sabato 15 dicembre 2007

ECCITANTI ASPETTATIVE

Il vero motivo per raggiungere uno scopo è ciò che ci fa diventare un essere migliore mentre lo perseguiamo.
Mi sa che l’avevo già scritto qualche tempo fa…e allora lo ribadisco, anche se in maniera diversa.
Chi diventiamo come persona è il premio migliore. Non lo scopo intrinsecamente.
Adesso, dopo essermi gustato un po’ di “interviste barbariche”, ripassato diritto internazionale privato, letto Vanity Fair e sfogliato Vogue, mi prendo un momento…mi è venuta voglia di scrivere tutti i tratti del mio carattere, abilità e capacità, attitudini e valori che voglio sviluppare per realizzare un po’ di sogni.
Mi aspetta una mezz’oretta a suo modo divertente.
…proprio a suo modo però…
Perché, se potessi scegliere sine sensi di colpa, ora sarei a folleggiare in un qualche locale visto e rivisto alla volta di qualche universitaria compiacente (ma de che!?) con drink in mano dalla bollicina sgarzolina sgarzolina.

C’e’ un altro aspetto che trapassa la di mia mente patacca.
Eccolo.
Molte gente, appena uno ha un entusiasmo, un sogno, uno scopo, arriva e ti dice: “sii realistico”.
Io, al di là della buona fede del mittente di questo consiglio, penso che chi parla in questo modo stia vivendo in uno stato di paura. Magari a causa di delusioni passate o di fallimenti avuti.
Spesso abbiamo paura di essere delusi un’altra volta.
Per contro, tutte le persone che posso considerare miei maestri, raramente erano, o sono tutt’ora, considerate “realistiche” dai più. Tutte comunque precise e intelligenti.

Quali sono le convinzioni realistiche che potremmo evitare?
Quali sono alcune eccitanti, nuove, poco realistiche ma possibili, aspettative che possiamo cogliere?

Buon week end!

2 commenti:

Lillo ha detto...

Ho sempre visto in quelli che mi dicono "sii realistico" una innata dose di pessimismo, ma di quello speranzoso.

Nel senso.

"Penso di essere realistico ma ci provo lo stesso, a realizzare i miei sogni, che tanto se va male son già preparato al peggio, e se va bene, al limite, è una splendida sorpresa".

Che a casa mia si chiama pararsi il culo (scusa il francesismo), ma ritengo che sia a)umano b)plausibile e c) (salute) perfettamente innocuo.

Di solito mi limito a battergli una mano sulla spalla, aggiungendo un comprensivo "Sì, certo..." e mi allontano sorridendo.

Mi guardano sempre come un marziano, ma per ora è ancora divertente. L'unico dilemma è capire se ho veramente interpretato correttamente la cosa oppure no. Ma tant'è.

Saluti, e se non ci sentiamo prima, buon Natale.

-L.

Alessio Pibe Lini ha detto...

Mi gusta l'idea del "pessimismo speranzoso" :-)
Grazie per il glam contributo...
Per intanto auguri un bel pò anche a te! Olè