UNA BELLA LEZIONE
Ieri sera ho fatto una cena frugale qui da me con un’amica.
Sono stato bene. Forse molto a dire il vero, ma non è di questo che voglio scrivere adesso.
Si è parlato di crescita, di rapporti, di sacrificio, di sogni, di evasione, di amicizia e di tante altre classiche tematiche by Pibe.
Stanotte ho studiato sino all’alba, ma disordinatamente.
Ero tormentato.
Dopo essermi raccontato, chissà perché, mi è tornato in mente l’anno del servizio civile.
Se dovessi, adesso, esprimere un desiderio vorrei avere qui Alle, parlagli un po’ e chidergli scusa.
La nostra avventura, iniziata come esperienza nella casualità delle circostanze (sempre che il caso esista!), divenne ben presto una cosa irrinunciabile, come divennero irrinunciabili i nostri caffè del sabato mattina, tutto il sabato mattina, i minuti passati senza dire nulla, le schedine giocate, la Gazzetta dello Sport, il confronto/bilancio di come era andata un po’ tutta la settimana di scuola.
Questa storia di amicizia si era fatta veramente importante.
Tutto iniziò nel settembre del ’98: tu arrivasti al Liceo della Comunicazione ed io ero già lì da qualche mese: pulivo aule, quando andava meglio stavo con i ragazzini dell’asilo o delle elementari, talvolta mi ritrovavo a fare qualche supplenza di diritto e di italiano alle superiori.
In quei mesi grazie alla sinergie di entrambi vivemmo un’amicizia a fior di pelle…momenti tanto semplici da cavalcare, tu lo sai, ma difficili da raccontare.
Ho sempre sostenuto che la vera amicizia si manifesti soprattutto nei momenti di difficoltà e di crisi. Non riesco a sopportare le persone abituate a salire sul carro dei vincitori, pronti a sorridere e a "fare i prestige con sorrisini glam" fintanto che il vento tira in poppa.
Non sopporto il modo meschino e pusillanime con cui riescono a ridiscendere dallo stesso carro qualora questo non godesse più della sua buona stella.
Viceversa, ho sempre apprezzato coloro i quali si sono dimostrati fedeli ai propri amici a prescindere dal momento. Per questo motivo ho sempre tenuto personalmente questo tipo di condotta. Preferisco, mi piace di più, mi appartiene farmi sentire vicino nei momenti difficili piuttosto che in quelli positivi. Forse sbaglio, ma è un mio modo di dimostrare lealtà ed amicizia.
Penso che qualcosa alla fine arrivi ai diretti interessati.
Rinuncio ad una cena di festeggiamenti e “baracca” con amici di sempre (loro lo sanno) ma mai ad una chiacchierata qui da me per una coccola emotiva a chi me la chiede.
Da chè mi ricordi sono sempre stato così.
Scrivo di ciò, perchè stanotte ho avuto la sensazione di aver contravvenuto a questo principio.
Con te, Alle, in questi anni la potevo gestire in maniera molto diversa.
È vero, prima avevo da mettere a posto l’università, poi c’e’ stato il praticantato….poi ancora mille impegni prima di cambiare totalmente vita con il notariato.
Sta di fatto che io non ero mai con te, e non ci sono stato nemmeno quando forse, in tutto questo tempo, ci sarà stato il momento dimostrare la vera amicizia.
Ecco appunto. Un milione di scuse ma non una sola ragione.
Imparo una lezione e mi impegno a metterla a frutto.
Giusto ieri sera con l'Ele si diceva quanto sia più importate osservare e dare peso a ciò che le persone fanno piuttosto che ascoltare quello che dicono.
































2 commenti:
"Cena frugale" "baracca" "danzereccio" un miLione di volte "pibe" sei un Idolo! grazie della telefonatina di ieri.. alpettando il www.com / Luca
Ovviamente grazie a te!
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