mercoledì 25 febbraio 2009

A MODO SUO


Proprio perche' non so definire il normale, non so intelleggere l'intelleggibile, ho scelto lo straordinario, una vita straordinaria.
Ho scelto di ispirarmi a gente mille anni luce piu' in gamba di me.

Sono tante persone. Tutte hanno avuto la passione "di provarci e di ribaltare il pronostico".
Oggi ve ne cito tre.

Nat Robinson: ha vinto di nuovo l’annuale gara per il miglior schiacciatore della NBA americana: lo Slum Dunk Contest. Nulla di strano se non stessi parlando di un tipello rock'n roll di circa 170 cm!!
Candido Cannavo': lo leggevo come sarebbe giusto leggere Pirandello. In tempi dove i buoni sentimenti vengono strumentalizzati, la sua penna riusciva a rendere non retorico il romanticismo piu' ovvio.
Un maestro per me.
Randy Pausch: si presentera' da solo con il video postato qui sotto. Ancora una volta mi rendo conto come la scelta di una vita appagante dipenda precipuamente da quale prospettiva scegliamo di guardare, e affrontare, le sfide.



Ho paura, un giorno, di voltarmi indietro e non rivedere una vita piena e appagante ma un'esistenza meramente sopravvissuta, magari in balia degli eventi e delle circostanze.

Perche', non curante di alcunche', faccio quello che sento?
Per essere autentico, sentirmi in contatto con quello che sogno, con l'esperienza che fluisce, momento per momento, istante dopo istante.
Sempre. Dopo ogni pazzia, cantatina, concorso metagiuridico vinto e perso; dopo ogni trionfo emotivo ma anche dopo una sconfitta, intima o pubblica che sia.

E' fantastico, ogni tanto, sentire dentro di se' la consapevolezza calcolatrice dell'adulto stravinta dalla voglia di vivere del bambino.
Ringrazio Dio per questo.

E allora capita pure che ad una splendida festa del Borgo, un sabato notte qualunque e davanti a centinaia di persone, il Pibe, con l'amico Little Taver, si ritrovi a raccontare cantando che "IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU' ".
Fuori tempo o sincopando paraconsapevolmente; a questo punto non importa piu' perche' l'ha fatto A MODO SUO, e l'indomani si e' risvegliato felice.

venerdì 6 febbraio 2009

RE DEL MIO MONDO

All' Alba di un giorno, per me importante, mi regalo i prossimi istanti lasciando i polpaPIBEstrelli fare rock'n roll da soli sul tastierino del Mac.
Spengo la mente e accendo il cuore.
Vediamo se batte.

Un giorno come un altro, per molti. Una data, una convenzione piu' che astratta che di anno in anno, quasi passivamente, ritorna.

A me, per contro, e' sempre piaciuto il senso del "KING FOR A DAY"; mi da' un brivido dentro.
Sara' edonismo, sara' amore per la vita, sara' il senso del dono di avercela una vita o la gratitudine per essere, comunque e in un modo o nell'altro, arrivato a compiere un trentatreello tondo tondo.
Che poi e' anche un numero fantastico. Va beh ...

Questo giorno, uguale e diverso agli daltri, mi affranca ben presto dalla gloria coronata, ma effimera, di 24 ore romantiche.

Ore che, un pochino, investo per capire se la rotta e' quella giusta.

Per fare un vero e proprio bilancio, in realta', sarebbe necessario sapere da dove si viene e dove si sta andando.
Io ci penso spesso ma mica lo so con precisione. Diciamo che lo intuisco forte.
33 anni sono tanti e sono pochi.
Ancora una volta il punto di vista che scegliamo trionfa sul rito della verita' che ci impongono tutti i giorni.


Salto quantico. Ma neanche troppo.

Spendermi sempre di piu' per gli altri, cercare di contribuire un pochino, essere da esempio dove ho la capiacita' di farlo.
Portare in giro la gioia, a costo di fare la tangente al pazzo del villaggio.
Organizzare, ogni tanto, un cenino esagerato in bellezza pensando che "quella giusta" puo' essere sempre dietro l'angolo.
Gustarmi la casa e vivere il privilegio di scegliere un po' la solitudine.
Finire sempre il libro che rischia di entrare nella mia top ten e prendermi il tempo, talvolta, di una doccia piu' lunga e calda del solito con 4 candeline rock'n roll.
Tendere ad un senso di aspettativa positiva, pregare, concedermi all'improvviso un po' di relax rubando momenti a cose piu' urgenti.
Un po' di sport in tele e tanto running appena non piove.
Sanissima alimentazione, ma alcun senso di colpa nelle piccole trasgressioni.

Sudore, sudore e ancora sudore.
Studio, palestra, lavoro, calcetto, relazioni.

Ogni tanto sentire il brivido dentro alla fine della giornata, brandificare con la sveglia a momenti quando fuori quasi quasi torna la luce e, pieno di gratitudine dire : "oggi ho dato tutto! Ole' ".
Almeno un buon film alla settimana, un post sul blog per consapevolizzare meglio quello che sono, evasione disordinata, tisanine impreviste, saper cogliere il senso di un evento piacevolmente inaspettato.

Coltivare la capacita' di stupirmi per qualcosa che non avevo chiesto, sciogliermi sino a dissolvermi davanti alla tenerezza di un nonno e di una nipotina che si amano alla follia, sciogliermi sino a dissolvermi davanti al senso e alla cultura della famiglia ...

...

... seguendo la mia strada disegnandola, o assecondandola dove necessario, non saro' piu' "RE PER UN GIORNO" bensì RE DEL MIO MONDO.
Ognuno di noi lo puo' essere.
Almeno credo.

Come dicevo piu' su, ho provato a metterci il cuore.
Perche', se questa non e' la strada che ci porta ad essere re o regina, per contro, e' l'unica che conduce alla NOBILTA'.

E allora, ancora una volta ... buon viaggio.