domenica 28 ottobre 2007

TU CHIAMALE SE VUOI…

E’ un po’ tardino e ancora una volta il sipario sta calando su un’altra giornata.
Vengo da una cena con amici rilassata e piacevole.

Posso comunque fermarmi a scrivere: le lancette in questi minuti fanno marcia indietro anche se, proprio così facendo, scandiscono inesorabilmente l’incedere dell’Inverno.
Agli amanti delle giornate con tramonti tardivi comunico che il loro ritorno è fissato nella notte tra il 29 e il 30 Marzo e io già..."non vedo l’ora” ;-)

Oggi ho studiato in biblio tutto il giorno, devo recuperare il tempo perso per l’ influenza; nella brevissima pausa pranzo mi sono gustato un paio di riviste patinate che, tra le altre cose, parlavano di una mostra alla triennale di Milano (http://www.triennale.it): “ANNISETTANTA. Il decennio lungo del secolo breve”.
Mi piacerebbe andarci, magari verso Febbraio.

Se penso a quante cose succederanno in questi mesi le “emozioni” si intersecano diventando tante e confuse.
Le speranze e le motivazioni si moltiplicano. Mi viene in mente l'insegnamento di un certo Walt Disney:"c'è di che diversi a fare l'impossibile".

Oltre ai sogni professionali vorrei poi trovare il tempo necessario per arricchire la mia esistenza e, di conseguenza, il mio saper voler bene a chi mi incontra. Diversamente la mia vita, la nostra vita non sarebbe altro che una summa di convivenze, incontri e obiettivi sterili.
Abbandonarci a noi stessi penso che avrebbe esito letale.

"Allorchè un uomo segna a dito qualcuno, dovrebbe ricordare che altre tre dita sono puntate su di lui" Louis Nizer

2 commenti:

digito ergo sum ha detto...

Il tempo necessario all'arricchimento personale non lo si trova. È lui che trova te, se vuoi davvero crescere. Nella vita nulla viene per nuocere, né per fare del bene. Dipende da cosa riesci a costruirci attorno tu. Del resto, la vita, è un eterno "costruire intorno". Che piaccia o no. Ti abbraccio

Alessio Pibe Lini ha detto...

In realtà mi piace, e condivido...
Vedo il "costruire intorno" anche come l'imparare a guardare le cose dalla giusta prospettiva; lo stesso William Shakespeare sosteneva quanto "nulla è giusto o sbagliato ma è il pensiero a renderlo tale".
A volte, poi, la mente presuppone e ci chiede uno scatto volontaristico, una scelta, un parcorso.

Grazie davvero per per il contriubuto!
Buonisssssima domenica!
Olè