo mondo ...
E cambiarlo non e' facile ..."

domenica 12 ottobre 2008

PRUDENZA EGOISTICA

Non e' stato un week end sulla cresta dell'onda ma mi e' gustato lo stesso tantissimo.
Ho le gambe piacevolmente a pezzi: oggi mi sono allenato due volte. Sessione di running verso le 10 e una nel cuore del pomeriggio ...

Poi spazio alle alchimie.
Una telefonata inaspettata e una visita super edificante.
Fine. Nulla di piu' ma pensare di avere persone che affidano a me le loro intime paure, i loro pudori, i loro pianti e le loro gioie mi fa sentire vivo.

Ogni giorno di piu' mi convinco che lo sperpero della nostra vita risiede nell'amore che non abbiamo donato, nei poteri che non abbiamo utilizzato, nella prudenza egoistica che scansa ogni rischio (ancorche' emotivo) e che, eludendo il dolore, rinuncia del pari alla felicita'.

A prestissimo.
Vi abbraccio forte!

giovedì 9 ottobre 2008

STEFANO E CHANTAL

Non ho da aggiungere alcunche'...
Riguardero' mille volte questi video; lo sport che va a rifarsi anziche' a disfarsi, la storia di una vita che diventa sinonimo di AMORE, di FAMIGLIA, di SERENITA', di CORAGGIO, di SOGNO ...

CHANTAL mi fa sentire piccolo piccolo e anche un po' stronzo.
Mi inchino rispettosamente.



IL MIO TESORO

Chi non ricorda Gollum, personaggio de "Il Signore degli Anelli" mentre asseconda il suo mantra accarezzando il gioiello a lui caro? ... "Il miiiooo tessorrooo!"  

E' notte fonda. La finestra della sala e' spalancata ma non entrano ancora gli odori sopiti dell'alba.              

La sveglia canta alle 7 e io, dopo un seratino perfetto, sono qui in paracoccole a farmi glam domande.           

Qual è il mio tesoro? Quali sono le attività, le relazioni, le cose della mia vita che ritiengo sacre e che considero il mio tesoro?

Sono esausto ma non ho sonno; anzi ho sonno ma non ho voglia di dormire ... mi prendo ancora un po' di tempo; sto bene e 4 ore di riposo basteranno.                                                                      

Penso alle incongruenze tra il mio effettivo comportamento e ciò che dico di ritenere il mio tesoro ... ogni tanto, sopratutto quando il vento e' in poppa, puo' far bene vedere se e' il caso di ridirezionare la rotta visto che il timoniere voglio continuare a farlo io ;-)

Vi abbraccio tanto!





sabato 4 ottobre 2008

IL SUO PEZZO FORTE DA CANTARE AGLI ALTRI

Cosa ci devo fare?
Cosa ci devo fare se, dopo tanti anni, sono contento delle mie giornate?

Cosa ci devo fare se non ho paura di "sbagliare un calcio di rigore" perche’, forse s'intende, ho capito che fanno la differenza "il coraggio, l’altruismo e la fantasia"?
Cosa ci devo fare se mi viene naturale mettere il cuore dentro alle "scarpe di gomma dura"?
Cosa ci devo fare se ho la consapevolezza che mi faro’ anche se ho "le spalle strette"?

Ora la mia vita, in realta’ (?!), e’ tutt’altro che perfetta … sono io che la percepisco come tale perche’, dopo un tratto di strada iniziato piu’ o meno a 18 anni, il mio modus pattacca vivendi ha una sua paraidentita’ ... (ops!?)
che e’ quella del festival dell' essere me stesso … 

Ebbene, dopo un sentiero disordinato, incerto ma appassionato (e ridaie;-), sono diventato me!
E, per intanto, mi basta; mi basta per adesso e mi basta per rilanciare, per sognare quel sogno che nel cassetto non puo’ restare piu’ di tanto!

Quello che mi coccola? Bhe, la mia sana folle follia; penso, infatti, che alla fine di questa storia ci riincontreremo tutti, fra qualche anno, facciamo cento, in un un pianobar dove ognuno avra' il suo pezzo forte da cantare agli altri.

Il miglior riconoscimento per la fatica non e’ cio’ che si ricava ma cio’ che si diventa grazie ad essa … 
Evidentemente questa volta, vista l'ora, mi sono lasciato andare piu' del solito.
Pazienza, chi vuol navigare finchè non sia passato ogni pericolo non deve mai prendere il mare ;-)

Ora, bellamente, brandifico. 
Domani mi aspetta l’Arena di Verona, la poesia, qualche magico incontro e tanta amicizia.

Buon week end! Ole'

giovedì 2 ottobre 2008

BOLLICINA GRIFFATA

Facebook, Asmallworld, Messenger, Skype ...
Taggare, chattare, accettare l'amicizia (!?) ... 

Ma dove stiamo andando? Uso praticamente tutti i social network piu' glam del momento perche' danno infinite opportunita' di gestione epidermica di mille contatti ma so bene quale voglio che sia la mia rotta, il mio senso di marcia ... 

Negli anni ho vissuto una palestra naturale nell'approccio con gli altri ... col tempo, con l'eta' ho avuto il privilegio di avere spesso l'opportunita' di creare complicita' talmente intense che hanno dato alla luce legami profondissimi ...
Talvolta tutto e' nato senza parlare. Di certo senza scrivere ;-)

Rifletto, mi fermo. Il blog serve proprio per questo.
Voglio vivere pibedicorreggio.com come chance di uno spazio antico anche se posato sulla piattaforma moderna per eccellanza, il web.
Adoro scrivere qui di tatto, di odori, di emozioni e di sentimenti.
Adoro le diversita', ancor di piu' le contraddizioni in termini.
Odio solo le decantate coerenze che alla fine sono sempre ipocrite.

Mi godo da matti i cenini in combriccola, adoro quelli a due nel mio cucinino prestige con mille candele, la lamp berger accesa, un trionfo di crudite' e una bollicina autoctona griffata LINI910 ... 
e se le cose vanno bene dopo circa mezz'oretta comincia il festival dell'essere stessi. 
Insomma la buona novella e' che per sedurre od essere sedotto, che si parli di amicizia o amore non importa, un social network non potra' mai bastare ...

Nel mio modo, volutamente disordinato e incerto, penso di avervi detto tutto ... per oggi, intendo :-)
In ogni caso godetevi il filmato.   Ole'!