lunedì 17 novembre 2008

TENDERE LE BRACCIA AGLI ALTRI

Qui sotto vedrete un po' di foto del week end anni 60 al Forte.

Le altre sono pubblicate su facebook.

Al di sopra del glamour, fuori dal romanzare alcunche', penso: ascoltando distratto zelig, aspettando un paio di messaggi e una telefonata (non so di chi) che non arrivera', per intanto ...

Sono felice.
Anche nei momenti di evasione cristallina, come i tre giorni tra Almarosa e Capannina,  vivo momenti dove mi ritrovo edificato, arricchito.
Tra una cantatina stonata e una bollicina di troppo ci sono sempre interdipendenze tenere che sono nettare pregiato.

Riassunto di qualche chiacchieratina che non scordero':

l'importante di tutta questa storia, che poi e' la nostra storia, la storia di questo "giro di giostra"? 
Penso sia renderci conto che, indipendentemente dal fatto che comprendiamo pienamente chi siamo o cio' che accadra' alla fine di tutto, il nostro scopo e' progredire come esseri umani, guardare in noi stessi e divenire una fonte di pace, di comprensione e di forza.

E allora diventa essenziale tendere le braccia agli altri con amore, con accettazione autentica e con il paziente spirito di guida romantica (romanticissima direbbe quel tale), nella speranza di cio' che possiamo diventare insieme disegnando sinergie in un festival di empatie.

Stasera mi sento il pazzo del villaggio.
Bene cosí!

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